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La vacanza di Ferragosto degli Italiani: tra esodi e controesodi, villeggiature e gitarelle fuoriporta

L'Italiano in vacanza fra desideri e possibilità

12 agosto 2005

Condizioni di traffico più favorevoli per il ''miniesodo'' di Ferragosto, anche se saranno circa 8 milioni i veicoli previsti in marcia da oggi a lunedì 15 agosto sulla rete del Gruppo Autostrade per l'Italia. La società non prevede punte critiche di traffico per chi viaggerà per effettuare una vacanza breve, per una gita fuori porta o per chi è' rimasto in città (in parecchi) ed anche per i primi rientri dalle ferie estive. Solo qualche ''bollino giallo'' per oggi pomeriggio, nella mattinata di sabato e nel pomeriggio di lunedì 15, quando ai rientri in città dalla gita per il Ferragosto si sommeranno i primi accenni di controesodo dalle località di villeggiatura.
Attenzione dunque - dice la Società Autostrade - alle partenze di oggi e di sabato, che, soprattutto nel centro nord e sul litorale adriatico, potranno avvenire sotto qualche temporale o in presenza di fondo stradale bagnato. Ancora una volta viene rinnovato l'invito alla massima prudenza e al rispetto dei limiti di velocità consentiti in autostrada, che in queste condizioni si riducono da 130 a 110 km/h, salvo prescrizioni ancora più restrittive presenti in particolare nei tratti cittadini e di montagna. [AGI]

C'è chi è andato in vacanza (ricchi e nuovi ricchi) e chi è rimasto a casa (poveri e nuovi poveri)
A spendere per le ferie estive sono le fasce alte di reddito, mentre le fasce basse stringono ancora la cinghia. Aumentano gli italiani ''fedeli'' alle abitazioni di città, mentre si affacciano nuovi ''pendolari'' delle vacanze.
E' il quadro che emerge dall'indagine del centro studi Fipe-Confcommercio su un campione di 750 aziende rappresentativo del settore. Dalla ricerca risulta che il turismo italiano è in calo anche quest'anno, ma i dati registrati nell'estate 2005 registrano un lieve contenimento della flessione (-1,4%) rispetto al 2004 (-2,04%). A livello assoluto, si registra un calo di presenze più contenuto pari a 5,5 milioni, di cui 4,5 milioni di italiani (-1,6%) e un milione di stranieri (-0,9%), con una perdita corrispondente di fatturato pari a 338 milioni di euro, contro i 7 milioni di presenze del 2004 e 420 milioni di euro dello stesso periodo.

La lievissima crescita di vacanzieri dei primi giorni di agosto (0,4%) non basta però a compensare il calo già registrato in luglio (-2,8%) e quello previsto per settembre (-2,5%). A rendere meno drammatica la situazione rispetto allo scorso anno è il fatturato registrato dal segmento costituito dalle strutture frequentate dai ceti più abbienti, come le strutture termali e le località esclusive dei laghi e della montagna (in calo quest'ultima solo a settembre). Alla crisi del turismo balneare appena denunciata si somma quella dei centri minori che registrano una contrazione per tutto il trimestre, mentre le Città d'Arte, a differenza del 2004, tengono bene nel mese di agosto.

Secondo il direttore generale di Fipe-Confcommercio bisogna agire subito, prima che sia troppo tardi, affrontando le questioni principali: per prima cosa il bisogno di recuperare produttività per il settore attuando una decisa politica di incremento delle presenze turistiche attraverso l'arricchimento e l'innovazione dell'offerta (per es. con 'brand' territoriali e di settore che restituiscano identita' forte ai nostri sistemi di offerta) ma, soprattutto, seguendo una politica dei prezzi e delle tariffe più attenta (ridisegnando la propria offerta anche sulla base di pacchetti e low-cost).
Poi, si deve assolutamente evitare che il turismo italiano diventi accessibile soltanto ai segmenti di mercato più ricchi (interni e internazionali). Tuttavia, senza una ripartenza della domanda interna (e l'inversione di tendenza del Pil del secondo trimestre fa ben sperare) sarà difficile che l'economia turistica possa riprendere slancio''.

Sono molti quelli che restano in città accontentandosi delle gite giornaliere, complice la nuova paura del terrorismo e le condizioni metereologiche non propizie e anomale nella prima decade di agosto. Rispetto al 2004, infatti, la percentuale di chi trascorrerà le ferie a casa è aumentata dell'1,7 (pari a 558mila persone). E se lo studio di Fipe rileva che meno gente si concede la pausa estiva pernottando fuori casa, osserva anche che lascia l'abitazione principale delle città soprattutto chi trova ospitalità da amici e parenti, ma sempre con un occhio attento al portafoglio. La colazione al bar è sostituita da quella in casa e si sceglie attentamente a quale genere di divertimento destinare i pochi soldi in tasca, rinunciando agli altri. Prima di acquistare un gelato viene chiesto il prezzo e poi si decide per il più economico.

Per finire, sono incerte le previsioni registrate da parte degli esercenti per la rimanente frazione estiva. Per il 35% di costoro la stagione andrà male e per il 3,8% addirittura molto male. Previsioni più rosee per 21,3% di baristi e ristoratori e più che ottimistiche solo per l'1,3%. Infine, per il 38,8% degli esercenti il bilancio sarà stabile. [ANSA]

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12 agosto 2005
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