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La Cava Pirrera, museo naturale sotterraneo, a rischio chiusura per tagli ai fondi

23 ottobre 2012

E' un museo naturale sotterraneo, e l'anno scorso è stato premiato dal Ministero del Turismo e dalla Commissione Europea come "sito d'eccellenza turistica". Ma la "Pirrera" di Melilli, nel siracusano, rischia di non ricevere più finanziamenti e premi, a causa del corto circuito tra il Comune, proprietario della "cava delle meraviglie" e il Cutgana dell'Università di Catania, che la gestisce. Il Comune, secondo il "Centro Universitario per la Gestione e la Tutela degli Ambienti Naturali e degli Agroecosistemi", ha fatto saltare un incontro a Bruxelles e non ha presentato in tempo il progetto per farlo diventare un luogo d'arte contemporanea.

Così, Melilli rischia di dire addio a visite guidate e spettacoli nelle volte di pietra alte 26 metri, ed essere conosciuta solo per il petrolchimico. Il direttore della riserva naturale Pietro Pitruzzello accusa l'"incomprensibile mancanza di dialogo con il Comune, che ha portato alla recente disdetta di partecipazione della Pirrera di Sant’Antonio alla rete europea Eden prevista il prossimo 23 ottobre a Bruxelles". Proprio il progetto che l'anno scorso ha premiato la Pirrera come miglior sito d'Italia tra quelli riconvertiti.

"La mancata adesione alla riunione del 23 ottobre - continua Pitruzzello, che fa un appello al Comune - potrebbe comportare l’esclusione della Pirrera dalla stessa Rete Eden e di conseguenza anche da eventuali finanziamenti della Comunità Europea. Eppure viaggio, vitto e alloggio erano a carico della Comunità Europea e quindi non vi era neanche un esborso da parte del Comune. Purtroppo, ad oggi, la convenzione tra il Comune di Melilli ed il Cutgana non è stata ancora firmata, esiste solo una delibera di giunta. Il Cutgana non può neanche prendere parte alla riunione di domani visto che ad oggi non ricopre alcun ruolo ufficiale nonostante il lavoro svolto sia in fase progettuale, sia successivamente con le attività di promozione e valorizzazione della Pirrera stessa".

Per l'antica cava, dove per anni generazioni di scalpellini e pirriatori hanno estratto la pietra bianca, c'è anche la possibilità di dire addio ai 720 milioni di euro che avrebbe guadagnato partecipando ad un progetto per "l'adeguamento del museo ad attività di arte contemporanea e il restauro della macchina dei fuochi d'artificio".
Secondo Pitruzzello il Comune non ha presentato il progetto nei termini previsti. Ma il sindaco della cittadina non ci sta, e dà colpa alla crisi. Per il primo cittadino Giuseppe Cannata "il Comune riceve meno finanziamenti dallo Stato rispetto al passato, quindi deve togliere certi servizi. Si trova in grosse difficoltà, come tutti i Comuni di Sicilia, e in questo momento non può fare la convenzione. Mi auguro che questa collaborazione con il Cutgana possa riprendere, ma dobbiamo renderci conto che sono finiti i tempi delle vacche grasse". No comment sul costo della convenzione, il sindaco è fermo: "Non voglio parlare di soldi. Ma non sono mica noccioline...". [Fonte: Italpress - Corriere del Mezzogiorno]

 

 

 

 

 

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23 ottobre 2012
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