La rabbia e l'odio che nasce nelle periferie. Bruciano i sobborghi di Parigi, bruceranno anche quelli italiani?

07 novembre 2005

Le banlieues di Parigi, i sobborghi della Villa Lumière, continuano ad essere messi a ferro e fuoco dai Beurs, i ''borgatari'' figli o i nipoti degli immigrati.
Parigi brucia, infuocata dalla rabbia di questi ragazzi che non sono veri immigrati, perché nati in Francia, ma che non si sentono neppure autentici francesi. E' la rabbia, quindi, di persone senza appartenenza? Sicuramente è la rabbia di persone alla quale è stata fatta mancare la giusta dignità, che ha creato un'aggregazione violenta e selvaggia.
E' la rivolta delle periferie di Parigi, brutte, sporche e cattive come la maggior parte delle periferie di tutti i Paesi dell'Europa e del Mondo. Periferie che sono discariche di immondizia e di derelitti, discariche della dignità dell'uomo.
A Parigi tutto è iniziato una decina di giorni fa con il fuoco, il fuoco che ha carbonizzato due minorenni a Clichy-sous-Bois, che si erano nascosti in una centralina elettrica mentre fuggivano convinti di essere inseguiti dalla polizia.
Da quel giorno le notti delle banlieues sono vermiglie, e nell'aria grosse colonne di fumo intossicano i polmoni e l'anima di chi le abita.

I fatti di Parigi iniziano a preoccupare tutta l'Europa e le politiche sull'immigrazione diventano le tematiche da affrontare con urgenza.
In Italia, secondo Romano Prodi, leader della coalizione di centrosinistra, che si verifichi quello che in questi giorni succede a Parigi è solo questione di tempo.
''Non crediamo di essere così diversi da Parigi, è solo questione di tempo. Abbiamo le peggiori periferie d'Europa'', ha detto il leader dell'Unione affrontando il tema delle città alla Fabbrica del programma di Bologna. ''Le nostre periferie sono una tragedia umana e se non facciamo interventi seri, sul piano sociale e con l'edilizia, avremo tante Parigi. Ci sono condizioni di vita pessime e infelicità anche dove sono tutti italiani''.
Le parole di Prodi hanno scatenato parecchie polemiche da perte del centrodestra che ha commentato dicendo che tali affermazione ''incitano all'odio e servono solo a terrorizzare gli italiani''.

Purtroppo le affermazioni di Prodi non sono lontane dalla verità se si prendono in esame quartieri come quello di Il quartiere ''Zen'' di PalermoScampia a Napoli, o quello dello Zen di Palermo. Quartieri dove gli stenti sono la quotidianità, i nemici sono i rappresentati dello Stato e dove la presenza di questi è percepita con estrema ostilità.
Questi nostri luoghi vivono ogni giorno gli stessi drammi delle banlieues parigine, il degrado ha il posto della dignità dell'uomo, e l'unico sentimento che è possibile nasca negli animi di chi li abiti è la rabbia e la sfiducia nei confronti dello Stato.
Bisogna far rifiorire questi luoghi, bisogna far ritornare la fiducia e la speranza negli animi delle persone che li abitano, bisogna aprire gli occhi davanti a queste realtà, se non si vuole che le notti di Scampia o dello Zen siano rischiarate dal fuoco della rabbia.  

- ''La collera degli esclusi'' di Bernardo Valli (la Repubblica)

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07 novembre 2005

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