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L'oro di Don Vito

Parte del 'tesoro occulto' di Vito Ciancimino investito in un'azienda dell'Aquilano. Confiscate le quote della società Albadoro

21 giugno 2011

Il tribunale dell'Aquila ha disposto la confisca delle quote della società Albadoro srl nella quale secondo l'accusa della Procura nazionale Antimafia è nascosto uno dei tesori di Ciancimino senior. L'esecuzione del provvedimento firmato dal giudice Giuseppe Romano Gargarella è stato eseguito ieri mattina dai Finanzieri del Gico, dalla polizia tribunale della Guardia di Finanza dai Carabinieri del Ros e del reparto operativo dell' Aquila con il supporto del servizio centrale investigazione criminalità organizzata della Guardia di Finanza di Roma (Scico).

Le quote societarie erano appartenenti a Nino Zangari della società Albadoro, Achille e Augusto Ricci. Il provvedimento del tribunale ha portato alla confisca delle quote societarie della Marsica plastica srl appartenente ad Achille Ricci anche questa società in odore di mafia. I risultati dell'operazione sono stati illustrati in una conferenza stampa alla quale tra gli altri sono intervenuti il procuratore della Procura della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, che è anche procuratore distrettuale antimafia dell'Aquila, il sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia, Olga Capasso, distaccata all'Aquila dopo il sisma per rafforzare il pool contro le eventuali infiltrazioni della malavita organizzata e il sostituto della procura distrettuale antimafia dell'Aquila, Stefano Gallo. Rossini ha sottolineato che si tratta del primo provvedimento di questo genere in Abruzzo, un provvedimento, l'acquisizione dei beni da parte dello Stato, che è indipendente dal sequestro penale di qualche anno fa. L'Albadoro srl è proprietaria del complesso turistico "La Contea" che si trova nel comune di Tagliacozzo (L'Aquila) ed è costituito da un moderno villaggio vacanze dotato di ristorante, piscina, campi da tennis e da calcetto, nonché terreni per un valore di circa due milioni e mezzo di euro.
Secondo la Procura, i tre destinatari della misura di confisca, "hanno reimpiegato in attività imprenditoriali in Abruzzo ben più di un milione e mezzo di euro provenienti dal 'tesoro occulto' riconducibile al defunto boss mafioso Vito Ciancimino". "Infatti - secondo la Procura - capitali illeciti, provenienti direttamente dalla Sirco Spa, nota holding palermitana riconducibile ai Ciancimino, e già sottoposta a sequestro dalla Procura della Repubblica di Palermo-Direzione Distrettuale Antimafia, nell'ambito di un'indagine svolta dal Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Roma, sono stati impiegati in Marsica per realizzare il predetto villaggio turistico 'La Contea'".
I beni confiscati, transitando nel patrimonio dello Stato, saranno gestiti dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalita' organizzata, per finalità istituzionali e sociali.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa]

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21 giugno 2011
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