La Sicilia contro il governo nazionale, o viceversa?

Il presidente Lombardo e il senatore Lumia se la prendono con l'ostilità del governo nazionale verso il Sud

21 maggio 2011

"Dissi un anno fa che il berlusconismo era in declino. Ci sono i titoli dei giornali che lo dimostrano. Qui in Sicilia, purtroppo, il Pdl ha lasciato spazio agli estremisti e agli oltranzisti per rallentare il processo riformista, che però va avanti". Queste le parole del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, conversando quancke giorno fa con i giornalisti a Palazzo d'Orleans e commentando gli ultimi risultati elettorali. "Da Milano a Porto Palo di Capo Passero il Pdl ha perso. Se vuole ristrutturarsi escluda i facinorosi, gli estremisti, gli oltranzisti e gli arroganti. Dopo i risultati elettorali, attorno a Berlusconi, molta di questa gente ha cambiato tono o è già fuori dal circuito politico".
Oltre al "de profundis" dedicato al berlusconismo, in quell'occasione Lombardo ha attaccoto il ministro del Tesoro Giulio Tremonti: "Quando noi 2.500 anni fa, in Sicilia, scolpivamo la Dea di Morgantina, dalle parti del ministro Tremonti scavavano le radici per nutrirsi" ha detto il governaatore a proposito del diniego del ministro dell'Economia all'utilizzo da parte della Regione dei fondi Fas per coprire il mutuo della sanità. Lombardo ha criticato le posizioni del governo rispetto ai rapporti con la Regione siciliana su tanti temi, a cominciare dal federalismo. "Se vogliono la separazione, non ci sono problemi - ha sostenuto provocatoriamente - possiamo separarci in maniera consensuale, senza fare drammi. La Sicilia ha tante risorse per fare da sola".

Oggi Lombardo ha utilizzato il suo blog per tornare a parlare del difficile rapporto tra il suo governo e quello centrale di Roma. "Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Il governo nazionale smetta di essere ostile al sud e alla Sicilia. Non vedo perché si debba sempre speculare e alzare la voce. Abbiamo ad esempio sbloccato la Catania-Ragusa. La classe dirigente locale dia un’occhiata al piano industriale. Lo dico perché tra dieci anni, quando si riempirà di macchina e di cittadini, non si risolva solo in un grande affare per chi la costruisce ma per tutti i siciliani, per chi la usa. Teniamo conto che introduciamo il principio del pedaggio affidato ad un privato, quindi occhio a quello che succede. L’ho detto anche clamorosamente".
"Rispetto alle questioni di Ibla e dell’aeroporto di Comiso, sottolineo che il governo non fa le leggi. Il governo le propone o propone emendamenti. Mi assumo la responsabilità di un emendamento per il quale c’è la copertura finanziaria, che riguarda Ibla perché venga ripristinato per legge, e per l’aeroporto di Comiso, che abbia quei 5 milioni che gli permettano di partire domani e non quando i comodi di lorsignori ministri vorranno". "Servono, questi come i 5 milioni messi per la Catania-Ragusa, per scuotere dal torpore, dalla strafottenza, dall’indifferenza, dall’ostilità nei confronti del sud e della Sicilia dimostrata da questo governo". "La questione di Ragusa pare sia pronta per il Cipe. L’aeroporto lo facciano loro. Noi siamo pronti a sostenerlo comunque. Ma sarebbe una indecenza e una vergogna che, mentre Ancona ha i servizi pagati dallo Stato, un aeroporto come quello di Comiso che può avere più passeggeri di quello di Catania e che serve uno dei territori più ricchi della Sicilia, non possa ottenerli". "Che aspetta il ministro dell’economia a firmare? Noi siamo pronti a finanziarlo. Questo è quello che ho promesso". "Ci siamo anche occupati di Agrigento e, al di là delle polemiche e delle chiacchiere propagandistiche di qualcuno, noi facciamo il nostro dovere fino in fondo e rendiamo disponibili le risorse che abbiamo. Abbiamo proposto la via della nuova ordinanza che ci consenta una serie di deroghe e siamo pronti a mettere la nostra parte di risorse. E questi quattro ascari da strapazzo facciano in modo che anche Roma metta un poco di risorse per l’emergenza crolli in modo che una città strepitosa che accoglie nella sua Valle dei Templi centinaia di migliaia di turisti riacquisisca la dignità e le condizioni di sicurezza".

