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L'Ue apre le porte all'olio tunisino

La preoccupazione italiana: sul mercato europeo 35 mila tonnellate di prodotto a dazio zero nel 2016-2017

28 gennaio 2016

Prima luce verde dell'Europarlamento all'accesso temporaneo supplementare sul mercato dell'Unione di 35mila tonnellate di olio d'oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e il 2017.
A dare il via libera gli eurodeputati della commissione commercio internazionale del Parlamento europeo, che hanno approvato il provvedimento con 31 voti a favore, 7 contrari e un'astensione.
Accogliendo una richiesta contenuta nel parere della commissione agricoltura, gli eurodeputati domandano all'esecutivo Ue di effettuare una revisione di medio termine del provvedimento, cioè dopo un anno, per fare il punto della situazione.

La misura, proposta dalla Commissione europea per mostrare concretamente la solidarietà dell'Unione dei 28 nei confronti della Tunisia in grave crisi economica dopo gli attacchi terroristici, ha sollevato forti preoccupazioni dei produttori del comparto olivicolo italiano. Ora la parola passa alla plenaria dell'Assemblea di Strasburgo, che dovrebbe pronunciarsi sul dossier già il prossimo febbraio.
Secondo Coldiretti, dopo che nel 2015 in Italia sono aumentate del 520% le importazioni dell'olio d'oliva della Tunisia "è un errore l'accesso temporaneo supplementare sul mercato dell'Unione di 35mila tonnellate di olio d'oliva tunisino a dazio zero, per il 2016 e 2017".
Il nuovo contingente agevolato, sottolinea la Coldiretti, "va tra l'altro ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall'accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi 'agevolati' oltre quota 90mila tonnellate".

"Ancora una volta in Europa il settore agricolo diventa merce di scambio senza alcuna considerazione del pesante impatto sul piano economico, occupazionale ed ambientale sui nostri territori" ha detto il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. "Il rischio concreto in un anno importante per la ripresa dell'olivicoltura nazionale è il moltiplicarsi di frodi, con gli olii d'oliva importati che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all'estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori".
"Diventa dunque ancora più urgente arrivare all'attuazione completa delle norme già varate con la legge salva olio 'Mongiello', la numero 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata" conclude Moncalvo.

Preoccupato dalla decisione europea anche il presidente regionale della sezione olivicola di Confagricoltura Sicilia, Giovanni Selvaggi, che afferma: "La proposta della Commissione Ue, approvata dalla commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, è un danno enorme per l’olivicoltura siciliana di qualità costretta a far fronte a una concorrenza sleale autorizzata".
"L’approvazione dell’emendamento che prevede una valutazione d'impatto di medio termine sul mercato dell'olio per eventualmente chiedere alla Commissione europea "misure correttive" qualora la situazione lo dovesse richiedere, non è che un contentino che non mitiga per nulla questa invasione di prodotto non controllato e a basso costo sul mercato comunitario", aggiunge Selvaggi.
"Ci auguriamo che i nostri parlamentari facciano valere le ragioni dell’olivicoltura di qualità e scongiurino l’approvazione definitiva di questo scempio", conclude il presidente degli olivicoltori di Confagricoltura Sicilia.

In prima linea nella difesa dell’olio e degli agricoltori siciliani, Michela Giuffrida, europarlamentare Pd e membro della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo.
"Sono al fianco degli agricoltori nel chiedere alla Commissione europea di rivedere la politica di scambi commerciali con i Paesi terzi, per una politica giusta che non penalizzi le produzioni agroalimentari europee". "Non mi piace e combatto con forza questo clima in cui i nostri agricoltori e produttori sono costretti a difendersi da provvedimenti della Commissione europea che mettono in difficoltà un comparto duramente in crisi. Il caso dell'olio tunisino ne è un amaro esempio. Già in Commissione Agricoltura ho manifestato il mio netto dissenso per un provvedimento che, pur in un condivisibile spirito di solidarietà, non tiene conto dell'impatto negativo che ha sull'economia di regioni come la Sicilia. Anche in occasione del voto in Plenaria farò lo stesso, dirò "no" ad un accordo che ci penalizza".

"La sentenza della Corte di giustizia dell'Ue che ha in parte annullato l'accordo commerciale con il Marocco è il primo piccolo passo per mettere in discussione un'intera politica di scambi commerciali con i Paesi terzi che troppo spesso è a senso unico. Agrumi, pomodori, olio, sono solo alcune delle produzioni in cui la nostra Regione eccelle e che sono messe in difficoltà dagli accordi con i Paesi del Nord-Africa. A Bruxelles, ancora più che in Italia - conclude Michela Giuffrida - occorre "fare sistema" per tutelare le nostre risorse, consentire all'agricoltura di produrre ricchezza, ai nostri territori di crescere".

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- Che l'olio siciliano sia Igp (Guidasicilia.it, 08/10/14)

- Igp all'olio extravergine d'oliva siciliano (Guidasicilia.it, 25/05/15)

- L'olio siciliano Igp (Guidasicilia.it, 23/06/15)

- L'Europa e l'olio d'oliva tunisino (Guidasicilia.it, 23/09/15)

- "L'olio siciliano sia Igp" (Guidasicilia.it, 21/11/15)

- Prima certificazione Igp (provvisoria) per l'Olio siciliano (Guidasicilia.it, 23/12/15)

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28 gennaio 2016
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