La Regione chiude altri punti nascita

L'assessore Borsellino ha dato via al provvedimento attuativo della rete ospedaliera sui punti nascita non previsti nella nuova rete varata lo scorso 23 gennaio

27 febbraio 2015

L'assessore per la Salute, Lucia Borsellino ha dato il via ai provvedimenti attuativi della rete ospedaliera sui punti nascita non previsti nella nuova rete varata lo scorso 23 gennaio.
"Tra i primi provvedimenti attuativi della nuova rete, l'assessore - dice una sua nota - ha dato disposizioni, attraverso i dirigenti generali dei due dipartimenti, alle Aziende sanitarie sedi di punti nascita per i quali è prevista la dismissione nella nuova rete ospedaliera, di avviare gli ulteriori procedimenti di chiusura, con il mantenimento, nei presidi pubblici di interesse, della temporanea guardia attiva ostetrico-ginecologica h24 fino al completamento della dismissione. Le aziende dovranno provvedere altresì, a garantire la messa in sicurezza del percorso di assistenza alle future mamme, assicurando contemporaneamente le condizioni di recettività in sicurezza dei Punti Nascita che dovranno accogliere la maggiore domanda, nonché altre attività di supporto alle famiglie".

"Le Aziende interessate - dice l'assessorato - dovranno curare, anche, le dovute attività di informazione e comunicazione da concertare con i territori sulla nuova organizzazione dei servizi per l'assistenza materno-infantile nonché il collegamento funzionale con gli stessi ambiti territoriali".

Dopo 15 punti nascita pubblici e privati che già dal 2012 con Leonforte e Piazza Armerina, hanno cessato l'attività legate al parto, seguite nel 2013 da Niscemi, Mazzarino, Augusta, Alcamo, Mazara e nel 2014 Barcellona e Mistretta, oltre alle case di cura private Valsalva di Catania, Orestano e Demma di Palermo, Villa Rizzo di Siracusa e Villa dei Gerani di Trapani, è la volta di Licata, Paternò e Cefalù. Disposizioni di disattivazione delle attività di ostetricia finalizzata alla nascita riguardano anche la casa di cura Argento di Catania.
Proprio in relazione alla nota diffusa dall'assessore Borsellino in merito alla chiusura dei punti nascita, le case di cura Orestano, nella persona del dottor Piefausto Orestano, e la Nuova casa di cura Demma, nella persona del dottor James Cucinella, dicono, "a tutela del buon nome e dell'immagine delle strutture", che i loro punti nascita "non sono stati chiusi dalla pubblica amministrazione per mancanza di requisiti o perché non erogavano il numero minimo di 500 parti l'anno, tant'è che ne erogavano, in media, circa 800 l'anno, e che, pertanto rispettavano tutti i requisiti di legge ed erano sicuri. In realtà, la chiusura dei punti nascita delle case di cura accreditate Orestano e di Demma è stata frutto, esclusivamente, di una libera scelta aziendale".

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27 febbraio 2015

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