La carriera di un giovane attore, dall' ''inferno'' di Palermo al set di ''Respiro''

22 giugno 2002
Si chiama Francesco Casisa e ha quindici anni; abita a Palermo, in uno dei quartieri più degradati della città, in uno Zen d'inferno - sogno infranto di una espansione pianificata e umana della città - progettato niente di meno che da Vittorio Gregotti, considerato uno dei maestri dell'urbanistica contemporanea (ma non si direbbe, visti i pessimi risultati nel capoluogo siciliano).

Il suo sogno (almeno il suo) si è avverato; si è personificato nella figura di Emanuele Crialese, regista del recente "Respiro", girato a Lampedusa, con Valeria Golino tra i protagonisti.

Il regista ha scelto Francesco, capelli a spazzola e fisico asciutto, per impersonare il figlio della Golino, nel film madre sensuale e bizzarra.

Adesso lui, incoraggiato dalla naturale predisposizione a stare davanti alla cinepresa, punta decisamente alla carriera d'attore.

Ma soprattutto vuole scapparsene dallo Zen "dove di droga e delinquenza ce ne è tanta ma di lavoro zero".
Per lui le prospettive di lavoro possono essere interessanti.

Crialese gli ha promesso una parte nel suo prossimo film, "The Golden Door", sull'emigrazione italiana a New York all'inizio del secolo.

Inoltre "Respiro" ha vinto il premio della 'Semaine de la critique' a Cannes e Francesco è stato subito contattato da molti agenti e promoter.

Gli auguriamo con tutto il cuore che il suo sogno (almeno il suo) si avveri.

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22 giugno 2002

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