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La posizione israeliana

Mentre vengono espulsi gli attivisti della 'Rachel Corrie', la Marina israeliana ha fatto fuoco contro un gruppo di palestinesi armati davanti le coste di Gaza

07 giugno 2010

La Marina israeliana ha aperto il fuoco contro un gruppo di 5 palestinesi armati che si trovavano a bordo di un'imbarcazione davanti alle coste di Gaza. A darne notizia, riferisce il quotidiano 'Haaretz' sul suo sito, sono state questa mattina le forze armate israeliane, precisando che intorno alle 4.30 di questa mattina alcune unità della Marina hanno individuato al largo di Gaza un'imbarcazione con a bordo cinque palestinesi armati. Quattro di loro sono stati uccisi, un quinto risulterebbe disperso. Secondo fonti palestinesi citate dal quotidiano, i militanti erano membri delle Brigate dei Martiri di Al Aqsa e si stavano addestrando per compiere un attacco via mare contro Israele quando sono state individuati dall'unità della marina.

Ieri, intanto, Israele ha dato il via all'espulsione degli attivisti che viaggiavano sulla 'Rachel Corrie', la nave di aiuti diretta a Gaza. In sette, dei 19 a bordo della nave, sono stati espulsi ieri verso la Giordania: si tratta di sei malesi e un cubano che hanno varcato il confine del ponte di Allenby verso la Giordania. E' stato espulso anche un indonesiano dimesso da un ospedale israeliano dopo essere stato ferito lunedì a bordo della Mavi Marmara.
La Rachel Corrie è l'ultima nave della Freedom Flotilla che ha tentato di superare il blocco navale verso la Striscia di Gaza. La nave è stata abbordata sabato senza incidenti dall'esercito israeliano che l'ha condotta al porto di Ashdod (LEGGI). Altri attivisti sono in attesa di essere rimpatriati.
Sempre ieri, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è tornato sul blitz contro le navi della Freedom Flotilla (LEGGI). "Gli attivisti che hanno aggredito i soldati si erano organizzati ed equipaggiati separatamente dagli altri - ha detto Netanyahu - e sono saliti sulla nave in un modo che gli ha permesso di superare il controllo di sicurezza". "La loro chiara intenzione - ha proseguito - era di portare ad un violento scontro con i soldati israeliani".
Netanyahu ha respinto la proposta del segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon di una commissione d'inchiesta sulla vicenda con rappresentanti israeliani, americani e turchi, guidata dall'ex primo ministro neozelandese Geoffrey Palmer, esperto di diritto marittimo. Netanyahu ha riferito al consiglio dei ministri di aver parlato al telefono la scorsa notte con Ban e di avergli detto che "un'indagine sui fatti deve essere condotta in maniera responsabile e obiettiva". Quanto al blocco di Gaza, il primo ministro ha dichiarato che la discussione sul suo allentamento era iniziata prima ancora che salpasse la Freedom Flotilla. "Noi vogliamo facilitare il trasferimento di aiuti umanitari alla popolazione civile e prevenire il trasferimento di armi e materiale da guerra - ha affermato - la provocatoria flottiglia non ci impedirà di discuterne, stiamo considerando le proposte in materia avanzate dai paesi amici".
Per il ministro israeliano per gli Affari Sociali, il laburista Isaac Herzog, "è tempo di sollevare il blocco, ridurre le restrizioni alla popolazione e cercare altre alternative".

Ventiquattro ore fa le autorità israeliane hanno riaperto il valico commerciale di Kerem Shalom con Gaza, dopo una breve chiusura di alcuni giorni, autorizzando il passaggio del materiale edilizio necessario per due progetti affidati ad organizzazioni internazionali. Israele ha finora bloccato il passaggio di materiale edilizio per impedire ad Hamas la costruzione di bunker e fortificazioni. Mentre una delegazione di 47 esponenti del parlamento arabo, organismo della Lega Araba, è partita per la Striscia di Gaza, attraverso il valico egiziano di Rafah, in una missione di solidarietà con la popolazione palestinese contro il blocco a Gaza.
Intanto Teheran passa all'azione e fa sapere che la Mezzaluna rossa iraniana invierà due navi cariche di aiuti umanitari verso la Striscia di Gaza. Secondo quanto riferisce la tv iraniana in lingua araba 'al-Alam', le imbarcazioni partiranno entro la settimana e saranno dirette verso il porto della città palestinese, sotto embargo israeliano da tre anni. Fonti della Mezzaluna rossa hanno fatto sapere che i volontari disposti a prendere parte alla spedizione possono registrarsi sul sito Internet dell'ente caritatevole. Nei giorni scorsi le Guardie della Rivoluzione islamica iraniana hanno detto di essere disposte a scortare nuove missioni navali verso Gaza nel caso in cui dovesse ordinarlo l'ayatollah Ali Khamenei.
Sempre l'emittente di Teheran ha annunciato l'avvio di nuove iniziative di solidarietà pro-Gaza. In particolare, nei prossimi giorni dovrebbe partire dal porto di Beirut una nave carica di aiuti con a bordo 75 attivisti. [Adnkronos/Ing]

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07 giugno 2010
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