La capitale dei ritardi ferroviari

A Palermo il 100 per cento dei convogli non è in orario. I risultati di un'indagine di Altroconsumo

25 febbraio 2011

Passano ancora i lenti i treni per... Palermo. Sì, il ritornello è quello della canzone di Battiato, ma la città citata non è quella tunisina di Tozeur ma la "capitale" della Sicilia. Infatti, la città di Palermo ha raggiunto un nuovo triste traguardo, conquistando, suo malgrado, il primo posto per quanto riguarda il ritardo dei treni.
A emettere il "verdetto" è un'indagine di Altroconsumo, secondo cui su 510 tratte monitorate, il 100 per cento dei convogli non in orario si è registrato nel capoluogo siciliano. Seguono Roma Termini, Bari Centrale e Reggio Calabria. A livello nazionale i dati parlano di un ritardo del 57 per cento di treni in ritardo.
L'inchiesta ha monitorato 510 tratte, dalle 7 alle 20 in periodi a ridosso delle festività, a dicembre e gennaio scorsi. I risultati parlano di un paese spaccato in due con ritardi medi di 13 minuti. Le corse che partono da Nord verso Sud si fanno attendere più spesso (nel 65 per cento dei casi). I treni che da Sud verso Nord ritardano sono il 48%. Tra le tratte a maggior rischio c'è anche l'espresso Torino-Palermo (con 39 minuti di ritardo medio).

"Purtroppo la questione la conosciamo bene - spiega Giosuè Malaponti coordinatore del Comitato Pendolari Siciliani -. Il mancato rinnovo del contratto di servizio di certo non aiuta, poi mancano i mezzi o in alcuni casi sono desueti e vecchi nonostante i 43 treni 'Minuetto' entrati in attività". "I problemi - conclude Malaponti - riguardano anche i servizi per gli utenti. Lo scorso sabato gli utenti sono stati avvertiti della soppressione del treno Catania - Messina con moltissimo ritardo. Questi disservizi non sono comprensibili".
Tra le tratte in cui si registrano maggiori ritardi, secondo il coordinamento Pendolari, c'è la Palermo - Messina.

Testimoni e vittime di questa situazione - Alle otto del mattino, la stazione centrale è gremita di passeggeri assonnati che, stretti nelle giacche, aspettano in silenzio. "Prendo sia l'Intercity per Roma sia il regionale Palermo-Messina e, in entrambi i casi, i ritardi sono stabili - afferma Laura Spartaro, psicologa tirocinante che vive a Milazzo - l'intercity ritarda da quindici minuti a mezz'ora, ma il regionale è molto peggio. A volte, aspettiamo anche un'ora e mezza e anche di più".
Al binario 1, Filippa, altra pendolare, fa i conti con un monitor che da i numeri: "L'annuncio vocale ha appena detto che il treno proveniente da Termini Imerese ritarda di un quarto d'ora - dice - ma sul monitor il ritardo è di 55 minuti. Un caos". Non c'è da scherzare sulla confusione. Lo sa bene Angelo Varzi, studente all'Accademia di Belle Arti e residente a Cefalù. "Oggi avevo un esame alle 9,30 - racconta - ma il treno è partito da Cefalù con quindici minuti di ritardo. Sono arrivato a Palermo alle 9,20".
Per Amedeo Benigno, segretario regionale della Fit Cisl non ci sono dubbi: "I tempi di percorrenza sono superiori a quelli di 30 anni fa". "Chiediamo una presa di posizione ferma da parte della politica regionale", aggiunge Giacomo Fazio, presidente del Comitato Pendolari Sicilia. Trenitalia si limita a far sapere che "i dati forniti da Altroconsumo saranno verificati con attenzione". Ma bastava guardare il monitor del binario 1 ieri alle 12: lo schermo indicava un ritardo di due ore, ma non era segnalato alcun treno in arrivo o in partenza.

[Informazioni tratte da Corriere del Mezzogiorno.it, Italpress, Repubblica/Palermo articolo di Valentina Cucinella]

- Ferrovie siciliane: ritardi infiniti e cancellazioni (Guidasicilia.it, 14/02/11)

 

 

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25 febbraio 2011

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