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La Sicilia artistica e monumentale si sta sgretolando

Sequestrate le statue del Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna davanti al Palazzo Reale di Palermo

29 novembre 2010

L'Arte e la Cultura della Sicilia si sgretola, sotto i colpi dell'incuria e del tempo. A Palermo, nell'arco di pochi giorni, gli agenti del nucleo Tutela patrimonio artistico della polizia municipale hanno posto sotto sequestro tre complessi architettonici. L'ultimo sequestro, in ordine di tempo, riguarda le statue del complesso monumentale "Teatro Marmoreo di Re Filippo V di Spagna" che si trova nel parco davanti alla piazza del Parlamento e al Palazzo Reale.
Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore Salvatore Leopardi che ha ipotizzato i reati di danneggiamento del patrimonio artistico nazionale e di pericolo per l'incolumità pubblica.

Si tratta di una composizione architettonica e scultorea dedicata al sovrano spagnolo Filippo V, la cui statua marmorea a figura intera si eleva al di sopra di un complesso trofeo marmoreo ricco di statue, rilievi, fregi, epigrafi. Eretto nel 1661 di fronte all'ingresso del Palazzo Reale, sede dell'Assemblea regionale siciliana, fu progettato da Carlo D'Aprile con la collaborazione degli scultori, Luigi Geraci, Gaspare e Pietro Serpotta, e altri marmorari.
L'operazione di sequestro delle strutture è scattata a seguito di indagini rientranti in un piano di verifiche dei beni culturali cittadini predisposto dal comandante della Polizia municipale di Palermo, Serafino Di Peri.
Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di accertare "una grave situazione di incuria, di atti vandalici e di furti che hanno degradato notevolmente il pregiato monumento". E' stata verificata la "completa e prolungata assenza di pulizia e tutela", l'opera, infatti, risulta infestata da vegetazione spontanea che ha causato spaccature e distacchi di alcune sue parti. Nella parte destra del trofeo, in prossimità dell'ingresso, risulta asportata una considerevole parte della balaustra che circonda la rappresentazione centrale. Sparite pure le otto colonne marmoree poste a sostegno della balaustra stessa oltre ai battenti dell'antica cancellata che delimitava l'accesso al monumento. Diverse statue del complesso sono danneggiate e prive di alcune parti. Nel corpo centrale si notano parti frantumate, distaccate e pericolanti, che costituiscono pericolo per la pubblica incolumità, in particolare un'ampia lastra di ardesia è distaccata ed in procinto di crollare.

Nel 2006 il monumento era già stato sequestrato da un precedente intervento del nucleo, ma fino ad oggi nessun provvedimento risulta essere stato adottato per la sua salvaguardia e per la tutela della Pubblica incolumità, determinando il peggioramento delle sue condizioni e addirittura la crescita di alberi con fusti considerevoli tra i gradini del complesso e tra le composizioni scultoree con ulteriore aggravamento dei danni presistenti.
Il complesso è di proprietà del Comune di Palermo e gestito, riguardo alla manutenzione e tutela, dal Servizio beni artistici del settore Centro storico ed è sottoposto a vincolo monumentale dalla Soprintendenza ai Beni culturali.
"Con questo ulteriore intervento, dopo quelli della Chiesa della Gancia e dell'arco della Zisa - ha detto il Comandante Serafino Di Peri - continua la nostra attività a tutela del patrimonio monumentale della nostra città".

