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La paura può mangiare l'anima

L'importante è non farsi cogliere impreparati! L'Italia pensa a come difendersi dal terrorismo

28 luglio 2005

Tanta paura, principalmente di non avere il controllo della situazione, paura dell'impreparazione e non del terrorismo. Paura che si possa creare inutile allarmismo. Paura del caos.
Il bisogno di dare risposte, di fare vedere alla popolazione la presenza lucida del governo, che stavolta non litiga ma si compatta tutto, che dialoga con l'opposizione per un cammino comune.
Tutto questo sta in 19 articoli di legge, firmati dal presidente della Repubblica e recanti la data di ieri.
Ecco dove sta la ''nuova'' sicurezza del Paese, nel decreto ''recante misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale'' che il governo ha presentato in Parlamento e che già la settimana prossima dovrebbe essere approvato definitivamente dai due rami del Parlamento.

Provvedimento che prevede tra le misure, ''il prelievo coattivo'' della saliva nei confronti di sospetti terroristi; il carcere fino a 4 anni per chi è in possesso di un documento falso valido per l'espatrio; il permesso di soggiorno elettronico. In più si ampliano, per i reati di terrorismo, i casi di arresto obbligatorio.

Di seguito i punti salienti del cosiddetto ''pacchetto Pisanu per la sicurezza'':

Indagini -
Il decreto Pisanu estende le misure già in vigore per la lotta alla criminalità organizzata in materia di colloqui investigativi anche alle indagini legate al finanziamento del terrorismo, "al fine di acquisire dai detenuti o dagli internati informazioni utili".
Permessi di soggiorno - Sono previsti come premio a un cittadino straniero che collabora con l'autorità giudiziaria o con gli organi di polizia.
Espulsioni - Il prefetto può disporre, informando preventivamente il ministro dell'Interno, l'espulsione dello straniero nei cui confronti vi sono "fondati motivi di ritenere che la sua permanenza nel territorio dello Stato possa in qualsiasi modo agevolare organizzazioni o attività terroristiche anche internazionali. Contro il decreto di espulsione è previsto il ricorso al Tar".
Intercettazioni - L'articolo 4 del decreto antiterrorismo riguarda le nuove norme per il potenziamento dell'attività informativa e dà al presidente del Consiglio il potere di delegare ai direttori dei servizi di intelligence a chiedere al magistrato l'autorizzazione alle intercettazioni telefoniche preventive.
Task force - Il ministro dell'Interno può mettere in piedi "apposite unità investigative interforze, formate da esperti ufficiali e agenti di polizia giudiziaria delle forze di polizia, individuati secondo criteri di specifica competenza tecnico-professionale".
Tabulati e Internet - L'art. 6 stabilisce che i dati sul traffico telefonico e telematico "debbono essere conservati fino al 31 dicembre 2007 dai fornitori di una rete pubblica di comunicazioni o di un servizio di comunicazione elettronica accessibile al pubblico". Inoltre è stabilito che gli acquirenti delle schede telefoniche debbono esibire un documento di riconoscimento al momento dell'acquisto.
Sugli esercizi pubblici di internet point è previsto che "chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie la cui esclusiva o prevalente attività consista nel mettere a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, oppure siano installati più di tre apparecchi terminali, deve chiederne la licenza al questore". La licenza non è richiesta nel caso di sola installazione di telefonici pubblici a pagamento abilitati esclusivamente alla telefonia locale.
Esplosivi - Un giro di vite è previsto riguardo l'importazione, commercializzazione, trasporto e impiego di detonatori ad accensione elettrica a bassa e media intensità e agli altri esplosivi di seconda e terza categoria.
Volo - Il decreto prevede che il ministro dell'Interno può disporre con proprio decreto che, per ragioni di sicurezza, il rilascio dei brevetti civili e l'ammissione alle attività di addestramento pratico siano subordinati per un periodo determinato, non inferiore a sei mesi e non superiore ai due anni, al nullaosta preventivo del questore.
Identificazione - L'articolo 10 detta nuove norme sulla identificazione delle persone, fra queste il prelievo della saliva. Nell'art. 10 del decreto vi è anche l'inserimento dell'art. 497-bis del codice penale e cioè che: "Chiunque è trovato in possesso di un documento falso valido per l'espatrio è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è aumentata da un terzo alla metà per chi fabbrica il documento falso o lo deteniere fuori dai casi di uso personale".
Arruolamento - L'articolo 15 prevede il reato di arruolamento di terroristi con la reclusione da 7 a 15 anni. Da 5 a 10 anni per chi addestra terroristi.
Guardie giurate - Si prevede l'uso di guardie giurate per la vigilanza sussidiaria nei porti, stazioni ferroviarie e stazioni di metropolitane.

