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La strage di Ustica: un missile o un "duello" aereo

Le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Palermo ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti

21 settembre 2011

"Tutti gli elementi considerati consentono di ritenere provato che l'incidente occorso al Dc9 si sia verificato a causa di un intercettamento realizzato da parte di due caccia, che nella parte finale della rotta del Dc9 viaggiavano parallelamente ad esso, di un velivolo militare precedentemente nascostosi nella scia del Dc9 al fine di non essere rilevato dai radar, quale diretta conseguenza dell'esplosione di un missile lanciato dagli aerei inseguitori contro l'aereo nascosto oppure di una quasi collisione verificatasi tra l'aereo nascosto e il Dc9".
Questa la conclusione del Tribunale di Palermo nelle motivazione della sentenza con cui ha condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti al risarcimento dei familiari delle vittime di Ustica. Le motivazioni della sentenza, rese pubbliche oggi dagli avvocati Alfredo Galasso e Daniele Osnato, escludono quindi che ci fosse una bomba a bordo del Dc9 Itavia.
''I fatti - afferma nella sentenza il giudice Paola Proto Pisani, a cui era affidata la causa - rilevano una situazione aerea complessa che può avere consentito l'inserimento di un velivolo nella scia del Dc9 al fine di evitare di essere rilevato dai radar, e una serie di anomalie sia nelle rilevazioni radar che nel comportamento dei velivoli presenti nelle immediate vicinanze del Dc9". Escluso dal giudice anche il "cedimento strutturale del velivolo" o la "bomba a bordo basandosi sulle perizie svolte nell'ambito di altre inchieste e in particolare su quelle condotte dal giudice Rosario Priore".

Il Dc 9 dell'Itavia, la sera del 27 giugno 1980 in volo da Bologna a Palermo, dunque, attraversò un corridoio di guerra e per questa ragione cadde in mare, all'altezza dell'Isola di Ustica. Abbattuto in seguito ad uno scontro tra aerei militari. E la responsabilità di tutto questo va ricondotta allo Stato italiano, ha concluso il giudice.
I ministeri sono stati condannati per non aver protetto le vite dei passeggeri e dell'equipaggio, in tutto 81 persone, e per una serie di depistaggi che hanno impedito ai familiari di apprendere la verità.

"Con la sentenza è finalmente certa la dinamica del disastro, che esclude la bomba interna, ed è definitivamente appurata la corresponsabilità degli enti controllori, che consentirono lo svolgimento di attività aeree pericolose nel basso Tirreno, nell'uccisione di 81 cittadini italiani. Ed è stata anche appurata la gravissima colpa di alcuni soggetti deviati appartenenti all'Aeronautica militare italiana", hanno commentato gli avvocati Galasso e Osnato. I difensori delle famiglie delle vittime annunciano nuove iniziative giudiziarie per far sì che il risarcimento sia effettivo: "Mi auguro vivamente che la Corte dei Conti richieda gli atti processuali al Tribunale di Palermo ed avvii, con estrema sollecitudine, un procedimento di responsabilità per danni erariali in capo a quei Militari che depistarono e che, adesso, si nascondono dietro il dito di una prescrizione penale", dice ancora Osnato. "E annuncio ufficialmente che adiremo il Parlamento Europeo per l'istituzione di una Commissione di inchiesta temporanea che scardini i segreti di Stato italiani, francesi e Nato, facendo definitivamente luce sulla tragica vicenda".

Durissimo il commento del sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi: "Quelle della dott.ssa Proto Pisani sono motivazioni abnormi, in totale contrasto con la sentenza passata in giudicato della Suprema Corte di Cassazione che ha accertato che l'ipotesi di battaglia aerea è ascrivibile alla categoria della fantapolitica o del romanzo". "La dott.ssa Proto Pisani ripropone le ipotesi elaborate dal giudice istruttore dell'epoca, Priore, contraddette nel processo dagli stessi pubblici ministeri, dai risultati delle commissioni peritali, dalla Commissione Stragi e dalla documentazione fornita dalla Nato da cui risulta con certezza che nessun aereo era in volo quella sera in vicinanza del Dc9 dell'Itavia. L'appello sicuramente cancellerà questa incredibile sentenza ma, nel frattempo, ho dato incarico all'Avvocatura di Stato di verificare se nelle affermazioni dell'avv. Osnato siano ravvisabili profili diffamatori nei riguardi del governo italiano e di chi rispetta la verità giudiziaria emersa nella sentenza scritta dalla Cassazione", conclude Giovanardi.
Per il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, "Giovanardi, nel rispetto per il dolore dei familiari delle vittime, deve desistere dalle sue assurde tesi, risparmiando al Paese le sue incomprensibili posizioni che negano la gravità e la responsabilità dell'accaduto. A questo punto ci auguriamo che ritiri il ricorso presentato a nome dello Stato contro la sentenza dei giudici di Palermo".

[Informazioni tratte da Adnkronos/Ign, Reuters.it, ANSA, Lasiciliaweb.it]

- "La verità sul caso Ustica? E' negli archivi libici" (Guidasicilia.it, 15/09/11)

 

 

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21 settembre 2011
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