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La grande protesta contro la manovra

Più di un milione di lavoratori italiani hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalla Cgil

26 giugno 2010

Ieri il popolo della Cgil è sceso nelle piazze italiane contro la manovra in discussione in Parlamento, contro i tagli e i provvedimenti per il pubblico impiego, e più in generale, contro la politica economica del governo. E lo ha fatto oltre che con le tradizionali manifestazioni anche con uno sciopero dei lavoratori del settore pubblico di 8 ore e di 4 ore di quelli del settore privato.

Più di un milione i lavoratori scesi in piazza in tutta Italia per le manifestazioni che hanno toccato tutta la Penisola. I dati sono della Cgil nazionale, che parla di 100 mila manifestanti a Bologna, dove si è tenuto l'intervento della numero due della confederazione Susanna Camusso, di 70 mila in corteo a Napoli "con il grande contributo dei lavoratori della Fiom di Pomigliano d'Arco" e dove sono intervenuti il governatore della Puglia Nichi Vendola e il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. A Roma hanno protestato 40 mila persone mentre a Milano sono stati 70 mila ad aver sfilato in corteo. A L'Aquila, alla presenza del numero uno della Fiom Maurizio Landini, si stimano 20 mila manifestanti, a Palermo 25 mila e a Bari e Cagliari rispettivamente 10 mila persone. Infine in tutto il Veneto, dove si sono svolte proteste a carattere più territoriale, la Cgil parla complessivamente di 80 mila lavoratori in protesta.
La Toscana, il Piemonte e la Liguria andranno in piazza il prossimo 2 luglio, tranne che a La Spezia dove la manifestazione della Cgil si è svolta regolarmente.

La manifestazione a Palermo - Sono state 25 mila le persone scese in piazza a Palermo per la manifestazione regionale promossa dalla Cgil nell'ambito dello sciopero generale proclamato a livello nazionale contro la manovra economica del governo.
Un lungo corteo si è mosso da piazza Croci e in parte ha già raggiunto piazza Verdi dove è stato allestito il palco per i comizi. Tra i primi a prendere la parola Maurizio Calà, segretario della Cgil di Palermo, che ha dato voce ai lavoratori dell'industria, della scuola, ai precari della pubblica amministrazione. Dopo Calà è stata la volta di Mariella Maggio, segretaria della Cgil Sicilia, e concluso Vera La Monica, segretaria confederale nazionale della Cgil.
Nel corteo lavoratori, pensionati, giovani di tutte le province e striscioni di aziende e altri luoghi di lavoro. In apertura lo striscione "Tutto sulle nostre spalle? No", seguito da un gruppo di suonatori di tamburo di Agrigento: quasi novelli banditori per amplificare la voce di un'organizzazione che dice appunto "No a una manovra ingiusta" e chiede interventi per lo sviluppo del Paese e del Mezzogiorno, secondo la Cgil, "abbandonato".
"In città - ha detto Michele Palazzotto della Fp Cgil Sicilia - sono arrivati 18 pullman con delegazioni di impiegati comunali e regionali tra cui moltissimi precari alle prese in questi mesi con la scadenza dei contratti. Come categoria abbiamo voluto fosse proprio un rappresentante di loro a prendere la parola".
"Se qualcuno pensa che la Cgil sia isolata la manifestazione di oggi è la prova che si sbaglia. - ha aggiunto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana, dal palco allestito di fronte al Teatro Massimo, a Palermo - E assieme ai lavoratori, ai pensioni ai giovani ci sono pure altre categorie che hanno manifestato in queste settimane il loro dissenso verso la manovra verso la politica del governo, come le forze di polizia, i magistrati, i giornalisti".
Maggio sollecita "un piano di investimenti per il Mezzogiorno: dalla copertura degli Apq, alle risorse Fas. Siamo al fianco degli enti locali - ha aggiunto - sulla richiesta di deroga al patto di stabilità".
A illustrare un effetto immediato della manovra a Palermo è stato in apertura Maurizio Calà, segretario della Camera del lavoro della città che ha ospitato la manifestazione regionale. "Questa manovra - ha detto - colpirà il comune di Palermo che il prossimo anno riceverà 46 milioni di euro in meno. Questo in una situazione in cui già quest'anno si alza la Tarsu per fare fronte ai buchi di bilancio del comune e delle partecipate".


[Informazioni tratte da Corriere.it, La Siciliaweb.it]

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26 giugno 2010
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