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La storia di Smeralda e Celeste

La vicenda delle due bimbe alle quali la Giustizia ha permesso di curarsi con le staminali

04 settembre 2012

C'è un caso simile a quello di Celeste Carrer, la piccola veneziana malata di atrofia muscolare spinale, a Catania. Il giudice del tribunale civile Mario Cupri ha emesso un'ordinanza che impone di continuare le cure con la metodica Stamina sulla piccola Smeralda, 17 mesi, disabile per i postumi di un'asfissia da parto. È nel nosocomio di Brescia, che la piccola ha avuto le prime due infusioni di staminali. E qui è stata trasferita oggi, con un volo dell'aviazione militare, per riprendere la cura. La decisione del Tribunale è stata emessa d'urgenza, l'udienza si terrà il 18 settembre. Sua sorella gemella sta bene. Smeralda è ora assistita nel centro di rianimazione pediatrica dell'ospedale Garibaldi di Catania.

La notizia è stata accolta con gioia mista a rabbia dai genitori della bambina. "È scandaloso - accusa la mamma, Valeria Scordo - che per avere il diritto a delle cure ci si debba rivolgere ai giudici. Noi abbiamo visto i miglioramenti di nostra figlia, che sono stati certificati dai medici che la seguono anche a Catania".
"Se non ci fossero stati i benefici, piccoli ma visibili - spiega il padre della bambina, Giuseppe Camiolo, imprenditore agricolo - non avremmo presentato ricorso e il Tribunale non avrebbe disposto la ripresa della terapia. Per i danni subiti da Smeralda, per cui è in corso un procedimento giudiziario a parte, le previsioni erano che sarebbe morta dopo poco tempo o che, se fosse sopravvissuta, avrebbe avuto una vita da vegetale. Adesso - osserva speranzoso - con due cicli di cura Stamina i medici sono riusciti a staccarla dal respiratore, anche se per pochi giorni: sembrano cose irrisorie, ma sono quelle cose che ti fanno andare avanti".
Intanto, oggi è prevista all'ospedale di Brescia la seconda iniezione di staminali per la piccola Smeralda. Nè da notizia l'Associazione Sicilia Risvegli, che assiste i familiari di pazienti in coma.
"Noi aspettiamo i risultati della cura con grande interesse - aggiunge Valeria Scordo, che resterà a Catania con gli altri due figli: la gemella di Smeralda e un bambino di tre anni - e non possiamo non notare i miglioramenti che mia figlia ha riportato". "Il tempo ci dirà se è stata la cura o per altri fattori naturali. Ma perché non sperare? In fin dei conti la storia ci ha insegnato che molti pazzi in realtà avevano ragione: pensiamo a Galileo Galilei. E' un peccato - chiosa la donna - vedere che esiste il rischio che dei grandi ricercatori possano lasciare il nostro Paese perché non messi in condizione di effettuare nuove ricerche. Qualcuno si dovrà chiedere perché esiste la fuga di 'cervelli’ all'estero...".

E buone notizie arrivano da Brescia dove Celeste ha mostrato miglioramenti che il suo pediatra, Mario Andolina, che segue anche Smeralda, definisce "insperati" dopo l'ultima infusione. "È riuscita persino - rivela il medico - a sollevare un pugnetto, non era mai accaduto".
Una novità che in casa di Gianpaolo Carrer ha fatto da contraltare alla morte del nonno della piccola Celeste, che soffriva di sla e che, svela il pediatra, "non si era messo in lista d'attesa per la cura a base di staminali per non interferire nella vicenda giudiziaria della nipote".
E non si placano le polemiche sulla terapia tra Mario Andolina e l'Agenzia italiana del farmaco, che contesta il ricorso alla magistratura per imporre cure alternative. "L'Aifa - sostiene il medico - ha già dimostrato in più occasioni di non avere competenza in questo campo". E quanto ai controlli, il medico si interroga su chi potrebbe eseguirli: "I farmacologi che sono culturalmente inadeguati - si domanda Andolina - o forse gli esperti di atrofia muscolare spinale che ricevono 200 mila euro da una multinazionale per sperimentare un farmaco alternativo alle staminali?".

[Informazioni tratte da ANSA, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

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04 settembre 2012
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