La malasanità

Tra colpevoli e tragici errori umani e comprensibili psicosi. La difficile condizione della Sanità Siciliana

26 settembre 2005

''Al Ministro Storace ho inviato una relazione sui decessi negli ospedali siciliani così come avevamo concordato telefonicamente. A Storace ho chiesto supporto nell'acquisizione dei dati sensibili relativi al rischio chirurgico in Italia per poterli confrontare con i dati in nostro possesso. Dalle prime analisi fornitemi dall'Osservatorio Epidemiologico che tiene sotto constante monitoraggio la situazione siciliana, emergono dati rasserenanti. Su 268.000 interventi chirurgici in regime ordinario in Sicilia abbiamo registrato solo lo 0,57% di complicanze, un dato che ci sembra in linea con la media nazionale''.
Sono state queste le parole di Giovanni Pistorio, assessore alla Sanità della Regione siciliana, alla richiesta del ministro della Salute, Francesco Storace, che si attende provvedimenti esemplari ''in presenza di responsabilità accertate'' per le tragiche morti avvenute nelle ultime settimane negli ospedali di Palermo e Messina.

''La tragica sequenza di eventi - ha detto Pistorio - ci induce comunque a proseguire sulla strada del rigore intrapresa. Ribadisco che non vi sarà alcuna compiacenza o omissione rispetto alle responsabilità accertate e sarà fatto tutto quanto è in nostro potere per affermare la verità e garantire il diritto alla salute. Ecco perché sto istituendo la commissione per la sicurezza del paziente in ambito operatorio, composta da esperti di chiara fama anche non siciliani, che, in tempi brevissimi, dovrà verificare gli standard organizzativi e tecnologici delle strutture sanitarie isolane, siano esse pubbliche o private''.

Intanto, mentre le indagini vanno avanti, iniziano a delineasi le cause che hanno portato al decesso delle tre piccole vittime.
Sabato scorso, i risultati dell'autopsia sul corpo di Davide Campo, il dodicenne morto una settimana fa al Policlinico di Messina poco prima di essere sottoposto a un intervento chirurgico di appendicectomia, sembrano aver dato un'indicazione precisa sulle cause che hanno portato alla paralisi del cuore di Davide. Secondo i ricercatori che si sono occupati dell'autopsia e che operano all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, a esser fatale al bambino è stata una lesione gravissima a un polmone. L'organo è risultato gravemente danneggiato, praticamente esploso. Quale sia la causa di un danno simile non e però ancora chiaro. Pare ormai certo che qualcosa sia andato storto nelle fasi dell'anestesia. Forse una dose massiccia di anestetico, o una manovra sbagliata nell'intubazione. Tutte ipotesi che sarà possibile verificare quando la relazione dei consulenti sarà terminata. I tre periti hanno annunciato 60 giorni per depositare le loro conclusioni sul tavolo della Procura. Sempre sabato scorso, si sono svolti i funerali di Davide Campo.

A causare invece la morte di Miriam Bucalo, altra dodicenne morta dopo l'intervento di appendicectomia, all'ospedale ''Cutroni Zodda'' di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), sarebbe stata un'emorragia retroperitonale provocata, secondo alcune indiscrezioni, dalla rottura di alcuni vasi sanguigni durante l'intervento. L'autopsia sulla dodicenne è stata svolta sabato al Policlinico di Messina dai consulenti nominati dal pm, Olindo Canali. Per questa inchiesta sono indagati quattro medici.
I funerali di Miriam sono fissati per oggi.

E le indagini continuano pure a Palermo, dove l'otto settembre scorso un bimbo di solo nove mesi, Francesco Paolo Spoto, è morto dopo sei giorni di coma seguiti a un'anestesia, necessaria per un intervento di correzione al labbro e al palato. La procura di Palermo che ha aperto una inchiesta che vede indagati cinque medici, sta continuando le proprie ricerche per stabilire le responsabilità.
Lieto fine invece per Domenico Lentini, il piccolo venuto al mondo all'ospedale di Agrigento, il primo settembre scorso, con una tripla frattura al cranio e un grosso ematoma a livello encefalico, salvato al Policlinico di Messina, dopo essere stato quasi un mese fra la vita e la morte. Il bimbo è stato dimesso ieri sera dopo aver superato la fase critica. Alfonso Lentini e la moglie Tina Russo, i genitori del piccolo Domenico, hanno presentato un esposto alla magistratura. Gli inquirenti stanno indagando su ciò che è accaduto il primo settembre scorso in quella sala operatoria, e la Procura della Repubblica di Agrigento ha ordinato il sequestro delle cartelle cliniche della puerpera e del neonato perché non manchino i dettagli nella ricostruzione dei fatti.


In Sicilia è ''psicosi anestesia'', ma i medici non ci stanno
Tre giovani vite stroncate in appena dieci giorni fra Messina e Palermo e ora è psicosi ricoveri, soprattutto quando si tratta di affrontare quelle operazioni chirugiche che prevedono l'inevitabile prassi dell'anestesia. Mai medici dell'Ospedale dei Bambini G. Di Cristina di Palermo non ci stanno e respingono l'immagine negativa fatta dai media della sanità siciliana.
I sanitari del nosocomio palermitano hanno consegnato le loro precisazioni a una lettera aperta firmata dal capo del dipartimento pediatrico Manlio Lo Cascio.
''Riteniamo opportuno - è scritto nella nota - precisare che nelle sale operatorie del nostro ospedale si affrontano quotidianamente interventi chirurgici programmati e/o in urgenza su bambini anche affetti da gravi patologie, sia malformative che croniche, che afferiscono nei nostri centri specialistici da tutta la regione''.
La parte centrale del documento rivendica l'alta specializzazione del personale e l'adeguatezza dei macchinari in dotazione ai reparti. ''Professionalità, tecnologie a attrezzature - è precisato - sono in grado di affrontare con successo le patologie summenzionate. Riteniamo indispensabile assicurare i cittadini che nel nostro Ospedale gli standard di sicurezza e qualità sono assolutamente garantiti al pari, se non più, delle altre regioni d'Italia''.
I sanitari della struttura, polo di riferimento a livello nazionale per patologie rare, inoltre, hanno ribadito come il livello delle prestazioni erogate abbiano contribuito ad annullare il fenomeno ''dell'emigrazione sanitaria'' alla ricerca di strutture adeguate, in particolare al Nord.
''Il nostro impegno quotidiano - si sottolinea infine nella lettera - ha prodotto negli ultimi anni l'interruzione dei cosiddetti viaggi della speranza per la buona parte della patologia pediatrica''.
[La Sicilia]

- ''Sonno eterno'' (Guida Sicilia)

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26 settembre 2005

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