La Regione Sicilia entra a far parte dei i soci leader di Capitalia

Sarà lo stesso presidente della Regione Sicilia, Cuffaro, a rappresentarla

19 novembre 2003
La Regione siciliana, con la sua quota del 3,3% entra nel patto di sindacato che governa il gruppo bancario Capitalia di cui fa parte il Banco di Sicilia. L'annuncio dell'intesa è stato dato, poche settimane fa, dal presidente Salvatore Cuffaro che rappresenterà la Regione nel patto che costituisce il parlamentino dei grandi azionisti della banca.
La presenza ai vertici della proprietà della massima espressione dell'amministrazione siciliana dimostra due cose: da una parte l'importanza strategica che viene attribuita a questa intervento e dall'altro che il ruolo dei soci non sarà solo notarile. Tanto più che dell'accordo fanno parte notai eccellenti della finanza internazionale (gli olandesi di Abn Amro) e di quella italiana (da Ligresti a Tronchetti, da Colaninno a Marchini ed Angelucci).

L'accordo di vertice a Capitalia è già stato definito il "patto dei presidenti" perché ciascuno dei componenti sarà presente con la più alta carica rappresentativa. La Fondazione Banco di Sicilia, che possiede il 3,1% resterà fuori dal patto. Questo vuol dire che, almeno in teoria, queste azioni saranno vendibili in borsa.

L'Irfis (Mediocredito della Sicilia), secondo le previsioni, dovrà fondersi con Ircac (Istituto Regionale per il Credito alla Cooperazione) e Crias (Cassa Regionale per il credito alle imprese Artigiane siciliane) dando vita ad un Medio credito regionale impegnato a sostenere lo sviluppo dell'imprenditoria locale. Vuol dire che attraverso la costituzione di fondi chiusi potrà entrare nel capitale delle imprese per agevolarne la crescita. "In questo senso -ha dichiarato Cuffaro abbiamo già   individuato importanti tavoli di confronto con le organizzazioni imprenditoriali siciliane". Resta da identificare il controllo del nuovo Mediocredito. In termini puramente numerici spetterebbe alla Regione che ha il 30% dell'Irfis e la totale proprietà di Ircac e Crias.

Quindi al momento della fusione Palazzo dei Normanni diventerebbe il protagonista assoluto della partita mandando in minoranza Capitalia che, attraverso il Banco di Sicilia ha in mano il 70% dell'Irfs. "Abbiamo già avviato dei contatti -ha spiegato Cuffaro. E' chiaro che non è intenzione della Regione avere il comando delle operazioni. Serve un partner bancario. II candidato naturale è Capitalia in quanto principale azionista dell'Irfs. Tuttavia se volesse tirarsi indietro non mancherebbero certo altre istituzioni alle quali potremo rivolgerci".

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19 novembre 2003

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