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La compagnia petrolifera Transunion Petrolium Italia è interessata ai giacimenti al largo del ragusano

23 marzo 2011

Riprendono le ricerche di idrocarburi al largo delle coste iblee. La società petrolifera Transunion Petroleum Italia ha inviato a diversi Comuni costieri del ragusano e del siracusano una comunicazione di avvio della procedura di valutazione d’impatto ambientale relativa a un permesso per la ricerca di idrocarburi al largo dell’isola. Nello specifico i comuni interessati sono quelli di Pozzallo, Pachino, Portopalo, Scicli, Santa Croce Camerina, Ragusa, Modica, e Ispica. Il progetto, denominato "Campagna di acquisizione di 100 km di linee sismiche a mare", si sviluppa su un’area di estensione di 697,4 km quadrati, ed è situato nel Canale di Malta, a 27 km a sud di Pozzallo.
Dopo i fatti accaduti alla piattaforma "Vega", di proprietà di Edison, che era stata posta sotto sequestro dalla Capitaneria di porto di Pozzallo per presunti danni all’ambiente, si ritorna a parlare di perforazioni di fronte alle coste iblee. Adesso un’altra grossa compagnia petrolifera estera ci riprova, a dimostrazione del potenziale estrattivo che presenta il territorio. Infatti la Transunion Petroliun Italia, con legale a Roma, possiede un capitale versato di 120 mila euro ed è interamente controllata dalla britannica Transunion Petroleum Limited.
I permessi richiesti riguardano poi un’area piuttosto estesa che, stando al riferimento cartografico, si troverebbe a circa 25 miglia dalla città di Pozzallo.
Si registra già un ampio fronte del no all’ipotesi. Sono contrari in primis i rappresentanti dei settori turistico e della pesca che vedono nel progetto un possibile danno per le proprie attività; a questi si aggiungono i rappresentanti delle istituzioni locali che, nonostante qualche distinguo e precisazione, vedono con scetticismo le perforazioni al largo. La considerazione fatta dai più è questa: se da un lato si possono facilmente immaginare degli investimenti, anche in termini occupazionali, che possono avere ricadute benefiche sul territorio, dall’altro il rischio è che si cancellino settori produttivi quali il turismo che da tempo ha fatto da traino all’economia locale.
Intanto il sindaco di Pozzallo Sulsenti in una missiva rivolta a tutti i sindaci interessati propone: "Rivolgo l’invito ai colleghi a fare fronte comune per dire da subito no alla richiesta della Transunion Petroleum Italia Srl, convinto che quel tipo di ricerca industriale possa mettere a rischio l’ambiente marino e la bellezza delle nostre spiagge. Pronto ad organizzare un incontro, rimango in attesa di un sollecito cenno di risposta". Anche il sindaco di Ragusa Di Pasquale, che ha sempre avuto un atteggiamento benevolo nei confronti delle trivellazioni su terra, si era già espresso nel passato in maniera contraria nei confronti delle ricerche off-shore. [Articolo di Stefano Alicata per €conomiaSicilia.com]

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23 marzo 2011
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