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La ''mattanza'' di Favignana, uno spettacolo cruento ma carico di cultura, storia e tradizione

Nell'isola di Favignana (TP) si ritorna a celebrare il rito della mattanza come nel '700

28 maggio 2005

Uno spettacolo sicuramente da condannare per gli animalisti per la sua cruenza e crudeltà, ma che  porta in con sé una fascinazione e dei significati che solo la migliore letteratura sarebbe capace di trasmettere, come lo spettacolo della corrida in Spagna. Per i tonnaroti il rito della mattanza è invece un matrimonio perfetto tra tradizione e innovazione, uno sposalizio che si ritornerà a celebrare sul mare di Favignana domenica prossima e il 5 giugno nel pieno rispetto degli usi e dei costumi dei rais del '700.
La manifestazione è organizzata dalla cooperativa ''La Mattanza'' ed è stata presentata nei giorni scorsi a Palermo, in una conferenza stampa.

''La tonnara di Favignana (l'unica ancora attiva in tutta la Sicilia e tra le maggiori fornitrici di tonno soprattutto nei mercati giapponesi) diventerà nelle prossime settimane un 'museo vivente' - ha spiega durante la conferenza stampa l'assessore regionale ai Beni culturali e ambientali Alessandro Pagano - per fare rivivere in diretta la storia e le emozioni della mattanza, uno spettacolo unico al mondo che attirerà migliaia di visitatori''.
Sulla costa dell'isola e su antichi vascelli e paliscalmi in legno verranno 'ricostruite' le scene di tre secoli fa, con i tonnaroti e il rais in costumi d'epoca fatti di iuta, canapa e lino. ''Faranno rivivere il fascino di un rito ancora intatto - ha continuato Pagano - fatto di uomini semplici e veri, di storie tramandate nei secoli, di canti di tradizione araba che fungono da rito propiziatorio. Un'enorme eredità umana e culturale che si rinnova senza perdere il suo spirito originario, in cui la storia non si ferma e il mito continua''.

La tecnica della mattanza tradizionale dei tonni ''non solo è sempre più minacciata dalle cosiddette 'tonnare' volanti - dice Chiara Zarlocco, presidente della cooperativa 'La Mattanza' - che con l'aiuto di radar pescano i banchi prima che arrivino a Favignana, ma anche dalla stabulazione, l'allevamento in gabbia dei tonni, le cui carni inevitabilmente sono meno morbide e ricche delle qualità organolettiche dei tonni 'selvaggi' di Favignana''.

La tonnara di Favignana, come ha spiega Lorenzo Rollandi dell'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc-Cnr) ''è in una posizione strategica della rotta migratoria genetica dei banchi di grandi tonni perché questi, entrando da Gibilterra con il favore della corrente atlantica, si dirigono a oriente lungo le coste occidentali siciliane, diventando così una delle più produttive installazioni del Mediterraneo''. La prova di ciò sta nel fatto che ''nonostante il progressivo declino dei rendimenti della pesca del tonno - ha spiegato Rollandi - con questa tipologia di pesca e la conseguente chiusura di gran parte delle tonnare del Mediterraneo, Favignana ancora resiste''.
Gli esemplari di tonni, che da aprile a luglio arrivano a Favignana, sono in prevalenza adulti e agli inizi del ciclo di deposizione dei gameti. ''Questa condizione determina l'elevata concentrazione di grassi nelle carni dei tonni distinguendoli così dalle altre produzioni mondiali''.

La cooperativa ''La Mattanza'' che da anni si occupa di ''preservare questo patrimonio umano e culturale - ha detto Chiara Zarlocco - realizzando corsi per sarcitori, mastri d'ascia, calafati, foratici e tonnaroti, nel marzo del 2004, grazie ad una legge regionale, ha annullato i diritti esclusivi di pesca in Sicilia svincolando lo specchio d'acqua di Favignana dal monopolio di alcune famiglie come i Pallavicino, i Florio e i Parodi''. Tra i prossimi progetti della cooperativa c'è la realizzazione, entro due anni, di un museo nello stabilimento della Tonnara Florio di Favignana ''dove verranno esposte reti, cavi di acciaio, ancore, boe, modelli di barcarecci, rimorchiatori, motopescherecci e ricostruzioni degli abiti dei tonnarioti conservati nel corso dei secoli''.

Domani, domenica 29 maggio, e il 5 giugno la partenza del rais Gioacchino Cataldo, per la posa delle reti, è prevista alle 7, la mattanza verrà ''celebrata'' secondo le usanze ''fenicie'', le cialome, i canti propiziatori arabi, alle 12 quando i tonni, spinti dalle correnti saranno catturati nel quadrato delle reti.

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28 maggio 2005
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