E mentre l'Italia si prodiga per creare le difese contro il nemico numero dell'occidente, il terrorismo islamico, da Sharm el-Sheikh le notizie che arrivano sono cariche di tensione e di dolore.
Dopo il riconoscimento del corpo di Rita Privitera, la ragazza di Gravina di Catania, è stato riconosciuto in serata anche il cadavere di Paola Bastianutti, la sesta vittima italiana negli attentati di sabato scorso. Le salme dei sei italiani identificati partiranno stasera per Roma.
Nel frattempo procedono con le verifiche sul Dna le ricerche di eventuali altri italiani deceduti negli attentati di Sharm. ''I dispersi sono nell'ordine di unità, quindi meno di dieci'' sui quali sono arrivate alla Farnesina nuove segnalazioni, ha confermato il portavoce del ministero degli Esteri Pasquale Terracciano, secondo il quale ''stanno per essere completati alcuni riscontri di queste segnalazioni tardive''.

La Farnesina ha fatto sapere che il caso della famiglia veneta data per dispersa e composta da padre, madre e figlia di 13 anni, è un caso già risolto, che non aveva mai destato preoccupazione. La famiglia Della Valle, che era già stata rintracciata dal ministero degli Esteri, sta bene e non è stata coinvolta dagli attentati di Sharm El Sheikh.
L'equivoco è stato presumibilmente generato dall'analogia tra la composizione di un altro nucleo familiare che resta al centro delle preoccupazioni della Farnesina, con quella della famiglia veneziana, in vacanza anche essa sul mar Rosso. La vicenda di questa famiglia, che comprende padre, madre e figlia tredicenne e sulla quale viene mantenuto uno strettissimo riserbo, continua a essere seguita con la massima attenzione al ministero degli Esteri. Solo un dato: la famiglia sarebbe di origini lombarde
Inferiore resta, al momento, il livello di allarme per altri due casi segnalati al ministero di persone delle quali i familiari in Italia non hanno ricevuto notizie e sui quali sono in corso controlli.

Dal primo agosto un portale della Farnesina monitorerà gli Italiani in viaggio all'Estero
Dal 1° agosto l'Unità di Crisi della Farnesina avvierà il primo portale che metterà in rete tutte le presenze italiane all'estero, nel pieno rispetto della legge sulla privacy. Lo ha annunciato il Capo dell'Unità di Crisi, Elisabetta Belloni, presentando ieri mattina, a Raiutile, il portale www.dovesiamonelmondo.it.
Già segnalato dal Ministero in occasione dello tsunami che nel dicembre scorso colpì il sud-est asiatico e i tanti italiani in vacanza nei Paesi interessati dal disastro al momento della tragedia, il servizio informativo della Farnesina è stato nuovamente annunciato, dopo gli ultimi tragici attentati di Sharm el Sheikh. Il portale consentirà a chi si reca all'estero per lavoro o per vacanza di registrarsi on line a quella che, in sostanza, sarà una vera e propria banca dati in cui tutti i cittadini che si recano fuori dall'Italia potranno fornire i dati relativi al proprio viaggio. In tal modo, in caso di gravi emergenze, l'Unità di Crisi del Ministero avrà di stimare nel modo più preciso il numero di connazionali presenti in aree di crisi, di individuarne l'dentità e di pianificare i più adeguati interventi di assistenza.
''Se questo servizio fosse stato già attivo - ha dichiarato Elisabetta Belloni - saremo stati in grado di monitorare meglio la situazione italiana a Sharm el Sheikh''. [Aise]

- Dialogo con l'Islam, Fini contro la Lega (Corriere.it)

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28 luglio 2005
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