La grande stangata... un'altra ancora

Con un rincaro di 1.016 euro a famiglia, l'imminente 2011 sarà proprio "un anno infelice"

29 dicembre 2010

Il 2011 per ogni famiglia italiana costerà 1.016 euro in più. Sì, secondo quanto sestengono Adusbef e Federconsumatori il rincaro annuale per ogni famiglia sarà superiore ai mille euro. Una circostanza, ritengono le due associzioni pro-consumatori, per la quale è indispensabile, "per rilanciare l'economia", "intervenire subito a sostegno della domanda di mercato e degli investimenti per l'innovazione".
Anche il 2011, sottolineano i presidenti dell'Adusbef, Elio Lannutti e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, "si prospetta un anno infelice: sia dal punto di vista della crisi economica che, se non adeguatamente affrontata, non permetterà di raggiungere nemmeno l'1% di Pil, sia dal punto di vista dei rincari in arrivo dal 1 gennaio 2011, che contribuiranno a ridurre ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie". Infatti, sottolineano, "oltre ai soliti comportamenti speculativi in tema di prezzi e tariffe, si aggiungono tensioni importanti sui costi dei prodotti energetici e delle materie prime. Tutti fattori, questi, che incideranno sulla determinazione dei prezzi sia relativamente ai beni durevoli che ai beni di largo consumo, a partire da quelli alimentari".

Le prime previsioni dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui rincari che le famiglie dovranno affrontare nel 2011, quindi, sono ancora una volta estremamente negative. Per questo, rilevano, "si rendono sempre più necessarie politiche economiche completamente diverse da quelle sin qui attuate, che dovrebbero puntare ad un rilancio dell'economia sia attraverso investimenti in settori innovativi, sia con processi di detassazione esclusivamente a favore delle famiglie a reddito fisso, lavoratori e pensionati". In mancanza di ciò, rilevano le due associazioni dei consumatori, "si consoliderà sempre di più il circolo vizioso tra contrazione dei consumi, cassa integrazione e licenziamenti, e produzione industriale, non potendo sperare in un risollevamento della nostra economia solo attraverso le esportazioni".

I rincari riguarderanno il settore alimentare, la benzina, le tariffe di assicurazioni e servizi bancari, i trasporti. La voce più consistente che peserà sulle famiglie sarà quella alimentare, con aumenti annui di 267 euro, ovvero del 6%. A seguire i carburanti, per i quali, sulla scia dei previsti incrementi del petrolio (si dà ormai per scontato un rally fino a 100 dollari al barile) la spesa aumenterà di ben 131 euro l'anno. Oltre 120 euro in più saranno spesi per il trasporto ferroviario, comprese le tratte dei pendolari, mentre i prezzi dell'rc auto cresceranno, secondo Adusbef e Federconsumatori, di 105 euro (+10-12%). Aumenti sono previsti anche per le tariffe autostradali (+2%), per quelle del gas (+7-8%) e della luce (+4-5%), per quelle dei rifiuti (+7-8%) e per l'acqua (+5-6%). L'aumento più consistente in termini percentuali è però quello del trasporto pubblico locale (+25-30%).
Previsioni non rosee anche da parte delle associazioni Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori, riunite nella sigla Casper - Comitato contro le speculazioni e per il risparmio. Stimata una maxi-stangata da 902 euro annui a famiglia nel 2011. Il motore che alimenta i rincari, affermano, "è la speculazione. Di questi 902 euro che usciranno dalle tasche di ciascuna famiglia, ben 700 euro (77% del totale) sono attribuibili a manovre speculative e rincari arbitrari che non trovano alcuna giustificazione economica".

La tabella dei rincari annui in dettaglio:
Alimentazione (+ 5-6%)   267 euro
Treni (anche pendolari)   122 euro
Trasporto pubblico locale (+25-30%)   41 euro
Servizi bancari   65 euro
Carburanti   131 euro
Derivati del petrolio, detersivi, plastiche e prodotti per la casa   87 euro
Assicurazione auto (+10-12%)   105 euro
Tariffe autostradali (+2%)   37 euro
Tariffe gas (+7-8%)   89 euro
Tariffe elettricità (+ 4-5%)   19 euro
Tariffe acqua (+ 5-6%)   21 euro
Tariffe rifiuti (+ 7-8%)   32 euro
Totale  1016 euro

 

 

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29 dicembre 2010

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