La rivolta delle Isole Pelagie. I lampedusani minacciano che in assenza di risposte concrete...

22 novembre 2006

L'altro ieri avevano sfilato in corteo lungo le strade dell'isola e occupato la stanza del sindaco, Bruno Siragusa, per manifestare contro ''l'indifferenza delle istituzioni ai loro problemi''.
Ieri, gli esponenti del comitato cittadino di Lampedusa hanno deciso di rilanciare, annunciando che, in assenza di risposte concrete, da domani impediranno alle forze dell'ordine di trasferire nel centro di accoglienza gli immigrati che sbarcano sull'isola.

E mentre i lampedusani annunciano battaglia, Giovanna Maraventano, la leghista più meridionale d'Italia, ristoratrice di professione prestata alla politica, ieri è andata a manifestare davanti a Montecitorio accusando destra e sinistra di essere rimaste sorde alle richieste dei suoi compaesani.
La lista delle rivendicazioni del comitato è lunga: il potenziamento delle infrastrutture - come la costruzione di un nuovo scalo per l'attracco delle imbarcazioni a Lampedusa e di un porto e un eliporto a Linosa -; la realizzazione del depuratore e di una sala parto; il miglioramento dei trasporti, definiti obsoleti sono solo alcune delle richieste dei lampedusani.
''Chi vive qui affronta spese proibitive - dicono - da quelle sanitarie a quelle relative al gas, all'energia e ai prodotti di prima necessità''. E non manca un accenno al problema degli sbarchi. ''I media danno un'immagine falsata del problema immigrazione - sostengono gli esponenti del comitato - e questo ha ripercussioni negative sul turismo''.

D'accordo con i cittadini il sindaco che ''condivide i motivi della manifestazione'' ma chiede ''cautela'' e ''senso di responsabilità'', invitando il Comitato a mantenere la protesta in termini ''civili e nel rispetto della legge''. ''Ho ricevuto una telefonata del Viminale - ha detto il sindaco - qualcosa si sta muovendo''.
Invece la Maraventano spara a zero su tutte le forze politiche. ''Cuffaro e Prodi sono assenti su tutto - ha spiegato la passionaria del Carroccio, non nuova a iniziative clamorose, quest'estate occupò la banchina del porto -. A Lampedusa non abbiamo trasporti, strutture, ospedali, scuole; ci sono persone malate di tumore che non possono andare a fare la terapia perché non ci sono posti in aereo''. ''Cosa ha fatto Cuffaro per Lampedusa? - chiede provocatoriamente - Cosa ha fatto Prodi? Prodi conosce Lampedusa? Invece di spendere soldi per un centro di accoglienza dovrebbe dare ai cittadini lampedusani la possibilità di vivere dignitosamente''. La leghista, infine, incalza le istituzioni anche sul problema immigrazione invocando ''una nave militare che blocchi le ondate migratorie''. [La Sicilia]

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22 novembre 2006

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