La pena nella pena...

Dal VII Rapporto sulle condizioni di detenzione: nelle carceri italiane oltre 68mila detenuti per 44mila posti disponibili

25 ottobre 2010

I detenuti presenti nei 206 istituti di pena sono 68.527 per 44.612 posti letto regolamentari. E' questa la fotografia del sovraffollamento carcerario in Italia scattata dall'Associazione 'Antigone' che ha presentato nei giorni scorsi a Roma il settimo rapporto sulle condizioni di detenzione. Dalle visite effettuate dall'associazione tra giugno e luglio scorsi in alcuni degli istituti penitenziari più affollati d'Italia risulta che tutte queste carceri sono fuori legge dal punto di vista socio-sanitario. Per questo sono già 1.300 le richieste di ricorso alla Corte Europea per i diritti umani contro le condizioni di vita inumane.

Questa, in dettaglio, la situazioni della popolazione carceraria: il 43,7% dei detenuti è imputato, 15.233 sono i detenuti in attesa di giudizio, record assoluto in Europa. Sono 28.154 quelli che hanno commesso violazioni della legge sulle droghe e 11.601 le persone che devono scontare una pena inferiore a un anno (la metà stranieri). Sono 5.726 i detenuti italiani imputati o condannati per associazione a delinquere di stampo mafioso. Gli ergastolani italiani sono 1.437 mentre gli stranieri 54. I semiliberi sono 877, sono 7.800 i detenuti ammessi all'affidamento in prova mentre sono 4.692 le persone in detenzione domiciliare. Solo lo 0,23% ha commesso reato durante il periodo di misure alternative. Le donne costituiscono il 4,35% del totale e 57 sono i bambini sotto i tre anni ospitati in carcere con la madre. Per loro esistono 18 asili nido. Sono 7.311 i detenuti con meno di 25 anni e 463 gli ultrasettantenni. Gli analfabeti sono 930 e 2.342 i detenuti senza titolo di studio; 9.197 quelli che hanno finito la scuola elementare mentre 595 sono laureati.
Il costo medio per un detenuto è di 113 euro; per pasti, igiene e trattamento rieducativo si spendono 7,36 euro.

L'emergenza nelle carceri italiane è il sovraffollamento ma anche le morti: 113 nel 2009 di cui 72 suicidi 18 da causa ancora da accertare, 22 per malattia e 1 per omicidio. Secondo il settimo rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia dell'associazione Antigone, 'Da Stefano Cucchi a tutti gli altri', nei primi nove mesi del 2010 i suicidi sono stati già 55. E se il sovraffollamento, come spesso è stato sottolineato, può essere una concausa dei suicidi anche le carenze del personale penitenziario influiscono. Sono 178, contro un organico previsto di 204, i magistrati di sorveglianza. Ciò vuol dire, secondo Antigone, che ogni magistrato deve occuparsi di 394 detenuti per un totale, visto che la media delle domande é di dieci l'anno a detenuto, di circa 4 mila procedimenti ogni giudice. Ciò significa che il magistrato dovrebbe concluderne 10 al giorno compresi i giorni festivi. Le carenze riguardano anche gli educatori e gli assistenti sociali: ne sono previsti rispettivamente 1.331 e 1.507; in servizio al primo settembre scorso erano 1.031 gli educatori e 1.105 gli assistenti sociali, un operatore ogni sessanta detenuti.

La metà dei finanziamenti 2009-2010 della Cassa delle Ammende per l'inserimento dei detenuti sono finiti in Sicilia. Dato rilevato ancora dal settimo rapporto dell'associazione Antigone. I fondi della Cassa delle Ammende, le cui risorse derivano dai soldi pagati dai condannati e sono utilizzate per l'assistenza alle famiglie dei detenuti, per i programmi di reinserimento, e dal 2008 per l'edilizia penitenziaria, "sono usati poco e male", dice Antigone. Nel biennio 2009/2010 sono stati finanziati 20 progetti per un ammontare complessivo di 17 milioni 380 mila 594 euro. Per ogni progetto, esclusi quelli di edilizia penitenziaria, il finanziamento è stato di 853 euro, tutti hanno come capofila l'amministrazione penitenziaria. Le eccezioni sono solo due: un progetto di una fondazione di Enna, gestito dal Movimento del Rinnovamento dello Spirito a cui sono stati destinati 4.800 euro per soli 12 detenuti; e il progetto 'Luce e liberta' della Usl di Messina a cui sono stati destinati 3.894.886 euro per l'inserimento di 56 internati nell'ospedale psichiatrico giudiziario. "La Sicilia unica regione in cui vengono finanziati progetti il cui capofila non appartiene alla Amministrazione Penitenziaria - sottolinea Antigone - incassa così con questi due progetti 8.698.886 euro, la metà esatta di quanto erogato dalla Cassa Ammende tra il 2009 e il 2010. La strada individuata dal Ministro Alfano è dunque quella di una eccellenza tutta siciliana sulla quale il DAP sembra pronto a scommettere, o almeno a scommettere i pochi soldi per il reinserimento dei detenuti". [ANSA]

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25 ottobre 2010

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