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La Storia del vero Re dell'estate: il gelato! Leggende e gusti del fresco alimento amato da tutti

Si narra che nel 500 a. C. i cinesi avessero scoperto...

16 agosto 2005

Intorno al gelato sono nate moltissime storie, vere e non vere, che narrano la nascita di questo alimento così particolare e amato da tutti.
Non si sa con esattezza quando sia nato il gelato, si narra però che già nel 500 a.C., i Cinesi avessero scoperto come conservare il ghiaccio invernale per poterlo utilizzare d'estate.
In India, gli imperatori Moghul inviavano cavalieri sulle montagne dell'Hindukush per portare ghiaccio e neve a Delhi per i sorbetti di frutta di corte.
Un'altra notizia interessante è che nei secoli più lontani, presso alcuni popoli come i Babilonesi, gli Egizi, gli Arabi e i Romani, c'era l'abitudine di refrigerare alcune sostanze dolci, come per esempio i succhi ottenuti spremendo la frutta. Persino gli Arabi in Sicilia erano soliti mescolare la neve dell'Etna ai succhi di frutta, creando quello che può essere considerato l'antenato del nostro gelato e che veniva chiamato ''sherbeth''.
Si narra inoltre, in epoca più recente, che i veri inventori del gelato, come lo conosciamo noi, fossero degli italiani e furono proprio gli italiani a portare il gelato in Europa. Tra i gelatai dell'epoca spicca il siciliano Francesco Procopio de' Coltelli che nel 1686 aprì a Parigi un locale che chiamò Café de Procope. Il ritrovo diventò ben presto punto di riferimento per i letterati del tempo, anche nei secoli successivi: da Voltaire a Balzac a Victor Hugo. Tutti a gustare la ricetta originale di Procopio, che era riuscito a trovare il modo di rendere estremamente omogeneo l'insieme di frutta, miele, zucchero e ghiaccio. Nello stesso periodo nacque anche l'usanza - ancora in voga oggi - di servire, a metà banchetto - il "sorbetto", considerato un ottimo digestivo.

Gelato e personaggi storici. Uno dei primi documenti storici in cui si parla di ''gelato'' ci giunge da un poeta greco vissuto 500 a. C. ad Atene. I greci amavano preparare le loro bevande rinfrescanti con poco limone, miele e molto succo di melagrana con neve o ghiaccio.
Alessandro Magno, grande condottiero macedone, sembra che durante le sue avanzate faceva costruire un po' ovunque enormi buche nel terreno dove veniva pressata e conservata la neve, per fornirla durante le calde giornate estive ai suoi uomini in modo da rinfrescarsi e tonificarsi. Egli stesso era ghiotto di succhi di frutta ghiacciati.

Il gelato nell'antica Roma.
Una vecchia ricetta tramandataci da Plinio il vecchio, ci fa capire quando già tra i romani fosse vicino il concetto di sorbetto, infatti essi mescolavano ghiaccio tritato finemente e miele ad un'altra porzione di ghiaccio mescolato con succo di frutta, in modo da realizzare una specie di crema ghiacciata.

Nascita del cono gelato. Il cono nacque il 3 luglio del 1904, durante la Fiera Mondiale di Saint Louis.
Un gelataio, avendo terminato i contenitori in cui proponeva i suoi gelati ai clienti, provò ad utilizzare dei wafer venduti da un banchetto lì vicino. Fu un successo enorme!!
Le cialde sono il risultato di un'arte antichissima, quella dei "cialdonari" che già nel 1400 confezionavano impasti leggeri a base di acqua, farina, zucchero e uova.
L'anno scorso per il centenario del cono gelato, il Parlamento ha lanciato una proposta per tutelare il gelato artigianale "doc". Un disegno di legge subito appoggiato dai gelatai artigiani della Cna e dall'associazione Slow food, che chiede di istituire un marchio di qualità per i gelati realizzati con tecniche tradizionali e materia prima naturale. Insomma, un modo per distinguere i gelati di vera frutta e vera cioccolata da quelli ottenuti con l'ausilio di additivi industriali, coloranti e aromatizzanti.

Nuovi e strani gusti nascono. I gelatai rinnovano il ''volto'' del gelato lanciandosi verso sperimentazioni futuribili. E così accanto al cioccolato, alla crema o alla fragola, al big-bubble o al puffo, non sarà impossibile assaporare il gelato all'aceto balsamico, al gorgonzola, al parmigiano, o all'amarone. In vaschetta anche il gusto barolo o San Marzano, Soave o Montasio, Vincotto, pecorino o squacquerone.
Questa la nuova moda che impazza nelle tradizioni alimentari estive degli italiani secondo un'analisi della Coldiretti secondo la quale ''la creatività dei mastri gelatieri sembra essersi concentrata nella ricerca di ingredienti Doc fortemente legati alle tradizioni alimentari locali, che rappresentano una componente importante dei 580 gusti, da guinness dei primati, censiti in Italia''.
''Si tratta - continua la Coldiretti - di una tendenza che continua il percorso di genuinità iniziato con le attenzioni rivolte ai prodotti del Mediterraneo con la nascita di gusti a base di olio extravergine di oliva, pesto, ricotta, sedano, finocchio, rosmarino, alloro, rucola, salvia, ficodindia, fava e lenticchie''.

E se per il momento - sostiene la Coldiretti - l'attenzione si è rivolta soprattutto alle grandi e rinomate etichette di vino e ai nomi più conosciuti e prestigiosi dei formaggi nazionali, cresce l'interesse anche per le produzioni più ricercate come il bergamotto e il carciofo violetto di San Erasmo salvato dalla estinzione nella laguna veneta da dodici imprenditori agricoli che ne hanno evitato la scomparsa. D'altra parte le possibilità non mancano dato che - ricorda la Coldiretti - il paniere nazionale della qualità alimentare può contare su 137 prodotti riconosciuti in Europa, su un totale comunitario di 649, ai quali si aggiungono 3715 prodotti tradizionali censiti dalle Regioni e ottenuti con tecniche mantenute inalterate nel tempo ed il patrimonio di 447 vini Docg, Doc e Igt, che rappresentano il 60% della produzione italiana.

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16 agosto 2005
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