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La Regione Siciliana finanzia un drone robot per mappare i tesori subacquei

L'obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio culturale sommerso attorno all'Isola

10 gennaio 2022
La Regione Siciliana finanzia un drone robot per mappare i tesori subacquei
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Un progetto di indagine e documentazione dei fondali marini della Sicilia, con l'aiuto di innovativi sensori e robot, alla scoperta di nuovi siti archeologici subacquei.
È stato finanziato dalla presidenza della Regione Siciliana (con oltre 500mila euro), d'intesa con la Soprintendenza del mare, allo scopo di gettare le basi per l'istituzione di un Centro di eccellenza dell'archeologia subacquea.

Archeologia subacquea. Ritrovamento rostro nave romana nelle acque delle Egadi (TP)

L'obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio culturale sommerso attorno all'Isola, per dare continuità al lavoro svolto dal compianto assessore Sebastiano Tusa.

"I fondali siciliani - ha detto il presidente della Regione, Nello Musumeci - ci hanno restituito negli anni e continuano a custodire tesori preziosi, testimonianza di millenni di storia e di cultura. L'importante lavoro di ricerca che il governo regionale ha finanziato permetterà di creare una mappatura dettagliata della situazione sottomarina da mettere a disposizione non solo degli specialisti del settore, ma anche degli studenti, turisti, appassionati di storia, gli interessanti ritrovamenti archeologici”.

Drone subacqueo Auv (Autonomous underwater vehicles)

"Il progetto - sottolinea l'assessore dei Beni culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà - avrà la durata di circa tre mesi, e interesserà i fondali di Palermo, Ustica, Isole Eolie e delle province di Catania, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta, Agrigento e Trapani. Si avvarrà dell'utilizzo di un drone subacqueo (Auv-Autonomous underwater vehicles), in grado di effettuare contemporaneamente scansioni con strumenti sonar incorporati, immagini video e fotografiche in maniera autonoma attraverso un percorso di navigazione".

È previsto anche l'utilizzo di reti di sensori sottomarine innovative che forniranno in tempo reale dati utili per la sorveglianza dei siti e per monitorare la conservazione dei reperti. Le attività saranno gestite dalla Soprintendenza del mare, con una squadra di archeologi subacquei, documentaristi e ricercatori. La prima fase sarà dedicata alla ricerca a campione a una profondità batimetrica da 50 a 200 metri di profondità e sarà realizzata una mappatura dei fondali.

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10 gennaio 2022
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