La Libia è libera!

Migliaia a Bengasi alla cerimonia di proclamazione della liberazione della Libia

24 ottobre 2011

In migliaia ieri hanno partecipato a Bengasi, la città portuale culla della rivolta iniziata otto mesi fa, alla cerimonia di proclamazione della liberazione della Libia. Presenti il numero uno del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), Abdel Jalil, e altri ufficiali. La cerimonia è cominciata con la lettura di un passo del Corano e con l'inno nazionale. Molti tra la folla hanno sventolato la nuova bandiera della Libia. "Dichiariamo al mondo intero che abbiamo liberato il nostro Paese, con le sue città, i suoi villaggi, le nostre più alte montagne, i deserti e i cieli", la frase pronunciata da un ufficiale libico alla piazza gremita di persone osannanti. Al suo fianco Jalil.

E Jalil ha promesso che la legge islamica sarà rafforzata. "Come nazione musulmana la sharia è alla base della nostra legislazione, pertanto ogni legge che contraddica i principi dell'Islam non avrà valore", ha detto. Il presidente ha poi ringraziato le Lega Araba, le Nazioni Unite e l'Unione europea per l'aiuto e il supporto dato nel conflitto e che ha portato alla morte di Muammar Gheddafi. "Tutti i martiri, i civili e l'esercito hanno atteso questo momento. Adesso si trovano nel migliore dei posti, il paradiso eterno". Infine ha concluso affermando che "la rivoluzione è iniziata come pacifica, per poi divenire violenta".
È stato poi il turno del vicepresidente del Cnt, Abdul Hafiz Ghoga, che ha garantito: "Il popolo libico, dopo aver costituito uno stato di diritto, come primo atto assicura al mondo che rispetterà tutte le intese firmate in base a standard internazionali". In aggiunta, ha detto Ghoga, "confermiamo la nostra determinazione a rispettare i reciproci interessi e a cooperare con tutti i Paesi, in particolare con tutti i vicini della Libia". "Entriamo in una nuova fase che chiede maggiore senso responsabilità da parte di tutti - ha concluso - Lunga vita alla Rivoluzione. Lunga vita alla Libia".

Per la Libia quella di domenica è una giornata storica, visto che è stata dichiarata ufficialmente la liberazione del Paese, dopo mesi di guerra civile e dopo la morte di Gheddafi. La liberazione anticipa un governo di transizione in grado di preparare le elezioni tra 8 mesi. A tal proposito, il primo ministro del Consiglio nazionale di transizione libico, Mahmoud Jibril, ha fatto sapere che sono in corso consultazioni per formare entro un mese un governo a interim che sostituisca in Cnt alla guida della Libia. Da Londra però sono arrivate critiche al Consiglio di transizione. "Il giovane governo libico capirà che la sua reputazione agli occhi della comunità internazionale è stata un po' macchiata da quanto successo", ha detto in un'intervista alla Bbc il ministro della Difesa britannico Philip Hammond riferendosi all'uccisione di Muammar Gheddafi.

Intanto, la sepoltura di Muammar Gheddafi, non ha ancora avuto luogo. Ma, a differenza di quanto fatto trapelare sabato dal consiglio militare del Cnt, alla fine, l'autopsia sul cadavere del Raìs è stata effettuata. Lo ha detto alla Reuters uno dei dottori che ha preso parte all'esame autoptico, svoltosi in un obitorio a Misurata, che ha pure confermato la causa della morte del Colonnello: a ucciderlo, hanno i medici spiegato, è stata una ferita d'arma da fuoco alla testa.
Il governo provvisorio libico ha assicurato, nel frattempo, che le spoglie di Gheddafi verranno riconsegnate alla famiglia. E continua a circolare l'ipotesi di una "sepoltura segreta", forse in mare come Bin Laden, per non creare un luogo di pellegrinaggio.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Corriere.it]

 

 

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24 ottobre 2011

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