La strage di Ustica. Un aereo abbattuto, ottantuno morti e dopo 25 anni ancora nessun responsabile

I due ex generali accusati di alto tradimento per i presunti depistaggi sono stati assolti in appello

16 dicembre 2005

Ottantuno morti, e ancora nessun responsabile. L'unica verità, che ancora colpevolmente si ostenta per la Strage di Ustica, è la mancanza di responsabili.
Nel disastro del 27 giugno del 1980 morirono tutte le persone che erano a bordo del Dc9 dell'Itavia (partito da Bologna e diretto a Palermo) precipitato nei pressi di Ustica. 25 anni dopo non è ancora stato stabilito che cosa accadde quella notte: uno dei tanti misteri italiani che non trovano soluzione.

I generali Lamberto Bartolucci e Franco Ferri sono stati assolti in appello dall'accusa di alto tradimento relativa alla strage di Ustica. I due alti ufficiali erano finiti sul banco degli imputati in relazione ai presunti depistaggi sul disastro del giugno 1980. La Prima corte di Assise di appello di Roma, presieduta da Antonio Cappiello, ha decretato che ''il fatto non sussiste''. Il verdetto è stato pronunciato dopo cinque ore di camera di consiglio in base al secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale (l'equivalente della vecchia formula dell'insufficienza di prove). 

Subito dopo la lettura della sentenza, che cancella quella che era sembrata una speranza per imboccare finalmente una possibile pista verso la verità, la senatrice Ds Daria Bonfietti, presidente dell'associazione familiari delle vittime, ha manifestato tutta la sua delusione: ''È un discorso vergognoso non solo per le vittime, ma per tutti gli italiani''. ''C'è la certezza che un aereo civile è stato abbattuto in tempo di pace ma la magistratura non è riuscita a trovare i responsabili che hanno impedito questa verità.''
Dal canto loro, i pm Erminio Amelio e Maria Monteleone hanno rimarcato che ''rimane un'ombra su tutta la ricostruzione''. ''Prendiamo atto della sentenza - hanno detto - e sottolineiamo come i giudici hanno stabilito che ci sia stata una insufficienza di prove. Ora aspettiamo di capire dalla motivazione dei giudici qual è il punto dove le prove sono stati insufficienti''. Per i due magistrati, a questo punto ''è scontato il ricorso in Cassazione, soprattutto dopo che in primo grado la sentenza aveva resistito a tutte le prove''.

I due ex generali Bartolucci e Ferri, entrambi ottantenni, nell'80 erano rispettivamente capo di stato maggiore e vice capo di stato maggiore dell'Aeronautica militare. Erano accusati di omessa comunicazione al governo di informazioni sul disastro aereo. Per questa accusa il 30 aprile 2004, dopo un processo durato tre anni, la terza corte di Assise di Roma dichiarò la prescrizione. Bartolucci e Ferri furono invece assolti, al pari di altri due imputati, Zeno Tascio e Corrado Melillo, dall'accusa di alto tradimento. La Corte aveva ritenuto che l'imputazione contestata avesse soltanto turbato (e non impedito come aveva sostenuto la procura) l'esercizio delle prerogative del governo nel chiarire l'accaduto.

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16 dicembre 2005

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