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La Fiat cala il sipario (in anticipo) su Termini Imerese

Dopo 41 anni di attività, il prossimo 23 novembre sarà l'ultimo giorno di produzione

15 novembre 2011

Dopo 41 anni di attività la Fiat smetterà di fare auto a Termini Imerese a partire dal 23 novembre, ultimo giorno di produzione. Lo hanno reso noto ieri fonti sindacali dopo la comunicazione ufficiale fatta dal Lingotto alle Rsu di Fim, Fiom e Uilm. La comunicazione è arrivata pochi giorni dopo il raggiungimento dell'accordo tra i sindacati e Dr Motor sul futuro dello stabilimento. Il patto è stato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali ad eccezione della Fiom che ha chiesto maggiori garanzie. Secondo i metalmeccanici di Corso d'Italia l'accompagnamento all'esodo è una questione fondamentale per poter arrivare ad un'intesa definitiva (LEGGI).
Alle tute blu, in cassa integrazione fino a oggi, secondo fonti della Uilm, restano solo cinque giorni di lavoro: 15, 16 e 17 novembre; poi 22 e 23 novembre. Dal 24 alla fine dell'anno un lungo periodo di cassa integrazione. Lo stabilimento al momento si occupa dell'assemblaggio della Lancia Ypsilon.
Ed è una chiusura in anticipo quella di Fiat in Sicilia, rispetto alla previsione di stop avanzata inizialmente per il 31 dicembre.

"L'azienda ce lo ha comunicato oggi - ha detto ieri Vincenzo Comella della Uilm - abbiamo solo cinque giorni di lavoro, poi lasceremo le catene di montaggio. Dal 24 al 31 dicembre solo cassa integrazione". "La comunicazione di cessazione attività non mi sorprende - ha spiegato Comella - Adesso Fiat faccia la sua parte per poter continuare e definire la trattativa con la Dr motors e il Ministero. Mi aspetto risvolti importanti già nel vertice di mercoledì prossimo ma tutto dipenderà dalla posizione che intendono assumere i dirigenti del Lingotto".
"Non fa tanto scalpore la data ufficializzata dalla Fiat per la fine della produzione, quanto il fatto che c'è ancora incertezza sulle soluzioni per lo stabilimento e i lavoratori" ha detto Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, ieri a Palermo per una manifestazione su lavoro e giovani. "Non c'è dubbio - ha aggiunto - che la chiusura della Fiat è una di quelle scelte che hanno ripercussioni sull'economia della Sicilia, il territorio di Termini Imerese subirà certamente dei danni".
"Questa decisione è un segnale inquietante - ha detto Giovanna Marano, segretario regionale della Fiom - soprattutto in un momento in cui le trattative sono ancora aperta e non ci sono certezze su quello che sarà il futuro dello stabilimento e dell'intero comprensorio comprensorio".
Duro il commento di Roberto Mastrosimone, segretario provinciale della Fiom che accusa il Lingotto di non preoccuparsi del destino delle tute blu siciliane: "Ancora una volta Fiat ha dimostrato di infischiarsene dei 2200 lavoratori e che andrà via a prescindere da quello che saranno gli esiti delle trattative per il passaggio di consegne". "Comunicare la fine della produzione a Termini Imerese - ha detto ancora il sindacalista - a due giorni dalla trattativa al ministero dello Sviluppo con la Dr Motor è scorretto. Non solo, così facendo dimostra che non ha alcun interesse per i lavoratori, perchè indebolisce il confronto aperto con l'azienda molisana". Da Mastrosimone anche un attacco alla politica, colpevole a suo dire di essere stata troppo morbida nei confronti del colosso automobilistico torinese: "La responsabilità dei Governi nei confronti degli operai dello stabilimento è notevole: non è possibile permettere ad un'azienda che ha ricevuto così tanto di mettere in atto certi comportamenti senza preoccuparsi delle conseguenze".

Per il sindaco di Termini Imerese, Salvatore Burrafato, l'annuncio di Fiat "è una notizia drammatica che arriva quando non è stata ancora chiusa la trattativa avviata con Dr Motors per il subentro nell'area industriale di Termini Imerese e che conferma, accrescendo il rammarico, che il nostro stabilimento è l'unico a chiudere in Europa a causa della crisi dell'auto". "Resta una grande amarezza, - ha aggiunto Burrafato - perchè, forse, si poteva fare di più per scongiurare la cessazione dell'attività produttiva. Adesso le nostre speranze sono riposte nel progetto Dr Motors, un piano ambizioso che, comunque, non è in grado di garantire il reimpiego dei 2200 addetti, occupati oggi tra la Fiat e l'indotto. Ci auguriamo che questa notizia non pesi ulteriormente sull'incontro previsto mercoledì prossimo tra la Dr Motors e i sindacati".
Sull'accelerazione di Fiat è intervenuto anche il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "La Fiat non ha avuto neanche la decenza di rispettare il termine che lei stessa aveva stabilito per abbandonare Termini Imerese. La decisione di anticipare la chiusura dello stabilimento siciliano è l'ennesimo colpo basso ai danni dell'Italia e del Mezzogiorno. Un atto irresponsabile, che complica il percorso di rilancio dello stabilimento e dell'area industriale svolto fino ad oggi dalle istituzioni, dalle imprese e dalle parti sociali coinvolte. Mi auguro che la Fiat faccia marcia indietro, è il minimo che possa fare".

[Informazioi tratte da Adnkronos/Ign, Italpress, Corriere del Mezzogiorno, Repubblica/Palermo.it]

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15 novembre 2011
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