La Capitale europea della Cultura 2019 non sarà siciliana...

Il capoluogo siciliano, Siracusa ed Erice escluse dalla giuria presieduta da Steve Green

16 novembre 2013

Qualcuno ci credeva, in molti ci speravano, tanti immaginavano sarebbe finita così com’è finita. Nel 2019 Capitale europea della Cultura non sarà Palermo, né Siracusa, né tantomeno Erice. Le due città siciliane candidate sono state esclusi al primo turno. La giuria europea,  presieduta da Steve Green, ha scelto invece Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena. Ad annunciarlo è stato il ministero dei Beni culturali e del turismo.

La giuria europea, che tornerà a riunirsi nell'ultimo trimestre del 2014, è composta da membri italiani e stranieri, scelti e concordati con la Commissione Europea - si legge nella nota diffusa dal Mibact - al termine delle audizioni, quale momento conclusivo della valutazione intrapresa dopo il 20 settembre 2013, data ultima di consegna dei dossier di candidatura, ha annunciato la redazione di un testo di preselezione delle città che concorreranno all'ultima fase dell'Azione comunitaria "Capitale Europea della Cultura". La giuria valuterà i progetti modificati delle città preselezionate, sulla base delle raccomandazioni che saranno formulate dalla giuria stessa.

Il Commissario europeo Androulla Vassiliou, congratulandosi con le città per la loro nomination, ha osservato poi che "le Capitali della Cultura sono l'occasione per i cittadini europei per imparare a conoscersi meglio, condividendo patrimonio storico e valori, in altre parole, per provare un sentimento di appartenenza ad un'unica comunità di cittadini europei". "Incoraggio tutte le città preselezionate - ha aggiunto Vassiliou - a sfruttare al meglio tale opportunità".
Al ruolo di Capitale della Cultura erano candidate più di venti città, "un record" per la Commissaria europea. Oltre alle sei entrate nella short-list: Aosta, Bergamo, Caserta, Vallo di Diano e Cilento con la Campania e il Mezzogiorno, Erice, Grosseto-Maremma, L'Aquila, Mantova, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Siracusa, Taranto-Sudest, Urbino e Venezia-Nordest.
Ogni anno sono due le Capitali europee della Cultura. Nel 2019 la seconda città sarà in Bulgaria, dove la preselezione sarà fatta il mese prossimo. Fino al 2019 le future capitali della Cultura saranno: Umea (Svezia) e Riga (Lettonia) nel 2014, Mons (Belgio) e Plzen (Repubblica ceca) nel 2015, Wrocław (Polonia) e San Sebastian (Spagna) nel 2016, Aarhus (Danimarca) e Paphos (Cipro) nel 2017 e La Valletta (Malta) e Leeuwarden (Olanda) nel 2018.

Dunque, il sogno dell'amministrazione Orlando che aveva puntato tutto su questo appuntamento si è infranto. Per Palermo ottenere il titolo avrebbe infatti significato investimenti da 323 milioni per il restyling di mezza città, dai nove porticcioli urbani allo Spasimo al parco della Favorita, ma anche 54 milioni da destinare a kermesse, manifestazioni, concerti e spettacoli. Ma, evidentemente, il piano non ha convinto i giurati, che per tutta la settimana hanno valutato le istanze presentate da 21 città.

"Così come avevamo annunciato - ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando - il nostro impegno per realizzare il progetto e i progetti legati a Palermo 2019 resta invariato anche dopo l'esclusione dalla lista delle città che proseguono il cammino per essere nominate Capitale Europea della Cultura 2019."  "Questo percorso - ha aggiunto Orlando - cominciato tanto tempo fa ha visto la partecipazione attiva di centinaia di cittadini, comitati, associazioni che insieme hanno elaborato un progetto per lo sviluppo di Palermo. Quel percorso continuerà con quei cittadini e con tutti coloro che immaginano e vogliono realizzare una Palermo diversa, migliore e più vivibile".


Per Palermo davanti alla commissione si sono presentati in dieci, il numero massimo di partecipanti ammesso dal ministero. C'erano il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore alla Cultura Francesco Giambrone. E ancora Moni Ovadia e Simonetta Agnello Hornby, l'olandese Hedwig Fijen, fondatrice della Biennale Europea d'arte contemporanea Manifesta, Mimmo Cuticchio, la bengalese Aktar Sumi Dalia come rappresentante della Consulta delle Culture, la presidente del Comitato civico promotore Egle Palazzolo, Giuseppe Marsala e Roberto Albergoni, rappresentanti della cabina di regia che ha redatto il dossier per la candidatura.

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16 novembre 2013

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