La foce del fiume Irmino

Una vegetazione impenetrabile costituita da diverse specie tipiche della macchia mediterranea

09 ottobre 2003
Lungo il complesso di dune sabbiose prossime alla foce del fiume Irminio sopravvive, ancora oggi, uno degli ultimi lembi di "macchia-foresta", presenti in Sicilia. Questa vegetazione composta da un intrico di arbusti e piccoli alberi con le chiome modellate dall'azione del vento, presenta un elevato valore naturalistico, in quanto doveva essere, in passato, diffusa in molti  litorali siciliani.Un attenta visita alla riserva potrà quindi fornire una testimonianza di come dovevano apparire originariamente le nostre coste sabbiose. Proprio perchè contiene un patrimonio naturale di tale valore l'area protetta, con il D.A. n. 352/89, è stata affidata in gestione alla Provincia Regionale di Ragusa ed il  territorio è stato individuato come riserva naturale speciale biologica.

Alla foce dell'Irminio la macchia costituisce una striscia larga qualche decina di metri che scorre parallela alla costa per qualche km. Per chi volesse visitare questi luoghi di rara bellezza il punto di partenza si raggiunge, da Ragusa, prendendo la provinciale per Marina di Ragusa e, superato l'abitato, proseguendo per 7 km in direzione di Donnalucata. Lungo il percorso sono presenti i cartelli di segnalazione turistica "Riserva naturale Macchia Foresta del fiume Irminio". Lasciato il mezzo all'ingresso, si seguono le indicazioni interne, imboccando il sentiero che circoscrive l'intera riserva, che si snoda in un fitto canneto, tra archi naturali di selvaggia bellezza per circa 4,5 km.. Penetrando all'interno delle dune rimarrete stupiti nell'osservare il rigoglio della vegetazione, composta prevalentemente, nelle zone più esposte ai venti salmastri, dal Ginepro coccolone. Vi sono esemplari secolari di questa specie dal caratteristico tronco strisciante sulla sabbia. Nelle zone meno esposte al sole troviamo invece,  il Lentisco. Qui la vegetazione impenetrabile è costituita da diverse specie tipiche della macchia mediterranea: l'Euforbia., l'asparago, l'assenzio, il thè, l'efedra che dominano il paesaggio.
Il fiume scorre lungo l'altipiano ragusano formando una stretta vallata delimitata da pareti alte e verticali di natura calcarea.

Lungo le sponde è possibile osservare la fauna tipica di questi ambienti costituita da insetti tra cui le variopinte libellule, ed una specie rara di coleottero vivente solo in Sicilia. Tra i rettili è interessante la presenza della testuggine palustre che, durante l'estate, può essere osservata vicino ai corsi d'acqua e del Colubro leopardino, un serpente che si riconosce facilmente per le sue caratteristiche macchie rosso mattone contornate di nero su uno sfondo uniforme color sabbia. Tra canneti, lentischi, palme nane, timo e tamerici, diverse specie di uccelli palmati (usignolo, pendolino, tarabusino, la folaga e la gallinella d'acqua) si alternano a quelli migratori (aironi, cormorani, gabbiani, anatre, martin pescatore). Spostandosi lungo i sentieri della riserva è possibile rilevare la presenza del coniglio selvatico e della volpe, che sono le specie di mammiferi più frequenti.
Uscire dalla fitta macchia di vegetazione , comunque non è difficile e non si corre il rischio di perdersi se si percorre il sentiero principale che riporta al punto di partenza lungo lo stesso sentiero d'andata.

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09 ottobre 2003

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