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La trattativa Governo-Regione

Crocetta a Palazzo Chigi: "Incontro positivo tra i governi nazionale e regionale". Ma gli stipendi tardano ad arrivare

29 gennaio 2014

AGGIORNAMENTO
Finanziaria. Incontro positivo tra governi nazionale e regionale -
Si è svolto stamane alle 11:30 l'incontro tra il governo nazionale e quello regionale, relativo alla manovra finanziaria 2014. La delegazione siciliana era composta dal presidente Crocetta, dall'assessore all'Economia, Bianchi e dall'assessore alla Formazione, Scilabra.
Il governo nazionale era invece rappresentato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie  Delrio, dal vicepremier e ministro dell'Interno Alfano, dal ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione  D'Alia, dal sottosegretario alla presidenza, Patroni Griffi, dal capo di gabinetto del  ministro dell'Economia, Cabras e dai deputati nazionali Faraone e Schifani.

Il presidente ha illustrato tutte le azioni positive effettuate dalla Regione nelle ultime due finanziarie, i tagli rigorosi e la lotta agli sprechi effettuati dal governo, evidenziando non solo che in questi anni sono stati tagliati 2 miliardi e 400 milioni ma sono già stati accantonati 300 milioni per la costituzione del fondo rischi per i residui attivi. Il governo regionale in pratica ha agito, non solo per mettere i conti in ordine, ma anche per assicurare la Regione rispetto al rischio debiti. I rappresentanti del governo nazionale hanno affermato che la manovra 2014 non solo ottiene il pareggio dei conti, come confermato da Cabras e dal ministro Delrio, ma che è anche una manovra di grande valore sociale e di rilancio dello sviluppo, sostenendo che i tagli avrebbero conseguenze drammatiche sul piano non solo regionale ma anche nazionale.
Per tutte le suddette ragioni, il governo nazionale, ha convocato immediatamente un tavolo tecnico, al quale su delega del presidente Crocetta parteciperà l'assessore Bianchi,  che si svolgerà domani presso il ministero degli Affari Regionali alla presenza del ministro Delrio alle ore 15;30 e al quale parteciperà anche il commissario dello Stato, per individuare immediate soluzioni prima della pubblicazione del bilancio. Crocetta ha suggerito al ministero l'emanazione di un decreto che consenta a tutte le regioni di ricostituire il fondo rischi per i residui attivi con un piano costituito dall'acquisto di titoli dello Stato non negoziabili, che avrebbero l'effetto di rendere stabile il bilancio rispetto ai rischi ma anche contribuire al risanamento nazionale attraverso l'incremento del valore del rating dei buoni dello Stato.
Crocetta e gli assessori presenti si sono dichiarati soddisfatti per le risposte del governo e sono fiduciosi sulla possibilità di trovare soluzioni. Il presidente Crocetta raccomanda tutti i lavoratori e le famiglie a un atteggiamento responsabile per evitare che possano esserci degenerazioni che
possano compromettere l'ordine pubblico, riconoscendo il diritto alla libera manifestazione di pensiero escludendo però episodi di rabbia e violenza. I governi stanno lavorando per trovare una rapida soluzione.

Intanto si allungano i tempi per il pagamento degli stipendi ai 18 mila dipendenti della Regione siciliana e degli assegni ai 12 mila pensionati oltre che per il personale dell'Assemblea e i 90 deputati. Oggi la manovra finanziaria, senza le parti impugnate, non è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale in edizione straordinaria come annunciato dal governatore. Gli uffici della Gazzetta hanno spiegato all'Ansa di non avere ricevuto gli atti, che sarebbero ancora al vaglio dell'amministrazione regionale.
"Nonostante le rassicurazioni rimaniamo fortemente preoccupati", aveva detto il segretario generale dell'Ugl Sicilia, Giuseppe Monaco. "Ovviamente - ha aggiunto il sindacalista - se le intese tra governo regionale e governo centrale non saranno utili a sbloccare i fondi impegnati in finanziaria (33 provvedimenti su 50), la mobilitazione rimane l'unica azione che può mettere il sindacato in posizioni fortemente critiche, anche nei confronti del governo centrale, pertanto attendiamo di incontrare Crocetta dal suo ritorno da Roma".

L’incontro è previsto per oggi a Palazzo Chigi, a Roma. Sul tavolo, la situazione della Regione Sicilia dopo la bocciatura, da parte del Commissario dello Stato Carmelo Aronica, della legge finanziaria votata nelle scorse settimane dall’Ars e che ha di fatto congelato 500 milioni di euro di spesa.
All’incontro convocato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi - spiega in una nota il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Giampiero D’Alia -, "sono stati invitati a partecipare, oltre al ministro D’Alia, il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano, il ministro dell’Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Graziano Delrio, il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta".

