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La mostra "HeART of Gaza - L'Arte dei Bambini dal Cuore della Striscia di Gaza" a Palermo

L'esposizione, internazionale ed itinerante, sarà visitabile fino al 31 marzo alla Casina Whitaker

23 gennaio 2026
La mostra ''HeART of Gaza - L'Arte dei Bambini dal Cuore della Striscia di Gaza'' a Palermo

"HeART of Gaza - L'Arte dei Bambini dal Cuore della Striscia di Gaza", la mostra internazionale e itinerante, arriva a Palermo. L'intento è quello di non stancarsi mai di rompere l'indifferenza, uscendo dal sentito dire o dalle superficiali "tregue" e creando connessioni emotive profonde tra chi non osa guardare e chi ha vissuto in prima persona la tragedia umanitaria, puntando sull'arte come linguaggio umano universale di cura, memoria e speranza.
La mostra sarà presentata venerdi 30 gennaio, alle ore 9:30, presso la Casina Whitaker del Gonzaga Campus, e sarà visitabile fino al 31 marzo.

Il nome della mostra, giocando con le parole "heart" (cuore) e "art" (arte), vuole raccontare, attraverso lo sguardo dei bambini/e, una quotidianità segnata da guerra, perdite, paure ma anche resilienza e speranza. I curatori delle opere sono Mohammed Timraz (Gaza, Palestina) e Féile Butler (Irlanda).
La mostra, ospitata al Gonzaga Campus, è stata in altre città italiane (Milano, Bologna, Lecco e Bergamo) ed europee. "HeART of Gaza" nasce nel giugno 2024 dalla collaborazione tra il giovane gazawi Mohammed Timraz e l'illustratrice irlandese Féile Butler. Il progetto prende avvio da uno scambio di disegni tra bambini di Gaza e piccoli artisti in Irlanda: una risposta umana, spontanea e creativa alle condizioni drammatiche in cui vive l'infanzia nella Striscia di Gaza, duramente colpita dal conflitto e dal peggioramento delle condizioni umanitarie.

A Gaza, nella città di Deir al Balah, Timraz fonda la "Tenda degli Artisti": uno spazio creativo in cui i bambini/e, dai 3 ai 17 anni, si sono potuti incontrare per disegnare ed esprimere le loro emozioni attraverso l'espressione artistica. Da quel luogo è nato il nucleo dei lavori esposti nella mostra. "HeART of Gaza" vuole: restituire dignità e voce ai bambini e alle bambine, offrendo loro uno spazio di espressione creativa che possa parlare anche ai grandi; sensibilizzare il pubblico internazionale sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza; collegare le comunità e le istituzioni globali alla realtà di Gaza, promuovendo riflessioni su infanzia, diritti umani, educazione e pace attraverso iniziative culturali nelle sedi ospitanti.

Il progetto è il frutto di collaborazione di molte associazioni culturali, enti locali, biblioteche civiche, scuole e università. Direzione e docenti del Campus, avendo avuto occasione di conoscere e visitare la mostra, l'hanno voluta portare a Palermo, in un luogo di crescita e di formazione, per far ripartire da qui un messaggio di umanità e di speranza. L'esposizione al Gonzaga Campus è curata dal prof. Enrico Palumbo insieme ad alcuni giovani. "Questo lavoro è un diario percettivo ed emotivo - afferma il prof Palumbo - una testimonianza unica della vita delle persone più integre in una comunità in disfacimento e in un paesaggio travolto dalla guerra: un'esplorazione delle dimensioni radicali dell'esistenza umana: le relazioni, i legami, i luoghi, la casa, la natura, il rifugio, la minaccia, la paura, la distruzione, la speranza".

Nei disegni di "HeART of Gaza" la casa è spesso ferita, distrutta, in fiamme. Queste immagini ci pongono una domanda importante: "Che tipo di "casa" - di mondo, di relazioni, di comunità - stiamo costruendo insieme?" Tutti i bambini e le bambine di questa mostra sono stati sfollati. Molte delle loro case sono state distrutte. Due giovani artisti, Reema e Hammad, sono stati uccisi, insieme a quasi tutta la loro famiglia, in un bombardamento del 30 ottobre 2023. "Vogliamo invitare tutti i giovani della città a non rimanere indifferenti - dice Vitangelo Denora, direttore generale del Gonzaga Campus -. Dobbiamo credere nei sogni dei giovani: molti cercano percorsi nuovi, scegliendo il dialogo invece della violenza, credendo ancora nel bene anche quando il male fa più rumore. Vogliamo camminare accanto a loro con il linguaggio dell'educazione, della cura, dell'umanità condivisa e della PACE".

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23 gennaio 2026
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