La Materia e i Segni della Storia

Archeologi e studiosi da tutto il Mediterraneo a Enna nel segno del dialogo

09 aprile 2003
Da oggi, fino al 13 aprile, a Piazza Armerina (EN) si terrà il Primo Convegno Internazionale di Studi "La Materia e i Segni della Storia", organizzato dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro e promosso dall'Assessorato Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali.

Alle quattro giornate dei lavori parteciperanno gli archeologi che negli ultimi anni hanno effettuato gli scavi più significativi nel Mediterraneo e gli studiosi che hanno sviluppato esperienze innovative di indagini e tecniche d'intervento per la conservazione del patrimonio musivo antico.

La Chiesa Cattedrale di Maria SS. delle Vittorie ospiterà oggi pomeriggio il prologo del convegno, che assume un alto valore simbolico per i venti di guerra che segnano la realtà mondiale di questi mesi. Il Nunzio Apostolico in Italia, Sua Eccellenza Mons. Paolo Romeo introdurrà il tema de "La Pace per la Cultura, per una Cultura di Pace" e presenterà le relazioni del Presidente della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, Prof. Yoram Tsafrir della The Jewish National and University Library The Hebrew University di Jerusalem, e del Prof. Sadik Jalal al Azm Emeritus Professor of the History of Modern European Philosophy - Damascus University, Prof. Hamid Dabashi Professor of Iranian Studies.

E' questo il contributo che il convegno offre alla causa comune della pace che, come per il mosaico, è possibile costruire nel dialogo tra popoli diversi che condividono i temi fondamentali della cultura. Un dialogo intessuto tra i popoli del Mediterraneo che è anche confronto e conoscenza reciproca delle esperienze di fruizione e di conservazione dei mosaici antichi, che verranno illustrate nella Mostra sulle Culture del Mediterraneo, inaugurata al termine della sessione inaugurale e visitabile durante i giorni dei lavori nei locali della Chiesa di S. Ignazio. La relazione introduttiva è affidata al Prof. Demetrios Michelides del Archaeological Research Unit dell'University of Cyprus, ed alla Prof. Katherine Dunbabin Mc Master University Hamilton Ontario Canada.

Il sottotitolo del convegno "Contributi analitici alla Carta del Rischio. La manutenzione programmata per la Conservazione ed il Recupero di apparati musivi antichi nell'Area del Mediterraneo" introduce al tema centrale delle sessioni di studio, la conoscenza della realtà dei mosaici antichi che costituisce l'atto minimo della programmazione intelligente di una sua efficace e duratura conservazione.

La prima giornata del convegno sarà dedicata alle ricerche condotte negli ultimi anni nel Mediterraneo da archeologi di Soprintendenze italiane e di Istituti Universitari e di Ricerca internazionali: descriveranno il loro impegno nell'aggiornare ed approfondire le conoscenze sui patrimoni musivi già precedentemente scoperti, nell'ampliare con nuovi scavi le conoscenze sulle realtà territoriali mediterranee, nel documentare e rilevare i mosaici per conservarne la memoria.

La conservazione del patrimonio musivo antico sarà il tema della seconda giornata, introducendo i lavori con l'osservazione delle recenti esperienze maturate in Sicilia di nuovi scavi, o relative a problemi conservativi e alle attività d'indagine del patrimonio già scavato o precedentemente musealizzato. L'esempio dei pavimenti musivi siciliani, e in particolare della Villa del Casale, consentirà di descrivere gli apporti scientifici forniti dai diversi studiosi per arrivare ad un metodo d'indagine utile a comprendere i meccanismi di aggressione e di degrado che colpiscono i mosaici, a definire le soluzioni più opportune, e infine a scegliere le tecniche e i materiali di restauro più adeguati.

La terza giornata di lavori è dedicata agli interventi sui temi che fanno riferimento alla Carta del Rischio del Patrimonio Culturale ed Ambientale e che nel loro complesso vogliono fissare i criteri di una Manutenzione Programmata per conservare e recuperare gli apparati musivi antichi presenti nel Mediterraneo; definendo metodi d'indagine e criteri per ridurre la vulnerabilità del patrimonio musivo, o per creare ed applicare specifici protocolli di manutenzione, in una compartecipazione di paesi sia italiani che appartenenti alle aree mediterranee dell'Egitto, Israele e Turchia.

La fase finale del convegno vedrà lo sviluppo degli studi condotti da quattro gruppi di lavoro che affronteranno i temi centrali della conservazione dei mosaici: come creare e gestire le banche dati per formare conoscenze utili alla conservazione, come formare le professionalità per determinare una manutenzione programmata, come valutare i problemi legati alle diverse realtà degli interventi, quali sistemi di protezione e quali criteri adottare per una valorizzazione e fruizione sostenibile dei mosaici antichi.

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09 aprile 2003

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