La stabilizzazione dei precari siciliani...

Il Ddl annunciato dal governatore Crocetta non convince per niente i sindacati, pronti alla mobilitazione

27 novembre 2013

"Il governo regionale ha già pronta l'ipotesi di legge da depositare all'Ars per la stabilizzazione dei precari siciliani, per poterlo fare attende solo la formalizzazione da parte del ministero della Pubblica amministrazione della circolare esplicativa della legge 101 del 2013. Dal ministero ci dicono che la circolare è pronta ma che non è ancora stata ufficializzata perché sarebbero in attesa del visto della Corte dei Conti".
Nei giorni scorsi il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha voluto chiarire così la posizione della sua giunta che per i precari, ha detto, ha già predisposto un disegno di legge. "La Regione dunque è pronta ad avviare le proroghe e il piano di stabilizzazione, di concerto con i comuni e i sindacati - ha poi sottolineato Crocetta - Per quanto ci riguarda, da parte nostra non c'è alcuna inadempienza, riteniamo dunque che tutte le manifestazioni e le lotte non siano rivolte nei confronti del governo regionale che è totalmente solidale con i lavoratori". (LEGGI)

Non sono esattamente dello stesso avviso i sindacati per i quali, oramai, il "tempo è scaduto". Concetto ribadito ieri da Michele Palazzotto (Fp Cgil), Luigi Caracausi (Cisl Fp) e Enzo Tango (Uil Fpl), alla fine della riunione dell'unità di crisi sul precariato in cui il governo, così come garantito la settimana scorsa dal presidente Crocetta, avrebbe dovuto illustrare il disegno di legge necessario a mettere in moto proroghe e stabilizzazioni. "Siamo ancora alla fase della stesura del ddl. Un testo ancora non formalizzato e di cui - dicono i tre segretari generali di categoria - ci sono stati solo illustrati i contenuti senza consegnarcelo. Da quanto appreso, il ddl non solo non scioglie i nodi di fondo che precludono qualunque serio processo di stabilizzazione, ma non dà ancora alcuna certezza  neanche sulle proroghe".
Sciolta dunque ogni riserva, lo stato di agitazione proclamato la scorsa settimana diventa subito mobilitazione: il 2 dicembre i lavoratori precari degli enti pubblici siciliani manifesteranno davanti alle Prefetture dell'isola. Per il 13 dicembre, invece, è stato proclamata una giornata di sciopero  con una manifestazione regionale che si terrà a Palermo e un  corteo da piazza del Parlamento fino a palazzo d'Orleans, sede della Presidenza della Regione.

"La lentezza del governo regionale di fronte alla gravità del  problema che prelude a forti tensioni sociali se non si troverà una soluzione al più presto, non è più tollerabile", dicono ancora Palazzotto, Caracausi e Tango. E aggiungono: "Il pool di esperti e dirigenti della Regione che, stando alle più recenti notizie di stampa, ha lavorato al testo del ddl sul precariato, ha partorito il classico topolino, nonostante le innumerevoli trasferte romane che, a questo punto possiamo dirlo con  certezza, sono servite a ben poco". A questo si aggiunge anche il mistero della circolare del ministero che più volte annunciata, ancora non viene fuori. "I lavoratori - concludono i tre segretari - hanno il diritto di sapere quale brutto gioco si sta mettendo in atto sulla loro pelle, se oltre alla stabilizzazione rischiano di vedere andare in fumo anche la proroga dei contratti tanto agognata".
All'incontro di ieri pomeriggio, oltre ai rappresentanti di  Cgil-Cisl e Uil e di Anci, erano presenti il capo di gabinetto del Presidente della Regione, l'assessore alla Funzione  Pubblica, Patrizia Valenti e l'assessore al Lavoro Ester  Bonafede con il supporto dell'avvocato Stefano Polizzotto che ha illustrato i contenuti del ddl "non riuscendo a convincere i sindacati confederali". La formalizzazione del ddl avverrà nella giunta prevista per domani pomeriggio.

Intanto, nella seduta di ieri pomeriggio all'Ars è stato approvato il ddl che stanzia 19 milioni di euro per la Sas, la società che ha assorbito le partecipate Multiservizi, Biosphera e Beni Culturali spa e impiega oltre duemila persone. L'approvazione dell'ultima delle tre leggi stralciate dalla manovra d'autunno è arrivata con 39 voti a favore, 23 astenuti e uno contrario. Rispetto alla norma originaria, che prevedeva 61 milioni di euro per due anni, la somma destinata alla Sas sarà di 19 milioni 178 mila euro dal 1° gennaio al 30 aprile 2014.

[Informazioni tratte da ANSA, GdS.it, Repubblica/Palermo.it, Lasiciliaweb.it]

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27 novembre 2013

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