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La scuola della ''Riforma Moratti'' diventa più lunga e prevede l'alternanza scuola-lavoro

La scuola diventa obbligatoria fino a 18 anni e cercherà di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro

29 marzo 2005

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due provvedimenti della tanto contestata riforma scolastica voluta dal ministro Letizia Moratti.
Il primo provvedimento approvato è quello che prevede il prolungamento dell'obbligatorietà degli anni scolastici che diventeranno dodici, invece dei nove attuali (e comunque fino al conseguimento di un titolo di studio entro il diciottesimo anno di età dello studente). ''L'innalzamento dell'obbligo - ha spiegato il ministro Moratti - significa innalzare le capacità di conoscenza e competenza dei giovani e quindi dar loro l'opportunità di un lavoro più qualificato e più remunerato''.
Il secondo provvedimento approvato, che riguarda l'alternanza scuola-lavoro, ''porterà i ragazzi a essere protagonisti nel proprio percorso e consentirà loro di fare scelte consapevoli''

Il percorso dell'innalzamento dell'obbligo scolastico sarà graduale. Quest'anno sarà da nove a dieci, con un investimento di 16 milioni di euro tratti dalla finanziaria 2004, per l'esenzione dalle tasse e per l'incremento delle spese di funzionamento. A seguire, nel 2006, per garantire l'innalzamento di un ulteriore anno di obbligo scolastico e formativo (da dieci a undici anni) saranno utilizzate risorse della Finanziaria 2005 per 25 milioni di euro.

Dal prossimo anno dunque, ha sottolineato il ministro Moratti commentando l'approvazione del Consiglio dei ministri, saranno inseriti nel sistema scolastico e formativo 30.000 ragazzi in più ogni anno che si aggiungeranno ai 90.000 già inseriti per effetto dell'innalzamento dell'obbligo di un anno già attuato e dei percorsi sperimentali di formazione professionale realizzati dalle regioni. Ancora, ha aggiunto, "vengono aumentate da 34 a 45 milioni, con un incremento di 11 milioni, le risorse destinate al completamento dei corsi sperimentali di istruzione e formazione professionale e all'attivazione del quarto anno".
L'innalzamento del livello di scolarità, ha detto ancora la Moratti, "avrà effetti positivi sui singoli studenti e più in generale sul sistema Paese. Tutte le statistiche nazionali e internazionali, infatti - ha osservato - concordano sul fatto che a livelli di istruzione e formazione più elevati corrispondono posti di lavoro più qualificati e più remunerati. Secondo L'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) - ha precisato - ad ogni anno di istruzione e formazione in più corrisponde un punto in più del Pil".

Numerosi gli impegni e le precisazioni che il decreto legislativo prevede e dispone, tra i quali:
- parla della responsabilità dei genitori per l'adempimento del dovere di istruzione e formazione;
- dispone che siano i Comuni a vigilare sull'ottemperanza sia per quanto riguarda le scuole che i centri di formazione professionale accreditati dalle Regioni;
- prevede servizi di orientamento delle scuole secondarie sulla base dei percorsi personalizzati di ciascun allievo con il coinvolgimento delle famiglie e delle istituzioni scolastiche e formative.
Dispone inoltre:
- sanzioni per i genitori inadempienti;
- l'esenzione da qualsiasi tassa di frequenza per le scuole statali;
- un sistema di monitoraggio congiunto dei ministeri dell'Istruzione e del Lavoro sull'attuazione del decreto con relazione triennale al Parlamento.

Il secondo decreto approvato prevede che gli studenti ''che abbiano compiuto il 15esimo anno di età potranno realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, sia nei percorsi liceali sia in quelli dell'istruzione e formazione professionale. Questa particolare metodologia - ha detto il ministro Moratti - serve a rendere l'apprendimento più attraente per i giovani, come raccomandato dall'Unione europea''.

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29 marzo 2005
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