Anche il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, attribuisce al governo nazionale svariati problemi che affliggono la nostra Regione. "Il governo nazionale ha trasformato la Sicilia in un campo di battaglia senza esclusione di colpi. L’ultimo in ordine di tempo è stato il mancato trasferimento di 150 milioni di euro dei fondi Fas che la Regione avrebbe utilizzato per finanziare il credito di imposta. E’ bene specificare che i Fas sono risorse appartenenti alla Sicilia, trattenuti a Roma dal governo nazionale in modo ingiustificato ed arbitrario. L’obiettivo è palese: mettere in difficoltà il governo regionale agli occhi dell’opinione pubblica e far fallire l’esperienza riformista che è stata avviata nell’Isola con l’uscita di parti consistenti del centrodestra dalla maggioranza. Una vera e propria ripicca in spregio a qualsiasi regola istituzionale, secondo cui Roma non può utilizzare il suo potere come arma di ritorsione nei confronti di quelle Regioni di diverso colore politico".
Il senatore Lumia sottolinea che "alle altre Regioni del Sud, oggi guidate dal centrodestra, il governo ha già trasferito da tempo una parte cospicua dei Fas per coprire i buchi di bilancio nella sanità. Alla Sicilia, invece, gli stessi fondi vengono negati e, come se non bastasse, le viene sferrato un attacco del tutto ingiustificato, che fa venire a galla la scorrettezza e la meschinità dell’ esecutivo nazionale. Pochi giorni fa, infatti, il ministro della salute, Ferruccio Fazio, ha usato parole di apprezzamento ed elogio nei confronti della Sicilia per aver avviato un processo di risanamento finanziario e organizzativo della sanità regionale, tanto da essere considerato un modello virtuoso per tutte le Regioni in difficoltà. Le dichiarazioni del ministro, però, non sono piaciute agli ascari siciliani del Pdl che lo hanno immediatamente tirato per la giacchetta, presentando un’interrogazione parlamentare. La risposta pilotata di Fazio non si è fatta attendere. Il ministro, oltre a rimangiarsi quanto aveva detto pochi giorni prima, paventa il rischio che in Sicilia non possano essere garantiti i livelli essenziali di assistenza per colpa della Regione siciliana (LEGGI). Il ministro della salute della Repubblica italiana, quindi, si piega alla bieca propaganda di coloro che a Roma sono abituati a fare politica sulla pelle della Sicilia e dei siciliani. Proprio coloro che hanno fatto parte di quel centrodestra che ha lasciato in eredità una sanità allo sbando e piena di debiti."
"La Sicilia si trova, quindi, - conclude l'esponente del Partito democratico - sotto il fuoco incrociato del solito centrodestra siciliano interessato a tutelare i propri interessi e privilegi e del governo nazionale più antisiciliano della storia dell’Italia unita. Per questo è indispensabile che tutto venga fuori allo scoperto. I siciliani hanno il dovere di sapere chi a Roma è disposto a compromettere finanche il diritto alla salute dei siciliani pur di ritornare al vecchio sistema di potere che per anni ha condannato la Sicilia al degrado e al sottosviluppo".

Discorsi e posizioni così simili, quelli di Lombardo e Lumia, che fanno intendere un sodalizio ancora intatto tra il centrodestra lombardiano e la porzione tecnicistica (o 'inciucistica', preferirebbero dire i maligni) del Partito democratico isolano.

 

 

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21 maggio 2011

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