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La nuova legge regionale sui rifiuti scontenta tutti

La riforma sulla Gestione integrata dei rifiuti non piace agli amministratori, non piace ai sindacati

30 luglio 2012

La nuova legge regionale che riforma la gestione integrata dei rifiuti non piace a nessuno. Levata di scudi di amministratori e sindacati contro la norma che prevede, tra le altre cose, la riduzione degli Ato da 27 a 18 e la contestuale nascita delle Srr (Società per la regolamentazione dei rifiuti).
Netta la presa di posizione dei sindaci della provincia di Palermo alla norma appena approvata dall’Ars ("ci sono troppe e profonde criticità", dicono), mentre i sindacati lanciano l'allarme-occupazione: "Con i criteri previsti attualmente dalla legge 9, resterebbero senza lavoro in tutta l'Isola - affermano - un migliaio di lavoratori e non possiamo consentirlo”.

Inascoltate le richieste delle sigle in commissione Ambiente, ma "la posizione da Ponzio Pilato assunta dall'Assemblea regionale sul tema del mantenimento dei livelli occupazionali nella trasformazione degli Ato in Srr non ci stupisce - denunciano Claudio Di Marco, segretario Fp Cgil, Dionisio Giordano, Fit Cisl Ambiente, e Gianni Acquaviva, Uiltrasporti -. E' la certificazione di un’intera classe politica, che, nei fatti, continua a fare scelte scellerate e del tutto lontane dalle reali esigenze dei siciliani".
"A questo punto - aggiungono i tre segretari, che preannunciano iniziative di protesta e di lotta nei prossimi giorni - è urgentissimo l'avvio del confronto con l'assessorato regionale Energia e il dipartimento Rifiuti, nel rispetto delle prescrizioni della legge regionale 9, al fine di trovare attraverso un accordo-quadro soluzioni che impediscano ad un migliaio di lavoratori di subire l'ennesima beffa con il rischio di perdere il posto".

Gli amministratori puntano il dito invece contro l'obbligo di approvazione da parte dei Consigli comunali e del Consiglio provinciale del provvedimento che segna la nascita delle Srr, pena il commissariamento da parte della Regione. Secondo il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti, "si calpestano le prerogative degli Enti locali, trasformandoli in meri esecutori di una riforma che però finirà col pesare proprio sulle casse degli Enti Locali e sulle tariffe da applicare ai cittadini. Tutto ciò - sottolinea - per dare il via a una riforma che sembra ricalcare gli errori fatti con la nascita degli Ato: non ci sono stanziamenti certi per la fase di start-up, non ci sono garanzie per i lavoratori e non ci sono elementi per sperare in un miglioramento della qualità del servizio e della sua economicità da poter assicurare ai cittadini dei territori che noi amministriamo".

Molto critico anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando: "Bisogna che ci riappropriamo del nostro ruolo di Amministratori e impedire che un Governo e un'Assemblea regionale ormai a fine mandato ci obblighino a dare vita ad una riforma che peserà interamente sulle spalle dei Comuni e dei cittadini”.
Avanti e Orlando propongono agli altri sindaci di seguire una strada unitaria nell'iter previsto dalla legge: in pratica, tutti i primi cittiadini dovranno predisporre i provvedimenti previsti e presentarli ai rispettivi Consigli, ma contestualmente a un ordine del giorno nel quale vengano evidenziate tutte le criticità della legge e si chieda uno slittamento dei tempi di attuazione delle norme. A quel punto i Consigli approveranno l'odg e accantoneranno invece la trattazione del provvedimento di creazione delle Srr. [Fonte: Italpress - Corriere del Mezzogiorno]

- Il nuovo piano rifiuti siciliano (Guidasicilia.it, 17/07/12)

 

 

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30 luglio 2012
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