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La crudeltà della ''tradizione''

La LAV contro il ''rispetto delle tradizioni'' che non rispettano gli animali

23 agosto 2005

In questa estate 2005 gli interventi della LAV (Lega AntiVivisezione) in Sicilia, contro diverse manifestazioni tradizionali che vedono coinvolti gli animali, sono stati fortemente presenti. Sostanzialmente la LAV ha combattuto e combatte contro quel ''rispetto delle tradizioni'' che non contempla minimamente il ''rispetto per gli animali'': spesso, infatti, in virtù di una promozione culturale che si dice importante per l'immagine della Sicilia, si vengono a ledere principi di civiltà che si fondano sul rispetto degli esseri viventi. Inoltre, l'attenzione risposta dalla LAV nei confronti di queste manifestazioni ha disvelato pericolose realtà delinquenziali che lucrano dietro l'organizzazione delle stesse, realtà mafiose che hanno la possibilità di fare affari liberamente, coperti dal beneplacito e dal patrocinio di province e Regione, si spera, inconsapevoli dei misfatti che un palio ''storico'', per esempio, può nascondere.
Non di rado, purtroppo, dietro le corse di cavalli paesane, vengono organizzati giri di scommesse di migliaia di euro, controllate e gestite dalla mafia.

L'ultima denuncia esposta dalla LAV è stata nei confronti di una delle manifestazioni più conosciute della Sicilia, quella del Palio dei Normanni di Piazza Armerina (EN).
Di seguito pubblichiamo il comunicato con il quale la LAV ha denunciato le ennesime malefatte perpetrate all'interno di una ''manifestazione culturale''.

Piazza Armerina (EN): ecatombe di cavalli al ''Palio dei Normanni'' resa nota solo ora.
La LAV: ''E' intollerabile questo ennesimo maltrattamento di animali in nome della tradizione '' . La LAV chiede chiarezza sui responsabili di queste morti atroci.
Agghiacciante il bilancio del Palio dei Normanni, svoltosi a Piazza Armerina (Enna) il 13 e 14 agosto ma trapelato la ''Giostra dei Normanni''solo ora dalla stampa locale: tre cavalli morti e altri due feriti, di cui uno in maniera molto grave. Si tratta di una cavalla non abbattuta sol perché gravida.
E' l'ennesimo, quanto vergognoso, sacrificio di cavalli in nome della tradizione. Gli incidenti dei cavalli sono accaduti sia durante le prove sia durante lo svolgimento della Giostra dei Normanni; viste le atroci ferite, gli animali sono stati subito uccisi. Evidentemente un bilancio così terrificante avrà indotto gli organizzatori a tenerlo nascosto, come se avessero avuto bisogno di tempo per poter affrontare le inevitabili e giuste critiche che tale episodio non può che sollevare.

Come per il recente caso della Giostra dei Chiaramonte di Modica (RG), anche questa volta gli incidenti sono stati causati dal terreno inadeguato su cui i cavalli hanno corso; nel caso di Piazza Armerina, inoltre, alcune fonti locali sottolineano anche la velocità della corsa come causa degli infortuni e della conseguente uccisione dei cavalli. La natura agonistica di questi spettacoli è tale da mettere a serio rischio l'incolumità di animali e fantini, e l'episodio di Piazza Armerina ne è l'esempio più tragico. Infatti le colpe dell'accaduto sarebbero da attribuire non solo al fondo troppo duro dello stadio comunale Sant'Ippolito, dove si è svolto il Palio, ma anche alle prove eccessivamente sfiancanti cui sarebbero stati sottoposti i cavalli e alla velocità con cui questi ultimi avrebbero dovuto virare per non schiantarsi nei muri dello stadio…

Palio di MenfiPer Marcella Porpora, coordinatrice regionale della LAV, ''E' intollerabile quanto accaduto a Piazza Armerina. A pochi giorni dagli incidenti ed i maltrattamenti dei Palii di Avola (Sr) e Menfi (Ag), che hanno visto i positivi interventi di sospensione dei locali Prefetti, e dopo la morte di un cavallo nella Giostra dei Chiaramonte a Modica, credevamo di non dovere più assistere ad episodi così gravi di maltrattamento sugli animali in nome della tradizione. Il bilancio della Giostra dei Normanni è vergognoso e ci fa capire la pericolosità di queste manifestazioni, le cui norme di sicurezza sono regolarmente disattese quando non completamente trascurate. Ci chiediamo come sia stato possibile che nel giro di due giorni siano morti tre cavalli ed un quarto sia rimasto ferito. Visto che tutti ammettono che il suolo dello stadio era troppo duro e pericoloso, allora perché non si è fermato il Palio ma sono stati fatti correre ugualmente gli animali? Perché in simili condizioni veterinari, organizzatori e Comune hanno fatto gareggiare addirittura una cavalla gravida? Perché dopo i primi ferimenti non si è sospesa la manifestazione?''.
Per cercare una risposta a questi interrogativi, l'ufficio legale della LAV ha già chiesto tutti gli atti ed i verbali del Palio al Comune di Piazza Armerina ed al locale Distretto veterinario delll'ASL. Quanto accaduto, infatti, integra i reati di maltrattamento e sevizie degli animali e perciò la LAV intende fare chiarezza per appurare le responsabilità di queste morti.

''Al Sindaco Maurizio Prestifilippo chiediamo di dire basta a simili manifestazioni che sfruttano gli animali e indignano l'opinione pubblica - prosegue Porpora -. Piazza Armerina, luogo tra i più belli della nostra regione, non ha certo bisogno di eventi come questo per attirare i turisti. Naturalmente si può scegliere quale ricordo offrire a questi ultimi: una cittadina nota per gli splendidi resti archeologici della Villa Romana o per la barbarie ed i maltrattamenti dei cavalli, mandati al macello nella Giostra? Al Sindaco la scelta''.

INFO
www.lavpalermo.it

www.infolav.org

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23 agosto 2005
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