La pubblica difesa di Raffaele Lombardo

"Contro di me solo chiacchiere e un processo mediatico: cercano di punire l'Mpa che non è più alleato con il premier"

20 novembre 2010

La sentenza di colpevolezza nei miei confronti "non è stata emessa dalla magistratura, però contro di me c'è un processo mediatico quotidiano. Il Tg1 di Minzolini mi ha dedicato 5 servizi in una decina di giorni".
Questa una delle affermazioni del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, ai giornalisti convocati ieri in una conferenza stampa a palazzo d'Orleans, a Palermo, per chiarire la sua posizione in merito all'indagine antimafia condotta dalla Procura di Catania.
"Non c'è stata nessuna sentenza di ultimo grado, né un pronunciamento del gip, né della pubblica accusa, e neppure nessuna iniziativa processuale rispetto a delle chiacchiere che mi coinvolgono in prima persona" ha aggiunto. "Ci sono intercettazioni - ha proseguito - che sono intercalate da tantissime interpretazioni della Polizia giudiziaria, ma io mi affido ai giudici per l'aspetto penale. Per quello del 'moralmente deplorevole' ho indetto una conferenza stampa, per rendere conto ai siciliani, alla mia Giunta, ai miei figli e a mia moglie che sono in trepidazione, in silenzio, e ai miei amici de Mpa sottoposto anche loro ad un'aggressione e ad attacchi quotidiani. Lo faccio per l'onorabilità che mi sono costruito in 40 anni di carriera politica".

Sulle dichiarazioni del boss Aniello, Lombardo è stato netto: "Non ho idea chi sia Vincenzo Aiello, non l'ho mai visto, né gli ho mai chiesto un soldo né mi ha mai dato un euro", ha detto riferendosi a presunti finanziamenti elettorali al governatore con i proventi di un'estorsione.
"Se mi avessero ascoltato, se mi fosse stato consentito di parlare avrei riportato in una dimensione di normalità tante cose che appaiono terribili" ha aggiunto Lombardo, che più volte ha chiesto di essere sentito per fornire la sua versione dei fatti. "Non so se in Italia ci sono precedenti di un'aggressione mediatica, come quella che mi riguarda. Io comunque ho massima fiducia nella magistratura".
"La verità è che contropartite o favori che mi vengono attribuiti non ci sono mai stati, perché c'è un'impenetrabilità al malaffare. Quello che c'è sono solo chiacchiere ed insulti", ha aggiunto il presidente della Regione siciliana.

Lombardo ha poi negato di essere mai stato a casa di Rosario Di Dio, il boss catanese cui secondo alcune notizie avrebbe chiesto appoggio elettorale. "Per quanto riguarda Di Dio - ha affermato - è un consigliere comunale e assessore, per qualche mese sindaco del Comune di Castel di Iudica in provincia di Catania a cavallo tra il '91 e il '92. Lo incontro in quanto assessore agli Enti Locali e come altri sindaci veniva a sollecitare misure per lo sblocco di concorsi fermi da 5-6 anni. Certamente conobbi in quelle settimane in relazione a questo fatto il signor di Di Dio. A casa sua? Non no nemmeno dove abita. Perché avrei dovuto andarci a casa?". Il governatore ha poi continuato: "Di Dio diventa titolare di un distributore sulla Catania-Gela, molto frequentato perché c'è anche un bar aperto 24 ore su 24. Lì ho incontrato spesso chi stava alla cassa, quando pagavo il caffè. Compreso Di Dio".
Riguardo quanto detto da un collaboratore di giustizia sul fratello Angelo, Lombardo ha smentito categoricamente: "Mio fratello non è mai stato picchiato" per favori promessi ma non concessi ai mafiosi. "E' una sciocchezza, una bugia - ha detto ancora - e se uno viene picchiato per una ragione oscura o si cura a casa oppure si avvale di medici compiacenti. Mio fratello, invece, si è fatto ricoverare in un grande ospedale, vi è rimasto per diversi giorni ed è stato visitato da diversi medici e infermieri. Che motivi avrebbero - ha concluso Lombardo - tutte queste persone di mentire?".

Parlando a margine della conferenza, poi, Lombardo ha affrontato la questione della crisi di governo: "Mi auguro che non si vada alle elezioni anticipate, che sarebbero nefaste. Sono certo che se tiene il governo si va alle elezioni, mentre se se ne crea uno di responsabilità saranno scongiurate. Insomma - ha proseguito il governatore - se i numeri sono in mano a Pdl e Lega allora staccheremo al spina a questto esecutivo, altrimenti con un altro governo la legislatura durerà fino al 2013".

Secondo il sindaco di Palermo, Lombardo "ha rovinato questa terra" - "Non c'è alcun rapporto con Lombardo, un presidente che ha distrutto tutto quello che era rimasto di buono in questa terra". Il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha polemizzato a distanza con il governatore siciliano a margine di una conferenza stampa a Villa Niscemi. "Stiamo vivendo un momento di paralisi totale, non è stata avviata alcuna iniziativa e non si spende un solo euro".
Per Cammarata "il governo Lombardo è la cosa maggiormente deteriore degli ultimi anni. E' stato bravo solo a nominare molti commissari in giunta: un vero scandalo. Sta facendo di fatto governare chi ha perso le elezioni. E tutto questo solo a suo vantaggio. Con Lombardo ho rotto da tempo".
Il sindaco ha poi sottolineato che "quasi regolarmente si parla di mie dimissioni. Oggi più di ieri in vista di presunte elezioni anticipate. Un grande errore perché al momento non ho alcuna intenzione di dimettermi e si dà per morto un governo nazionale che invece sono convinto otterrà la fiducia. Per quanto riguarda me: il mio incarico da sindaco scade nel 2012 e non prima".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it]

- Il Blog di Raffaele Lombardo

- Parla Raffaele Lombardo... (Guidasicilia.it, 19/11/10)

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20 novembre 2010

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