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La magistratura potrà usare le intercettazioni su Romano

La Camera dei deputati ha concesso l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni nei confronti dell'ex ministro dell'Agricoltura

22 dicembre 2011

Ieri, l'Aula della Camera ha concesso l'autorizzazione all'uso delle intercettazioni nei confronti dell'ex ministro dell'Agricoltura Saverio Romano (Pid) richieste dalla magistratura. L'Aula ha approvato la proposta della Giunta con 286 sì, 260 no e quattro gli astenuti.
Sul via libera all'uso delle intercettazioni il Terzo polo si è spaccato. A favore Fli insieme a Pd, Lega e Idv, astensione dell'Udc che ha lasciato libertà di coscienza ai suoi deputati. Contro Pdl e Responsabili. Sono stati 60, soprattutto del Pdl, i deputati che non hanno partecipato al voto. Tra i non partecipanti l’ex premier Silvio Berlusconi, il leader del Carroccio Umberto Bossi e gli ex ministri Roberto Maroni, Giulio Tremonti e Ignazio La Russa.

"Così come avevo chiesto in Giunta - ha detto Saverio Romano - l'autorizzazione delle intercettazioni mi potrà solo aiutare a dimostrare la mia estraneità ai fatti che mi si contestano".
L'autorizzazione della Camera riguarda l'utilizzo di intercettazioni disposte dalla Procura di Palermo a carico dell'ex ministro dell'Agricoltura nell'ambito del fascicolo d'indagine in cui il politico è indagato, insieme al senatore Psi, ex Pdl, Carlo Vizzini e all'ex governatore siciliano Totò Cuffaro, di corruzione aggravata dall'avere agevolato la mafia. Si tratta di 25 telefonate (risalenti al periodo 2003-2004) che dimostrerebbero che il ministro Saverio Romano - scrisse il gip nella richiesta all'uso - sarebbe stato a disposizione di un sistema affaristico-politico-mafioso avente al centro le attività del Gruppo Gas di Massimo Ciancimino.
Su Romano pende inoltre la richiesta di rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa. Proprio l'altro ieri il gip di Palermo Fernando Sestito ha respinto, dichiarandola manifestamente infondata, l'eccezione di legittimità costituzionale della norma che regola l'imputazione coatta presentata dai legali di Romano.
I difensori, gli avvocati Raffaele Bonsignore e Franco Inzerillo, avevano eccepito l'incostituzionalità della disposizione di legge che non prevede, l'avviso di conclusione delle indagini, nei casi di imputazione coatta: fattispecie che ricorre nella vicenda Romano per cui la procura aveva chiesto l'archiviazione, mentre il Gip ha obbligato il Pm a formulare l'imputazione.
Nel corso dell'udienza preliminare, il pm Nino Di Matteo ha inoltre depositato un nuovo verbale di interrogatorio dell'ex manager della sanità privata, Michele Aiello, condannato con sentenza definitiva per associazione mafiosa. Il giudice ha rinviato l'udienza al 18 gennaio.

- Nuove accuse per l'ex ministro Saverio Romano (Guidasicilia.it, 21/12/11)

Rinviata la decisione sull'ex sottosegretario Cosentino - Quanto al caso Cosentino, ieri pomeriggio la Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio ha optato per il rinvio al 10 gennaio. La magistratura napoletana ha rinnovato la richiesta di arresto di Nicola Cosentino accusandolo di concorso in falso, violazione della normativa bancaria e reimpiego di capitali. Nella richiesta di arresto, il parlamentare viene definito "referente politico nazionale del clan dei Casalesi".
La richiesta di slittamento, giunta dal Pdl, è passata per un solo voto (11 a 10): contrari Pd, Terzo polo e Italia dei valori, mentre la Lega ha votato con Pdl e Responsabili. "E' un termine perentorio - ha spiegato il presidente della Giunta, Pier Luigi Castagnetti - e c'è l'impegno a consegnare immediatamente l'esito del voto all'Aula per calendarizzarlo subito. Quindi se la conferenza dei capigruppo domani confermerà questa intenzione, l'Aula se ne occuperà l'11 gennaio".
Il rinvio della Giunta ha fatto insorgere Pd, Idv e Terzo polo. "Lega e Pdl prendono tempo, non è un bel segnale per il paese" ha sottolineato il capogruppo dell'Udc in giunta, Pierluigi Mantini. "E' un'escamotage della Lega per alzare il prezzo attorno a questo voto", ha aggiunto la democratica Donatella Ferranti, mentre per l'Idv Federico Palomba: "E' una vergogna. Cosentino ha prodotto documenti assolutamente irrilevanti. Con Pdl e Lega c'era un accordo. Questa è la rottura di un patto e un segnale molto negativo". Prima del rinvio, il leader di Idv Antonio Di Pietro aveva chiesto che la Camera restasse aperta la prossima settimana per "chiudere entro l'anno la vicenda Cosentino" con un voto favorevole all'arresto "per fatti gravissimi".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Ansa, Lasiciliaweb.it, Repubblica.it]

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22 dicembre 2011
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