La Cassazione ammette il legittimo sospetto per Dell'Utri

Ammessa l'istanza di rimessione del processo d'appello per calunnia aggravata nei confronti del senatore Pdl

07 settembre 2010

La Corte di Cassazione ha giudicato ammissibile l’istanza di rimessione, per legittimo sospetto, del processo d’appello per calunnia aggravata in cui è imputato, a Palermo, Marcello Dell’Utri, il senatore del Pdl già condannato a sette anni per concorso in associazione mafiosa.
La trattazione dell’istanza, presentata a luglio dagli avvocati Giuseppe Di Peri e Pietro Federico, proseguirà adesso nel merito, il 20 ottobre, davanti alla seconda sezione della Suprema Corte. Per effetto di questa decisione, il dibattimento, già rinviato al 20 settembre prossimo, verrà sospeso e riprenderà solo dopo la pronuncia dei giudici di legittimità, che dovranno valutare se a Palermo sussistano le condizioni per giudicare ancora Dell’Utri. Quella degli avvocati Di Peri e Federico è una delle prime istanze che, da quando la legge è stata modificata, la Cassazione non ritiene inammissibili.
Nel processo per calunnia, Dell’Utri è accusato di avere ordito una sorta di complotto contro tre pentiti che avevano deposto contro di lui nell’altro processo in cui l’ex manager di Pubblitalia è imputato: si tratta del dibattimento per concorso esterno, in cui, il 29 giugno scorso, Dell’Utri è stato condannato a 7 anni. Nel processo per calunnia, invece, il senatore era stato assolto in primo grado (LEGGI), ma la Procura ha fatto ricorso e il dibattimento si tiene davanti alla prima sezione della Corte d’appello. Nell’istanza di rimessione gli avvocati sostengono che a Palermo non ci sono le condizioni di serenità e di equidistanza per giudicare l’imputato. [LiveSicilia.it]

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07 settembre 2010

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