La città più caotica d'Italia, la quarta a livello europeo...

A Palermo, in un anno, si perdono 90 ore della propria vita imbottigliati nel traffico

07 novembre 2013

All'ora di punta Roma diventa un vero inferno, con la densità di traffico più alta d'Italia, ma Palermo rimane imbattuta confermandosi la città più caotica, addirittura quarta a livello europeo. E' quanto emerge dal TomTom Traffic Index, barometro mondiale del traffico nelle aree urbane, basato sul rilevamento dei dati di percorrenza reali misurati sulla rete stradale di 169 città mondiali.
Il picco del traffico mattutino, quello che risente dell'arrivo dei pendolari, conferma Roma al primo posto con tempi di percorrenza che aumentano addirittura dell'84%, seguita da Milano (+73%). Palermo registra un incremento del 65%, soffrendo di più del capoluogo partenopeo (+42%) e di Torino (+41). Situazione analoga alla sera, che vede Roma e Palermo appaiate con +67% e Milano +56% nel calcolo dei tempi di percorrenza, seguite da Napoli (sempre +42%), mentre curiosamente al momento del ritorno a casa dal lavoro Genova, con +40%, diventa più caotica di Torino (+35,5).

Il dettaglio della situazione nell'arco dell'intera giornata conferisce però a Palermo il record negativo di città più trafficata d'Italia in senso assoluto, piazzandosi ancora una volta al quarto posto a livello europeo. Nel capoluogo siciliano ci vuole il 40% di tempo in più per percorrere un tratto di strada trafficato rispetto al tempo che verrebbe impiegato in una situazione di traffico regolare. In un anno, il pendolare palermitano spende ben 90 ore della sua vita in coda.
In Europa, fa sapere lo studio di TomTom, a fare peggio sono solo Mosca (65% di indice di congestionamento, ben 174 ore all'anno in coda), Istanbul (57%, per 118 ore in coda ogni anno) e Varsavia (44%, 110 ore all'anno in coda), pur con dimensioni e popolazione decisamente diverse.

Al secondo posto della top 5 italiana c'è naturalmente Roma, dove si rileva una percentuale di congestionamento pari al 28% per i tratti autostradali (compreso quelli del raccordo anulare), mentre sulle strade urbane raggiunge addirittura il 40%. In terza posizione si conferma Milano, dove l'indice è pari in media al 20% sulle strade extraurbane, mentre sulle strade urbane raggiunge il 29%. Completano la top 5 italiana Napoli, (quarta e 27 in Europa) e Genova (quinta e 36), con un indice pari rispettivamente a 23,5% e 21,6%. [Fonte: Corriere del Mezzogiorno]

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07 novembre 2013

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