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La Pace tra i potenti del Mondo è durata solo 24 ore, davanti al Papa

Le strette di mano fra i leader dei paesi in contrasto sono state solo formalità

11 aprile 2005

Ai solenni funerali di Giovanni Paolo II c'erano proprio tutti (tranne qualcuno) i potenti del Mondo.
Il Papa del dialogo e che per i 27 anni del suo pontificato ha lottato pacificamente lo scontro fra civiltà, fra le religioni, fra le politiche, si meritava tutto ciò, e nessuno si è azzardato a negarglielo.
A vederli tutti insieme, duecento "potenti" riuniti come avrebbe voluto il Papa non più nemici, era sembrato per un momento che divisioni e rancori fossero svaniti, e invece...

Quest'armistizio è durato solo poche ore. Le strette di mano tra nemici non erano un segno di pace. Appena il presidente iraniano Mohammed Khatamirientrati nei loro paesi, i governanti che avevano salutato i loro avversari con civile diplomazia, hanno subito diffuso secche smentite.
Il primo a cancellare ogni illusione è stato il presidente iraniano Mohammed Khatami: "Nego con forza di aver stretto la mano e di aver incontrato o parlato con il presidente di Israele".
Venerdì scorso tutte le agenzie di stampa battevano in flash la notizia che i due rivali si erano salutati: ''Un evento storico'', l'aveva battezzato la radio israeliana.
Appena rientrato invece, il leader iraniano si è affrettato a precisare: "Niente di più falso". Eppure era stato il suo omologo israeliano, Moshe Katsav a svelare alla stampa l'episodio. ''Non è vero'', ha ribadito Khatami: ''L'ho detto e ridetto che l'Iran non riconosce lo Stato di Israele creato con la forza e l'usurpazione dei diritti dei palestinesi''.

Neppure la stretta di mano tra il principe Carlo d'Inghilterra e il presidente dello Zimbabwe è simbolo di il presidente israeliano Moshe Katsavriconciliazione tra i due popoli: ''Il Principe Carlo è stato colto di sorpresa. Ha stretto la mano sì - precisano fonti di Clarence House, ufficio londinese dell'erede al trono - ma il Principe Carlo continua a ritenere ripugnante l'attuale regime nello Zimbabwe. Quando il leader africano si è proteso in avanti per scambiare un segno di pace durante la Messa - tengono a precisare gli inglesi - il Principe Carlo non era nella posizione di rifiutare la stretta di mano, ma il giudizio sul governo dello Zimbabwe non cambia''.
D'altronde Robert Mugabe, al potere dall'indipendenza dell'ex colonia britannica, ha sempre attaccato con forza il governo inglese. Nelle ultime elezioni ha consigliato ai suoi elettori di ''scavare una tomba e seppelirci Tony Blair (primo ministro britannico) e la Union Jack (la bandiera britannica)''.

Forse aveva visto bene Sylvan Shalom, ministro degli Esteri di Israele. All'indomani dei funerali, commentando gli incontri inediti sul palco delle autorità a San Pietro, aveva detto con tono pessimistico: ''Spero che possa essere un nuovo inizio, ma francamente, ne dubito''.

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11 aprile 2005
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