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La "particella di Dio" esiste!

Annuncio ufficiale al Cern: "Il bosone di Higgs, grazie al quale ogni cosa ha una massa, esiste"

04 luglio 2012

È ufficiale. E' stata scoperta la "particella di Dio", ossia il bosone di Higgs grazie al quale ogni cosa ha una massa. L'esistenza della particella - prevista 48 anni fa - è stata annunciata oggi al Cern di Ginevra. I dati, accolti da un applauso fragoroso, sono stati presentati dagli esperimenti Cms, coordinato dall'americano Joseph Incandela, e Atlas, coordinato dall'Italiana Fabiola Gianotti. Entrambi indicano con un margine di errore vicino allo zero che il bosone di Higgs ha dimensioni comprese fra 125 e 126 miliardi di elettronvolt (GeV), ossia pesa fra 125 e 126 volte più di un protone, una delle particelle che costituiscono il nucleo di un atomo.

Ieri il fisico Sergio Bortolucci, capo della Ricerca e Computing del Cern, raggiunto telefonicamente a Ginevra dall'Adnkronos, aveva detto: "Gli esperimenti lo diranno domani però hanno un'evidenza molto solida e non più vaga. I dati sono compatibili con l'aver trovato un Higgs". Insomma "gli indizi sono seri" che è stata trovata la "particella di Dio". Insomma, nessun giro di parole da parte di Bortolucci. "Higgs però è un meccanismo ed è quello che dà la massa a tutti i costituenti della materia. Non basta aver trovato la particella ma capirne il meccanismo. E questo sarà il nostro lavoro da domani in avanti" avverte Bertolucci. Poi il capo di tutte le ricerche del Cern ha aggiunto subito. "E' un bel momento, comunque".

Dunque, cosa è stato trovato? Bertolucci usa una metafora che rende tutto più chiaro: le certezze ed i dubbi che si vogliono tenere ancora aperti. "Cercavamo un gatto, abbiamo trovato un animale che fa le fusa, che ha quattro zampe, che ha una coda ma non sappiamo se miagola o abbaia" dice il fisico italiano. "Quello che noi abbiamo visto - aggiunge - non possiamo ancora dire se miagola o abbaia ma è sicuramente qualcosa che è compatibile con un Higgs. Ora per dire che è proprio un gatto, che è proprio un Higgs, dobbiamo studiarlo ancora".
Infatti, all'Organizzazione europea per la ricerca nucleare, il più grande laboratorio al mondo di fisica delle particelle, un fiore all'occhiello della scienza europea e mondiale, si sono continuate le verifiche fino a qualche ore prima dell'annuncio.
"Forti indizi" che la "particella di Dio" esista vengono confermati anche dai fisici del Fermi National Accelerator Lab che, dopo dieci anni di lavoro con il Tevatron, negli Stati Untiti, a loro volta hanno annunciato di aver visto "il più forte indizio" della particella di Dio in frammenti di collisioni nell'acceleratore dell'Illinois. E, se gli scienziati al di qua ed al di là dell'Oceano confermano quanto hanno fatto trapelare, si tratterebbe di una delle scoperte scientifiche più importanti degli ultimi cento anni.

Soprannominata "particella di Dio", il bosone, o il "campo di Higgs" di cui è prodotto, è all'origine della massa e la conferma della sua esistenza potrebbe segnare un enorme passo avanti alla scienza.
Ma perché tanta attesa per questo Higgs la cui caccia, costata circa 8 mld di euro, è iniziata già 50 anni fa? Il primo a mettere sotto i riflettori l'elusivo bosone è stato Peter Higgs che, nel 1964, ritenne che da qualche parte questa particella doveva esserci. Il bosone di Higgs è un ipotetico bosone massivo e scalare previsto dal Modello standard ed è l'unica particella del modello la cui esistenza doveva essere ancora verificata sperimentalmente. Giocherebbe un ruolo fondamentale in quanto portatore di forza del campo di Higgs, che secondo la teoria permea l'universo e, mediante rottura spontanea di simmetria dei campi elettrodebole e fermionico, conferisce la massa alle particelle.

Va fatta una distinzione fra meccanismo di Higgs e bosone di Higgs. Introdotti nel 1964, il meccanismo di Higgs fu teorizzato dal fisico scozzese Peter Higgs, insieme a François Englert e Robert Brout, lavorando su un'idea di Philip Anderson, e indipendentemente da G. S. Guralnik, C. R. Hagen, e T. W. B. Kibble, tutti questi fisici, rimasti relativamente in ombra rispetto a Peter Higgs, sono stati premiati nel 2010 per il loro contributo. Ma solo la pubblicazione di Higgs citava esplicitamente, in una nota finale, la possibile esistenza di un nuovo bosone. Egli aggiunse tale nota dopo che una prima stesura era stata rifiutata dalla rivista Physics Letters, prima di reinviare il lavoro a Physical Review Letters. Il bosone e il meccanismo di Higgs sono stati successivamente incorporati nel Modello standard, in una descrizione della forza debole come teoria di gauge, indipendentemente da Steven Weinberg e Abdus Salam nel 1967. Ed ora la caccia sembra davvero finita.

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, ANSA, Repubblica.it]

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04 luglio 2012
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