Il governatore siciliano in un post su Facebook continua a sottolineare come il bilancio della Regione Siciliana, "è assolutamente in equilibrio, non è stato, infatti, impugnato l'art. 4 relativo alle entrate. Il Commissario ritiene che tutte le entrate debbano servire a ripristinare il fondo distrutto dai precedenti governi. E' come chiedere a una famiglia che ha accumulato tanti debiti, di rinunciare anche ai soldi per pagare luce, acqua, gas e alimenti, per pagare tutti i debiti del passato. E' ovvio - conclude il post - che i debiti del passato possono essere pagati in modo progressivo, spalmandoli su più esercizi, altrimenti si affoga".
Ecco. Altrimenti si affoga. Perché di questo si tratta: la Regione siciliana non ha un euro in cassa, causa ritardi nelle entrate e una situazione di tesoreria "difficile" che blocca da dicembre mandati di spesa per quasi 800 milioni di euro.
Dunque, l’obiettivo di oggi è trovare una soluzione anche perché "c'è il rischio di 26 mila licenziamenti", ripete di continuo il presidente della Regione, considerando che sono senza alcuna copertura le spese per forestali, Esa, Consorzi di bonifica, Eas, Ersu e per una miriade di altri enti e iniziative, compresi i fondi destinati alle associazioni antimafia e alle vittime del racket e le risorse che la Regione storna ai carabinieri.

"È drammatico, la lotta alla mafia è stata cancellata", aggiunge Crocetta. Associazioni, Fondazioni e centri antiracket perdono 520 mila euro, fondi assegnati ogni anno dalla Regione come contributo a queste strutture impegnate a fianco degli imprenditori che denunciano il pizzo, ma anche in attività di divulgazione della memoria di Falcone e Borsellino nelle scuole e tra i giovani. Chi denuncia il pizzo non riceverà i 510 mila euro a valere come rimborso degli oneri fiscali, misura introdotta per sostenere le vittime del racket. Persi anche i 180 mila euro stanziati nel fondo a disposizione della Regione per la costituzione delle parti civili nei processi contro la mafia. Saltano anche i fondi per pensioni straordinarie e vitalizi a favore delle vittime del dovere, della mafia e della criminalità organizzata (34mila euro), 15 mila euro di contributi in favore di imprenditori e liberi professionisti per l'acquisto e l'installazione di impianti elettronici di rilevamento di presenze estranee e di registrazione audiovisiva e altri 110 mila euro come una tantum per chi subisce danni da attentati a immobili, mezzi di trasporto e lavoro. L'Arma dei Carabinieri deve rinunciare a 2,5 milioni di euro e non ci sono più i contributi per i consorzi dei comuni (258 mila euro) che si occupano esclusivamente della gestione e della valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per le spese di funzionamento.

Crocetta torna a ripetere che "non c'è alcun pericolo per lo stipendio degli impiegati alle dirette dipendenze della Regione. Subito dopo la pubblicazione della finanziaria, saranno immediatamente pagati. Nessun fondo è stato tagliato dal Commissario per tali lavoratori. Chiediamo pazienza, ma bisogna verificare bene tutto. È questione di qualche giorno". Il problema è per tutti gli altri.
"Sento alcuni - ha spiegato ancora il governatore - che dicono che si poteva proporre l'esercizio provvisorio. Così al disastro dei posti di lavoro già a rischio, si sarebbero aggiunti anche i 18 mila precari che venivano cacciati perché la legge nazionale imponeva la previsione di spesa e risparmio triennale che non poteva essere effettuata con il bilancio provvisorio. Altra affermazione demagogica". "Altri ancora affermano troppe spese caricate - ha aggiunto - Questi soloni della finanza che avrebbero tagliato? I fondi per i teatri? L'assistenza per i ciechi? per i disabili? per i banchi alimentari? I fondi per le Asi? Per i consorzi di bonifica? Demagogia pura e se mi si consente, assenza totale di competenza su tecniche finanziarie. La manovra del governo è corretta".

Oggi sul tavolo romano il governo regionale presenterà un corposo dossier e proporrà una via d'uscita. Sul primo fronte, il governatore Crocetta proverà a dimostrare che "il bilancio regionale è sano". Sottolineando come negli ultimi due anni siano già state ridotte spese per 1,4 miliardi di euro e non siano stati accesi mutui per cifre elevate o previste entrate fasulle, come fatto dai precedenti governi, ad esempio con fantomatiche valorizzazioni immobiliari.
Poi lanceranno l'attacco sui residui attivi, cioè i crediti non più facilmente esigibili, che in Sicilia la Corte dei conti considera a livello d'allarme perché pari a 15 miliardi di euro, tanto che il commissario dello Stato proprio per questo ha congelato una spesa di mezzo miliardo. "Se questa tagliola è scattata alla Sicilia a causa dei residui attivi, allora sappiate che altre Regioni, come Veneto e Piemonte, sono nella stessa situazione e quindi non possono avere il via libera ai bilanci - diranno a Roma Crocetta e Bianchi - quindi se oggi cade la Sicilia, domani cadranno anche altre Regioni".

[Informazioni tratte da ANSA, AGI, Repubblica/Palermo, Lasiciliaweb.it, Corriere del Mezzogiorno]

- Al limite dell'assassinio della Sicilia (Guidasicilia.it, 24/01/14)

- "È un attacco all'autonomia siciliana" (Guidasicilia.it, 25/01/14)

- Un disastro senza precedenti (Guidasicilia.it, 28/01/14)

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29 gennaio 2014
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