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La mafia fa schifo

La mafia fa soffrire tutti, sia chi ne ha subito la ferocia, sia chi ne ha accettato l'ingiustizia passivamente

27 marzo 2010

La mafia fa male, è fortemente deleteria sia per chi ha subito gli effetti nefasti di essa, sia per chi li ha appoggiati, condivisi, in un certo senso accettati. La mafia fa schifo, e facciamo nostro questo messaggio non prendendo in considerazione, in questa circostanza, chi lo ha messo per iscritto sopra tabelloni con i quali, qualche anno fa, ha fatto tapezzare la città di Palermo e oggi si trova accusato di averla favorita la mafia. La dimostrazione di questa verità crediamo sia ben rappresentata dai due articoli che riportiamo di seguito e che ci parlano della sofferenza che la mafia procura, sempre e comunque, in qualsiasi parte della barricata si stia...

CALTANISSETTA - "Meglio essere mafiosi che pentiti". Davanti agli uffici giudiziari di Caltanissetta, Rosaria Scerra, 38 anni, moglie del collaboratore di giustizia Rosario Trubia, ex reggente di Cosa Nostra di Gela si è sfogata e si è scagliata contro le istituzioni. La donna era con i suoi quattro figli (Carmelinda, 21 anni; Pasquale, di 19; Antonino, di 14, e Maria Desirè di 11 mesi) e valige al seguito. "Non abbiamo più una vita, una casa - ha spiegato ai cronisti - Siamo sballottati da un albergo all'altro, in giro per l'Italia, senza alcun preavviso e senza rispetto per le nostre esigenze". Poi con le lacrime agli occhi ha protestato: "Lo Stato non può trattarci così, non può negarci il diritto alla casa e a una vita normale". "Stavamo meglio quanto mio marito faceva il mafioso" è stata l'amara conclusione del pensiero di Rosaria Scerra.

PALERMO - Quando i killer sequestrarono suo padre, poi eliminato col metodo della lupara bianca, aveva soltanto 6 anni, ma di quel rapimento, Eva Tocco, ora adolescente, ricorda ogni particolare. Tanto da riuscire a raccontare ai giudici della Corte d'assise di Palermo, che per il delitto processano i boss Salvatore e Sandro Lo Piccolo e Damiano Mazzola, ogni attimo della tragica vicenda.
Eva, che oggi ha 16 anni, ha risposto con freddezza e senza mostrare segni di turbamento alle domande del pubblico ministero raccontando quando, ad ottobre del 2000, il commando fermò lei e il padre Giampiero Tocco mentre si trovavano in auto. "Erano in quattro - ha detto - e indossavano la divisa da poliziotti. Mentre lo portavano via lui tentò di rassicurarmi dicendomi che sarebbe tornato dopo poco e pregò i suoi assassini di non farmi del male".
Molto commossa, nel sentire il racconto della ragazzina, la madre che, il giorno del rapimento, chiese alla figlia di disegnare quanto era accaduto in modo da potere cristallizzare il ricordo della bambina e fornire così particolari utili alle indagini. Anche grazie a quel disegno si è risaliti ai responsabili dell'omicidio poi ricostruito agli inquirenti dai pentiti. Secondo i collaboratori di giustizia i Lo Piccolo decisero il delitto perchè erano convinti che Tocco avesse tradito il clan consegnando agli avversari il boss Giuseppe Di Maggio, poi assassinato.

[Informazioni tratte da La Siciliaweb.it]

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27 marzo 2010
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