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La priorità di un Cavaliere

''Bisogna riformare radicalmente la Giustizia! E' una priorità nazionale!''

17 luglio 2008

AGGIORNAMENTO
Berlusconi: ''Riforma della giustizia col federalismo'' -
"Non c'è nessun contrasto con la Lega" ma "la riforma della giustizia è un progetto prioritario che presenteremo a settembre". Così Silvio Berlusconi torna sulla questione giustizia negando contrasti con l'alleato che propone un'altra tabella di marcia per il prossimo autunno. Non c'è nessun problema, chiarisce, perché la riforma della giustizia "si farà contestualmente con il federalismo". "Non c'è nessuna sfida nei confronti della Lega e nessun contrasto con il nostro alleato - spiega, in una conferenza stampa convocata a sorpresa dopo il suo intervento alla presentazione della Fondazione Medidea, promossa dal senatore del Pdl Beppe Pisanu, all'Ara Pacis -. Ho sentito ieri Bossi. Il federalismo della Lega è un progetto anche nostro". Nel briefing improvvisato, il premier chiarisce di aver "fiducia nella magistratura" ma di essere spesso "attaccato e aggredito" da certi giudici. "Sono stato processato 17 volte ed assolto per 17 volte - lamenta - Non sono io ad attaccare, non c'è una guerra aperta e continuativa. Ho una grande fiducia nei magistrati. L'ho detto più volte. Ma sono spesso aggredito".
Il Cavaliere si è poi lamentato di alcuni "virgolettati" apparsi nelle ricostruzioni giornalistiche relative al pranzo di ieri con gli europarlamentari di FI. E invita i cronisti a utilizzare solo le parole che vengono pronunciate in occasioni ufficiali e non frutto di ricostruzioni. [Adnkronos/Ign]

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"C'è tempo, prima di riformare la giustizia serve il federalismo fiscale", dicono quelli della Lega. "Adesso, e sono più determinato che mai", risponde Silvio Berlusconi.
Dopo gli annunci dell'altro ieri del premier e del suo ministro Guardasigilli sulla necessità di una riforma "radicale" del sistema giustizia e dei poteri dei magistrati, ieri mattina il Carroccio ha puntato i piedi. Non se ne parla, c'è altro da fare prima, ossia - come dice il programma del Popolo della libertà - il federalismo fiscale. Ma nel primo pomeriggio Berlusconi ha fatto finta di nulla e riunito con gli eurodeputati del Pdl ha detto: "Mai stato determinato come adesso. Serve una riforma della giustizia dalle fondamenta. E' una priorità nazionale".
Insomma, il Cavaliere tira dritto incurante di tutto e di tutti. Alcuni presenti all'incontro di ieri hanno riferito che "il primo punto della riforma della giustizia sarà l'immunità parlamentare". A seguire poi la riforma del Csm, la separazione delle carriere tra giudici e pm e la riforma dei codici penali e di procedura.

A Berlusconi che spinge sull'acceleratore e chiede di dare via alla riforma della giustizia già "da settembre", Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, risponde indirettamente ricordando: "Abbiamo fatto una tabella temporale delle riforme e in quella tabella la riforma della giustizia non c'è. Questo non vuol dire che non si farà, ma viene dopo". "In autunno abbiamo il federalismo fiscale, il codice delle autonomie e poi la finanziaria. A seguire, la riforma costituzionale. Una riforma della giustizia ci può anche stare, ma il 2008 è piuttosto pieno...".
Fondamentalmente la Lega è preoccupata che nuove tensioni con l'opposizione rappresentino un ostacolo sul cammino verso il federalismo. Il Carroccio lo sa, come sa che uno scontro sulla giustizia, genererebbe un muro contro muro che sarebbe impossibile da evitare. E, con l'opposizione sulle barricate, il federalismo tanto voluto da Bossi e seguaci rischierebbe di essere solo una chimera.

E dalle barricate dell'opposizione il primo ad insorgere è Antonio Di Pietro: "Dopo aver delegittimato e umiliato il Parlamento e dopo aver zittito l'informazione, Berlusconi parte all'attacco finale della magistratura indipendente togliendo ogni possibilità di operare". E questo succede "all'indomani di indagini importantissime che evidenziano una nuova tangentopoli, ormai dilagante, specie nel settore sanità...", riferendosi al caso Del Turco. Questo, ha precisato il leader dell'Italia dei valori, "era il progetto della P2. Il governo lo sta portando avanti: un progetto criminogeno".
Alle parole dell'ex pm ha risposto in blocco la Pdl: "Di Pietro crea fantasmi per occupare la scena". E Paolo Bonaiuti: "Di Pietro farnetica, ha ragione Berlusconi: fa orrore".

Allarmati dall'annuncio di Berlusconi anche i magistrati. "La priorità del governo sulla giustizia è l'accelerazione dei processi" aveva annunciato il ministro della Giustizia Angelino Alfano nella sua prima visita al Csm. Ma oggi i magistrati sembrano meno convinti delle dichiarazioni d'intenti del Guardasigilli e paventano il rischio di un programma di riforme che potrebbe nuocere all'indipendenza della Magistratura. Il togato Livio Pepino (Magistratura democratica) sottolinea che per ora si è nella fase "delle iniziative legislative utilizzate come messaggi" ma già "profondamente negativi e inutili per l'efficienza del servizio, dannosi per l'indipendenza delle toghe e per la qualità della giurisdizione".
Particolarmente preoccupato è Fabio Roia (Unicost) a cui l'ipotesi di istituire due Csm e gli interventi sull'obbligatorietà dell'azione penale destano "qualche preoccupazione dal punto di vista costituzionale. Il problema vero - aggiunge - è l'efficienza della giustizia, mentre qui si vuole ritoccare lo status dei magistrati per arrivare ad una Magistratura più controllabile dalla politica".

"Quando il ministro fece la sua prima visita al Csm sembrò che volesse concentrare la sua attenzione da subito sui processi - commenta Giuseppe Maria Berruti (Unicost) -. Prendo atto che l'intento è mutato, giacché tutto ciò rientra nella sovranità politica. Ma mi auguro che quando si potrà riflettere a distanza di qualche tempo da qualche vicenda giudiziaria che in questi giorni sta catalizzando troppe emozioni, il governo voglia comunque mantenere con il Csm il rapporto assai promettente che un paio di mesi fa ci era sembrato di constatare".
D'accordo invece con le riforme, il togato Antonio Patrono ma, dice, "a condizione che siano efficaci per risolvere i veri problemi".

[Informazioni tratte da Repubblica.it, Adnkronos.com]

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17 luglio 2008
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