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La sfiducia

Pdl, Pid e Forza del Sud preparano la mozione di sfiducia a Lombardo. Anche il Pd di Enna contro il governatore

09 dicembre 2010

I gruppi parlamentari di Pdl, Pid e Forza del Sud, riunitisi martedì scorso a Palazzo dei Normanni, "si sono determinati sulla opportunità di presentare una mozione di sfiducia al presidente della Regione, Raffaele Lombardo" a loro dire "artefice di maggioranze variabili e di ribaltoni politici in spregio al voto del popolo, e responsabile della paralisi amministrativa che ha determinato un aumento del deficit strutturale del bilancio regionale, la perdita dei finanziamenti nazionali e il grave blocco dei fondi comunitari con una spesa che raggiunge appena il 6% a due anni dall'avvio del Por 2007-13". "In ogni caso - hanno aggiunto - verrà valutato di esaminare la mozione preservando i tempi per l'approvazione del bilancio di previsione del 2011 e la legge finanziaria che devono essere varati entro la fine dell'anno".
Questa l'affermazione di Saverio Romano e Rudy Maira, leader nazionale e capogruppo regionale dei Pid all'Ars.
"La Sicilia, per l'incapacità di Lombardo e del suo governo - hanno sostenuto ancora Romano e Maira - è paralizzata dal punto di vista politico, economico e burocratico. L'alleanza surrettizia con il Pd è il paradigma di un ribaltone contro la volontà dei siciliani. L'azione di Raffaele Lombardo non può che essere definita come malgoverno della Sicilia per i danni che sta causando ai settori produttivi, alle imprese ed alle famiglie, e non ultime le nomine di natura clientelare nei sottogoverni".
"In due anni e mezzo - hanno concluso - l'isola è precipitata in una crisi economica che ha connotati ben più evidenti rispetto al resto del Paese: è aumentata la disoccupazione e con essa il fenomeno migratorio".

Il presidente del gruppo parlamentare Pd all'Ars, Antonello Cracolici, ha commentato così l'azione dell'opposizione politica: "Siamo al bue che dice cornuto all'asino. È davvero paradossale che coloro che hanno contribuito a produrre il disastro in Sicilia si siano trasformati in censori del loro stesso operato. Dire che in Sicilia si siano spesi soltanto il 6% delle risorse europee è un fatto, salvo non dire che questa spesa riguarda le annualità nelle quali questi signori hanno governato la Sicilia con propri assessori. Il fallimento della spesa comunitaria - ha concluso Cracolici - ha un nome e cognome: il governo che nel 2007 ha riproposto anche per i sei anni 2007-2013 la stessa programmazione fallimentare che si è prodotta nei sei anni precedenti 2000-2006".
"Da Cracolici e Lupo, men che meno da Lombardo - ha risposto Rudy Maira -, non accettiamo lezioni di democrazia davanti ad un così evidente sovvertimento del voto dei siciliani. Quanto agli esempi zoologici, direi che i protagonisti politici del Lombardo quater siano assimilabili ai camaleonti".

Ma il vero problema del "PD che appoggia Lombardo" non è tanto quello, ovviamente, rappresentato da chi sta all'opposizione; è all'interno del partito che malumori, rimbrotti e vertigini dovrebbero fare preoccupare Cracolici e Lupo.
"Con il 97% di oltre 5 mila votanti in sei comuni, nell'Ennese il Partito democratico ha detto no al sostegno al governo regionale di Raffaele Lombardo". Il senatore Vladimiro Crisafulli ha reso noti i risultati sul referendum che ieri, 8 dicembre, si è svolto in sei comuni dell'Ennese. "E' una grande soddisfazione - ha osservato Crisafulli - per l'elevata partecipazione. Abbiamo avuto maggiori adesioni e votanti rispetto alle primarie su Bersani e Franceschini. È segno che c'è voglia di esprimersi e di dire 'no' al governo Lombardo".
La domanda posta era: "Condividi la permanenza del Pd nella maggioranza che sostiene il governo Lombardo?. Il 97% di 5.048 votanti, secondo i dati resi noti, ha detto no. Sull'esito del referendum, il senatore del Pd ha osservato che "il gruppo dirigente del partito in Sicilia non potrà non tenerne conto. È la conferma di quello che io da tempo sostengo inascoltato. Cosa accadrà adesso nel Pd? Non lo so".
Ieri dalle 8 alle 22 si è votato a Enna, Pietraperzia, Valguarnera, Regalbuto, Nissoria e Barrafranca. Entro il 19 dicembre, ha annunciato Crisafulli, il referendum si svolgerà nei restanti comuni dell'Ennese.

[Informazioni tratte da Ansa, Italpress, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

 

 

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09 dicembre 2010
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