"All'inizio del 2011 inizieranno i lavori di restauro", ha affermato l'assessore al Centro storico di Palermo Maurizio Carta. "Il restauro del complesso scultoreo sarà finalmente possibile grazie all'espletamento del bando da 12 milioni di euro recentemente aggiudicato dall'ufficio Centro storico grazie allo sblocco di appositi fondi europei ottenuti attraverso la Regione siciliana. - ha spiegato - Il progetto prevede la completa riqualificazione di piazza della Vittoria, piazza Bologni e piazza Marina". "Oltre al restauro del complesso marmoreo di Filippo V (672.000 euro), - ha spiegato Carta - tutta piazza della Vittoria godrà di un intervento di ampio respiro mirato soprattutto a restituire qualità al suo godimento vista anche la sua posizione strategica rispetto ad importanti centralità". Il progetto prevede: il rifacimento della pavimentazione e dei marciapiedi (1,06 milioni di euro); l'arredo urbano (730.000 euro); l'illuminazione sia di Villa Bonanno che del lato su corso Vittorio Emanuele (430.000 euro). "L'intervento di recupero delle piazze - ha concluso l'assessore al Centro storico - non solo permette di eliminare il degrado dei monumenti e degli spazi urbani, ma è una strategia che stimolerà ulteriori interventi di restauro architettonico, di rivitalizzazione economica e di rigenerazione sociale, agevolando anche la progressiva pedonalizzazione del centro storico".

Ma il problema dello sgretolamento del patrimonio artistico e monumentale non riguarda solo Palermo ma l'intera isola.
Proprio nelle settimane scorse era crollato, a Gela, il portale del santuario di Maria Santissima D'Alemanna, patrona della città (LEGGI). La struttura risaliva alla fine del 1400.
E proprio in merito ai sequestri, a Palermo, della Chiesa della Gancia (LEGGI), dell'Arco della Zisa (LEGGI) e per ultimo del Complesso Marmoreo di Filippo V, è intervenuto l'assessore regionale dei Beni culturali e dell'Identità siciliana, Sebastiano Missineo. "La Regione - ha spiegato - interverrà, come sempre, per tamponare le emergenze, fermo restando che le nostre risorse non sono infinite. Noi abbiamo sempre fatto la nostra parte ma gli enti che sono proprietari di Beni culturali devono collaborare e non possono tirarsi indietro dal farsi carico delle loro responsabilità. Spesso viene chiesto alle Soprintendenze di agire immediatamente per rimediare a notevoli ritardi. Invece basterebbe che le amministrazioni svolgessero la normale manutenzione, che è di loro competenza, per scongiurare il degrado rispettando anche i criteri di economicità visto che è più costoso intervenire quando ormai il danno è fatto". "La Gancia - ha precisato Missineo - fa parte del patrimonio del Fondo Edifici di Culto, amministrato dal ministero dell'Interno. La Zisa e il monumento di Filippo V sono di proprietà del Comune di Palermo. Per la Cattedrale del capoluogo, invece, erano stati inseriti nella finanziaria 2010 circa due milioni di euro a valere sui fondi Fas che il Governo nazionale non ci ha mai dato. Da parte nostra c'è grande disponibilità ma sono gli enti proprietari che, in prima battuta, devono tutelare i propri beni".
"Complessivamente i beni gestiti dalla Regione in città e in provincia - ha aggiunto Gaetano Gullo, soprintendente per i Beni Culturali di Palermo - stanno bene. È chiaro che si può fare di più e meglio, ma non vorrei che dopo i fatti di Pompei si stia generalizzando troppo".
Nei prossimi giorni, i tecnici dell'assessorato effettueranno una verifica sulle richieste di "somma urgenza" provenienti da tutta la Sicilia. "Servirà - ha concluso l'assessore Missineo - per fare una ricognizione sui problemi segnalati dal territorio e per predisporre un piano di azione per il 2011. In ogni caso daremo priorità agli interventi sui beni regionali e, compatibilmente con i limiti imposti dal bilancio, chiederemo che le risorse a nostra disposizione - se non è possibile aumentarle - non vengano nemmeno diminuite".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ing, Ansa, La Siciliaweb.it, GdS.it, Corriere del Mezzogiorno, Italpress]

- La città d'arte va in briciole... di D. Prestigiacomo e C. Spinella

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29 novembre 2010
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