L'Unione Europea chiede informazioni al governo italiano sui vantaggi fiscali elargiti alla Chiesa

29 agosto 2007

La Commissione Ue vuole vederci chiaro e chiederà al governo italiano ''informazioni supplementari'' su ''certi vantaggi fiscali delle Chiese italiane''. La Commissione non ha, comunque, ancora deciso se aprire un'indagine, rilevando che il governo italiano ha già risposto a una prima lettera di richiesta di informazioni. Bruxelles ritiene però necessari ulteriori approfondimenti.
Ad annunciare tale ''richiesta di chiarezza'' è stato Jonathan Todd, portavoce del commissario alla Concorrenza Neelie Kroes, precisando che, nel caso si decidesse di aprire un indagine questa sarebbe un'inchiesta per aiuti di Stato illegali.
Todd ha riferito che le informazioni sono state chieste dopo avere ricevuto segnalazioni nel 2006 da parte di soggetti italiani, di cui non però ha riferito l'identità.

A quanto si è appreso, la richiesta supplementare di informazioni riguarderebbe la norma contenuta nella Finanziaria 2006, l'ultima del governo Berlusconi, che prevede l'esenzione dall'Ici degli immobili di proprietà della Chiesa cattolica adibiti a finalità commerciali. L'esenzione è riconosciuta anche alle altre religioni che hanno un accordo con lo Stato italiano e alle attività no-profit. Bruxelles intenderebbe chiarire inoltre anche le riduzioni di imposta (al 50%) concesse alle imprese commerciali della Chiesa.
Il portavoce ha inoltre sottolineato che, se l'inchiesta dovesse essere avviata, si tratterebbe della prima volta che l'antitrust europeo mette nel suo mirino la Chiesa, anche se in Belgio c'è stato un contenzioso per una questione di Iva e anche in Spagna c'è un'indagine in corso su delle facilitazioni fiscali.

Emma Bonino, ministro per le Politiche europee, attraverso il suo portavoce ha fatto sapere che il governo italiano esaminerà le richieste di chiarimento della Commissione europea ''quando arriveranno''. E ha spiegato che una risposta a una precedente richiesta di Bruxelles è stata data dal ministero dell'Economia prima dell'estate con ''pertinenti dettagli tecnici''. ''Probabilmente - ha detto il portavoce della Bonino - la Commissione non li ha ritenuti sufficienti''. In ogni caso per ora si tratta ''solo di una richiesta di informazioni'': tuttavia ''se l'iter avesse esito sfavorevole, l'Italia rischierebbe una proceduta di infrazione proprio quando si' è finalmente riusciti a ridurne il numero''.

''Chiesa, fisco, esenzioni: il 'privilegio' che non c'è''. Titola così Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, un intervento dello segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori. ''Non possiamo fare a meno di precisare che l'esenzione dall'Ici è materia del tutto estranea agli accordi concordati, che nulla prevedono al riguardo, e ricordare ancora una volta che essa si applica alle sole attività religiose e di rilevanza sociale, che deriva dalla legislazione ordinaria ed è del tutto uguale a quella di cui si giovano gli altri enti non commerciali, in particolare il terzo settore'', scrive mons. Betori. ''Chi contesta un tale atteggiamento dello Stato verso soggetti senza fine di lucro operanti per la promozione sociale in campo esistenziale, sanitario, culturale, educativo, ricreativo e sportivo, manifesta una sostanziale sfiducia nei confronti di molteplici soggetti sociali di diversa ispirazione, particolarmente attivi nel contestare il disagio e la povertà. Sarebbe incongruo che lo Stato gravasse quelle realtà, ecclesiali e non, che perseguono fini di interesse collettivo''.

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29 agosto 2007

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