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La marcia dei pinguini

Una storia d'amore fra pinguini struggente e ironica, in Italia raccontata dalla voce di Fiorello

28 novembre 2005










Noi vi consigliamo...
LA MARCIA DEI PINGUINI
di Luc Jacquet
 
Ha sbancato i botteghini di mezzo mondo. In America, dove è diventato il maggior incasso di un film francese della storia, è diventato anche l'icona dei valori della famiglia. L'avventura cinematografica della Marcia dei pinguini nasce grazie alla passione del giovane Jacquet, il quale, appena laureato, ha risposto ad una inserzione di un giornale francese nella quale si cercava un ''biologo disponibile a passare 14 mesi all'estremo capo del mondo''. Giunto in Artartide, Jacquet ebbe in affidamento una macchina da presa e l'istruzione di seguire gli ''uccelli fino a che non si fossero accoppiati durante l'inverno''. Dopo pochi mesi segnati dalla solitudine e dal clima estremo, il biologo intuì la possibilità di raccontare una vera e propria storia d'amore tra gli animali, e, tornato in Francia, scrisse una sceneggiatura nella quale racconta la ricerca, da parte dei pinguini, del tipo di ghiaccio ideale sul quale riprodursi. Il risultato è stato paragonato ad una versione avicola di ''Harry ti presento Sally'': una storia struggente e piena di ironia nella quale anche il pubblico più smaliziato riesce ad identificarsi sino alla commozione.

Il film che illustra la lotta per la sopravvivenza dei bipedi del Polo Sud è piaciuto enormemente ad alcuni esponenti politici americani che, hanno visto nello stile di vita dei pinguini, un riconoscimento dell'esaltazione della famiglia e della monogamia, la difesa a oltranza della vita, l'elogio del sacrificio. Sciocchezze, ribatte il regista: ''E' solo una storia di pinguini. Vederla in termini religiosi è come voler analizzare Superman in chiave di difesa e strategie... questi proseliti dovrebbero passare l'inverno sulla banchisa, cambierebbero idea sul film''. Gli Studios, intanto, cavalcano il successo del film preparando altre storie con protagonisti i pennuti in frac.


Distribuzione Lucky Red
Durata 80'
Regia Luc Jacquet
Genere Documentario


La critica
"I documentari sulla natura hanno l'età del cinema, ma in tempi di digitale e photoshop , la chirurgia plastica delle immagini, acquistano un valore forse decisivo. L'incredibile epopea del 'Pinguino Imperatore', che ogni anno percorre centinaia di chilometri sui ghiacci dondolando sulle zampette o strisciando sulla pancia per andarsi a riprodurre, non è solo tragica, comica anzi irresistibile, più irta di pericoli ed emozioni di qualsiasi film biblico o d'avventura (i due generi che si intravedono dietro 'La marcia dei pinguini'). E' innanzitutto vera. Davanti alle immagini stupefacenti registrate dall'equipe di Jacquet sopra e sotto i ghiacci, lo spettatore non partecipa solo a un'esperienza limite. Ma rinnova un patto del quale il cinema attuale ha ormai cancellato il ricordo. Anche per questo, perché riapre la questione della fede, così centrale nella sala oscura, questo tipo di documentari, quando conciliano rigore e stupore, suscitano oltre all'entusiasmo tante interpretazioni metaforiche. Più veri del vero, più umani degli umani, questi bipedi, remoti cugini, diventano un popolo eletto a rovescio nel quale ritrovare l'eco delle nostre virtù perdute. Anche se in italiano Fiorello invera la battuta di Flaiano per cui un italiano al Polo Nord fa già ridere, figuriamoci mille pinguini al Polo Sud."
Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero'

"Successo assicurato e meritato per 'La marcia dei pinguini', documentario garbatamente piegato alle esigenze della fiction da un pugno di cineasti che hanno sfidato la geografia e la meteorologia. Girata in Antartide, nei pressi della base scientifica Dumont d'Urville, quest'avventura sospesa tra scienza e favola riscuote il giusto premio di una lavorazione costellata di esperienze estreme e di una sceneggiatura incardinata al tema darwiniano della lotta per la sopravvivenza. Il principio drammaturgico della crudeltà, con il magnifico pinguino imperatore protagonista di un ciclico calvario, non viene, insomma, messo in sordina dalle aggiornate tecniche di ripresa e d'edizione e neppure la voce fuori campo - affidata in Italia alla trasformistica verve di Fiorello - arriva a mistificare l'andirivieni migratorio tra il nord dell'oceano ghiacciato e il sud della banchisa allucinata. L'unico pericolo consiste, forse, nell'inevitabile controcanto degli opinionisti, pronti a sommergere lo spettacolo con il consueto armamentario del misoneismo ecologico-apocalittico. Le qualità del lungometraggio appaiono, per la verità, abbastanza semplici: la novità assoluta dell'argomento che spicca nella sovrabbondante produzione di genere; l'oggettiva stranezza di costituzione e portamento dei colossali uccelli nuotatori; una commovente epicità degna della letteratura classica, con la forza di volontà che scandisce gli eroismi volti alla conservazione degli equilibri naturali. (...) La poesia del documentario sta invece nello stretto passaggio tra la trasmissione delle conoscenze istintuali in un habitat che non ci sogneremmo d'idealizzare e le tenerezze affettive valorizzate proprio dal pericolo e dalla paura che l'homo faber cerca da sempre, pur tra mille contraddizioni, di circoscrivere o disinnescare."
Valerio Caprara, 'Il Mattino'

"Preceduto dal tam tam del trionfo mondiale, ecco l'algido, affascinante documentario on the rocks girato dal regista biologo francese Luc Jacquet in Antartide, dove quando fa caldo è 40 sotto zero. (...) Spira il vento e soffia la bufera, qualche cucciolo non ce la fa, ma la morale del film per famiglie è che la Natura è saggia e c'è un suo perché nel mistero della vita che, per dirla col 'Re Leone', si ripete ciclicamente. La natura e le sue mille meraviglie, Disney insegna che gli animali sono simili a noi, ma il documento diventa un racconto molto divertente, istruttivo, appassionante."
Maurizio Porro, 'Corriere della Sera'

- Voci narranti della versione originale: Romane Bohringer, Charles Berling e Jules Sitruk. Nella versione italiana la voce narrante è di Fiorello

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28 novembre 2005
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