La sconosciuta

Il regista premio Oscar, Peppuccio Tornatore, torna al noir a più di 10 anni da 'Una pura formalità'

19 ottobre 2006


 





Noi vi segnaliamo...
LA SCONOSCIUTA
di Giuseppe Tornatore

Una città italiana, ai giorni nostri. La ''sconosciuta'' si chiama Irena, è arrivata anni prima dall'Ucraina e vive nella città tra i fantasmi del suo passato e la ricerca del presente. Sembra avere un obiettivo preciso quando riesce a trovare un lavoro di pulizia in un palazzo di fronte al quale è andata ad abitare facendone oggetto di osservazione. Lustra le scale del palazzo, Irena, ma il suo vero bersaglio è una famiglia di orafi che vi abita, gli Adacher, la moglie Valeria, il marito Donato e la figlioletta Tea. Per lavorare da loro, con freddo calcolo diventa amica della vecchia domestica Gina, col risultato di prenderne il posto: di qui, il disegno della ''sconosciuta'' prende la forma di un inesorabile, progressivo inserimento in quella famiglia, dove si conquista fiducia e, in qualche modo, potere.


Anno 2006
Distribuzione Medusa
Durata 118'
Regia e Sceneggiatura Giuseppe Tornatore
Con Claudia Gerini, Alessandro Haber, Michele Placido, Angela Molina, Ksenia Rappoport, Piera Degli Esposti, Pierfrancesco Favino, Margherita Buy
Musiche Ennio Morricone
Genere Drammatico 

''La sconosciuta'' è un progetto che risale al 1987, a diciannove anni fa. E come ha raccontato il regista: ''Come molti dei miei film, anche quello che ho appena realizzato nasce da un contrattempo, oltretutto neanche troppo originale. Al momento del decollo un progetto lungamente meditato e preparato segna il passo. Lo smarrimento, l'amarezza e l'urgenza di non perdere altro tempo dissolvono in un sol colpo ogni remora, e l'irruzione nel cassetto-purgatorio delle storie dormienti diviene ineluttabile''. Continua Tornatore: ''Probabilmente lo definiranno un noir, ma la definizione, come al solito, non esaurirà la natura dell'opera, un complesso intreccio di sentimenti e di mistero rivelatosi anche a me poco a poco durante le riprese. Ma se mi costringessero ad azzardare una definizione semplice e calzante sul senso del film direi ch'è una favola nera dei nostri tempi''

Budget da 8 milioni di euro e cast di primo piano: Michele Placido nei panni di un cattivo, Claudia Gerini in quelli di un'orafa con una figlia, oltre ad Alessandro Haber, Margherita Buy, Piera Degli Esposti e Pierfrancesco Favino. Le musiche sono di Ennio Morricone, e sono state scritte parallelamente alla sceneggiatura e utilizzate durante le riprese, in qualche scena nella quale la protagonista canticchia il tema del film. Il 95 per cento del film è stato girato a Trieste, anche se l'ambientazione non viene mai citata. Solo una piccola parte si svolge a sud di Roma. Ma perché Tornatore si è innamorato di Trieste? ''La scelta di un luogo è sempre una delle cose più misteriose nella vita di un film. Trieste è una città misteriosa, piena di contrasti. E' una città del nord, fa freddo, ma qui c'è una luce che non ho mai visto altrove. L'architettura è straordinaria. E' una città che non è del tutto Italia, ma neanche del tutto 'non Italia', una specie di limbo geografico e stilistico, un invito per chi cerca qualcosa di nuovo''.

La critica
''(...) a noi è sembrato bello solo per un'ora (...). (...) La sconosciuta inizia come un thriller, prosegue come un melodramma e finisce come un poliziesco, mescolando troppi toni e raccontando troppe cose.''
Alberto Crespi, 'l'Unità'
 
''(...) interpretato da un cast di attori bravi oltre che dalla protagonista Ksenia Rappaport, è un melodramma realizzato con uno stile nuovo molto interessante. (...) Pochi difetti, dal punto di vista strettamente cinematografico: qualche belluria in più (la solita tromba delle scale a volute curvilinee), qualche indugio in più (sulla faccia e sul corpo di malmenati o uccisi), un commento musicale di Ennio Morricone invadente e facile, un finale imbarazzante. (...) forse sarebbe meglio se Tornatore la prossima volta chiedesse la collaborazione di uno sceneggiatore professionista.''
Lietta Tornabuoni, 'La Stampa'
 
''Emozioni nel thriller dark, con luci nordiche e passioni sudiste, ma soprattutto è melò che contiene tutto il senso del cinema di Tornatore e la voglia di stupire il pubblico, esprimere incubi attuali: ma non denuncia, glossa.''
Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera'
 
''Più si rivela il percorso del personaggio principale, meno esso è interessante. E il film sfocia in un buonismo contrastante con le premesse, come se l'intervento di polizia e magistratura (il braccio pubblico) potessero rimediare ai danni fatti dai privati. Peggio, Tornatore rappresenta ogni dieci minuti l'iper-crudeltà schematicamente, come se bontà e cattiveria dipendessero dai «rapporti di produzione», come si diceva una volta, o dal reddito, come si dice ora. È la realtà la vera Sconosciuta, del film.''
Maurizio Cabona, 'il Giornale'
 
''Sei anni dopo ''Malèna'', Tornatore punta tutto sui flashback, sul cuore di mamma, sul risvolto sociale che una volta voleva dire ''drogati'' e oggi vuol dire ''immigrati'', sulla puttana redenta, su un cast con Michele Placido violento e pelato. Confessione preventiva: abbiamo fischiato, e non ce ne pentiamo.''
Mariarosa Mancuso, 'Il Foglio'

Presentato alla I edizione di ''Cinema. Festa Internazionale di Roma'' nella sezione 'Première'

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19 ottobre 2006

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