La maxi-truffa dei siti archeologici

Buco da 19 milioni nelle biglietterie: ai domiciliari l'imprenditore Gaetano Mercadante

29 novembre 2012

Avvalendosi di tre Associazioni temporanee d'impresa (Novamusa Valdemone, Novamusa Val di Noto e Novamusa Val di Mazara, di cui era legale rappresentante in Sicilia), Gaetano Mercadante, 51 anni, residente a Bracciano, si sarebbe indebitamente appropriato di circa 19 milioni derivanti dall'emissione di biglietti per l'ingresso nei siti archeologici siciliani. È l'accusa di peculato che ha portato l'imprenditore agli arresti domiciliari, eseguiti dalla Guardia di finanza.
Nel 2003 l'assessorato regionale ai Beni culturali ha dato in concessione la gestione di alcuni servizi nei siti delle province di Messina, Siracusa, Ragusa e Trapani. La concessione disciplinava, tra l'altro, la gestione degli introiti di biglietteria, per la quale era stato stabilito l'obbligo da parte del concessionario di versare le somme incassate e decurtate dall'aggio, alla Regione Sicilia (70%) e ai Comuni (30%) nei cui territori ricadono i siti di interesse culturale. Mercadante avrebbe tenuto per se 19 milioni, versandone altri 14 a Regione e Comuni ma con notevoli ritardi rispetto a quanto previsto dal contratto e senza addurre giustificazioni.

L'ordinanza è stata emessa dal Gip di Palermo su richiesta della Procura. Tra i 24 siti gestiti dalle società di cui Mercadante era rappresentante legale, ci sono il Teatro Antico di Taormina, i musei archeologici di Messina, Siracusa, Trapani, le aree archeologiche di Segesta e Selinunte. I mancati versamenti si collocano nel periodo tra il 2004 e il 2011. I 19 milioni di euro non versati da Mercadante hanno cagionato un corrispondente ammanco di 14 milioni di euro nel bilancio regionale e di 5 milioni di euro nei bilanci comunali.
Le indagini della Gdf proseguono e non si escludono altri reati compiuti da Mercadante né il concorso di altre persone nel portare avanti la truffa. L'inchiesta della Procura di Palermo si potrebbe allargare perché, secondo gli inquirenti nella vicenda, ci potrebbero essere responsabilità dei dirigenti della Regione che diedero le concessioni alle società di Mercadante.
L'indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Amelia Luise, è partita da un esposto alla Corte dei conti dell'ex dirigente dei Beni culturali della Regione, Romeo Palma, che nel 2008 denunciò i gravi ammanchi di denaro e il comportamento dell'allora assessore al ramo Antonello Antinoro che, appena insediato, chiese a Palma di sospendere il procedimento per la decadenza della concessione già avviato nei confronti delle società Novamusa e rinnovò l'appalto a Mercadante per ulteriori quattro anni.

Già nel 2008, secondo quanto scritto da Palma nell'esposto, i debiti delle società dell'imprenditore, nei confronti di Regione e Comuni, ammontavano a più di 12 milioni di euro. Questi ammanchi sono stati giustificati dal concessionario con il fatto che gli enti non avevano dato la disponibilità degli spazi per la realizzazione delle infrastrutture che dovevano servire a fornire i servizi aggiuntivi. In pratica, Mercadante aveva trattenuto i soldi che aveva speso per attivare i servizi. Una spiegazione, quella dell'imprenditore, che non ha però convinto gli inquirenti che parlano di concessioni "lacunose", di assenza di analisi di fattibilità e soprattutto denunciano che i controlli sui biglietti non venivano fatti perché, come già aveva evidenziato Palma, non furono mai stampati dei ticket dalla Regione e tutto venne demandato all'obbligo di autodenuncia da parte del concessionario. Per il gip Marina Petruzzella che ha firmato l'ordinanza "le degenerazioni delle condotte di appropriazioni di Mercadante poterono essere commesse col pretesto di una deresponsabilizzante non chiarezza degli accordi stipulati e degli obblighi imposti nelle convenzioni con la Regione, quindi grazie anche a una predisposizione di un sistema caotico che prestava il fianco a simili situazioni".

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha espresso "gratitudine a nome del Governo regionale per la splendida azione giudiziaria condotta dalla Guardia di Finanza, dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dal sostituto Amelia Luise. Nessuno si aspetti sconti, chi sbaglia paga". "Sembrerebbero emergere responsabilità di alcuni dirigenti che pare - ha aggiunto - abbiano dato concessioni a società riconducibili a Mercadante, incaricate di gestire alcuni servizi, tra i quali la gestione dei biglietti di ingresso. Nei prossimi giorni sottoporremo a vigilanza tutti i settori della regione - ha annunciato il presidente della Regione, Rosario Crocetta - per verificare convenzioni, modalità di affidamento, gestione degli appalti, qualità dei servizi e i risultati complessivi. Apriremo gli armadi degli uffici alla magistratura e alle forze inquirenti, per chiudere le pagine nere della storia della Sicilia e avviare un nuovo corso".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

 

 

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29 novembre 2012

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