La verità di Giovanardi su Ustica

Il sottosegretario rivolta tutto: "Il Dc9 dell'Itavia esplose per una bomba"

23 novembre 2010

A causare la strage del D9 Itavia che il 27 giugno 1980 precipitò nel mare di Ustica uccidendo 81 persone fu una bomba messa nella toilette di coda. Nessuna battaglia aerea, nessun missile, nessun aereo radente fece collassare il velivolo civile, ma una bomba.
E' questa l'opinione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, che per ribadire la sua idea ha convocato una conferenza stampa a Bologna, in Prefettura. Conferenza che ha immediatamente scatenato un vespaio di polemiche.
Quella sera nei cieli di Ustica, ha detto il sottosegretario citando "tutta la documentazione Nato", "aerei in volo a quell’ora nelle vicinanze del Dc9 non ce ne sono. Sono a 500 chilometri, o nella zona ma tre ore dopo".
Al fianco di Giovanardi Aurelio Misiti, presidente della commissione inchiesta su Ustica attiva dal '90 al '94 presso l'Universita' 'La Sapienza' di Roma, il vice presidente della commissione parlamentare stragi Ruggero Manca, il generale di Brigata dell'Aeronautica militare in congedo Enrico Pinto, il docente di storia aeronautica Gregori Alegi e l'ingegnere esperto e perito radarista Marco Giubbolini.

Aurelio Misiti ha spiegato che "per un anno abbiamo cercato il missile, ma non siamo riusciti a trovare evidenze". La conclusione fu che la causa dell’esplosione "fu uno scoppio all’altezza della toilette". A supporto della tesi Misiti ha detto, per esempio, che i missili a guida radar esplodono a 10-30 metri dall’obiettivo investendolo con schegge, mentre la carlinga recuperata (conservata in un museo dedicato a Bologna) non ne porta traccia. Per Misiti inoltre i tracciati Nato hanno dimostrato che "non c’è il presupposto base per la 'quasi collisione': non ci sono aerei vicini". Sulla completezza dei dati non ha dubbi: "erano segreti Nato, non li ha mai toccati nessuno".
"Il problema allora, - ha aggiunto Giovanardi - è di andare a trovare chi ha messo la bomba, di dare giustizia alle vittime. Sono stato in aula a rispondere più volte a nome del Governo. Questa mattina abbiamo portato dati ed elementi incontrovertibili, pronti al confronto se qualcun altro è in grado di portare elementi altrettanto incontrovertibili".
"Noi abbiamo dato tutte le risposte oggettive che poi sono state riscontrate non solo nei processi - ha spiegato dal canto suo Misiti - ma anche dalle indagini della Nato, se volete dalla commisione stragi e dall'Aeronautica militare italiana, che è una organizzazione seria e non fatta da delinquenti. Trovare i responsabili, questo deve essere l'oggetto dell'ulteriore indagine, non di andare a rimuginare se è stato un missile o una guerra aerea. C'e' una perizia tecnica - ha concluso Misiti - che si smentisce con un'altra perizia tecnica, non con le chiacchiere di qualcuno".

Dicevamo all'inizio che quanto detto dal sottosegratario è stata materia ribadita, infatti è noto che il senatore da tempo sostiene questa tesi. Parlavamo anche delle polemiche suscitate dalla convocazione fatta da Giovanardi, non solo per le dichiarazioni - "una vergogna" secondo alcuni parenti delle vittime presenti in sala - ma anche per il luogo scelto dal sottosegretario per parlare con la stampa: la Prefettura e il Museo della Memoria che ospita il relitto. Un luogo, quest'ultimo, dove si è spostata (dopo la conferenza) la delegazione di esperti che accompagnava Giovanardi. Una presenza, davanti alla fusoliera circondata dagli 81 specchi neri e sussurranti voluti dall'artista francesce Christian Boltanski, bollata da Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime, come "assolutamente indignitosa". "Lì dentro non ci vogliano altre parole - ha detto - Tutte quelle che sono state dette sono assolutamente ultronee e offensive per la memoria dei nostri cari".
Urtato dalla scelta di Giovanardi anche il Pd: "Ritengo grave che la sede territoriale del governo venga usata per fini di parte", ha attaccato Virginio Merola, neo candidato del Pd alle primarie del centrosinistra che sceglieranno il candidato per le prossime Comunali.
Offese e fastidi che il sottosegratrio ha detto di non capire: "Non capisco dove è l'offesa quando si portano contributi alla verita".

Ad ascoltare Giovanardi e Misiti, arrivati apposta da Montegrotto (Padova), i fratelli Lachina che persero, appena ragazzi, i genitori. "È una vergogna, siamo stanchi - ha detto Elisabetta - A chi devo credere in questa Italia? A Priore o a lei o a Cossiga?" ha detto a Giovanardi.
Perchè la sentenza-ordinanza di Priore del '99, ha quindi ricordato con forza Bonfietti, "dice che il Dc9 è stato abbattuto all'interno di un episodio di guerra aerea". Un presupposto giuridico non inficiato, ha sottolineato, dalle successive assoluzioni dei generali accusati di aver depistato le indagini.
Poi, ha ricordato ancora Bonfietti, lo stesso Priore bollò la perizia del collegio Misiti come "inutilizzabile" perché "affetta da vizi".
Quanto avvenuto ieri a Bologna, dunque, per Daria Bonfietti è solo "una intimidazione a chi indaga". Cioè ai pm di Roma che sulla base delle dichiarazioni di Cossiga hanno riaperto le indagini e chiesto rogatorie internazionali ai paesi interessati, firmate dal ministro Alfano.

"Ma perché solo oggi?", è stato chiesto a Giovanardi. "Perché con pazienza certosina - ha spiegato Giovanardi - per poter ribattere a tutto quello che è stato scritto nel trentesimo anniversario sui giornali, siamo andati a raccogliere tutta la documentazione della Nato, tutte le tracce radaristiche, tutte le perizie che sono state fatte; abbiamo chiesto a Misiti di intervenire e abbiamo portato delle prove incontrovertibili: questo è il dovere di un governo, se fa il suo dovere. Poi non si può dire che è uno scandalo se il Governo se ne interessa, e che è uno scandalo perché non se ne è interessato: una delle due".
"Queste sono menzogne, Giovanardi mente sapendo di mentire". Così ai microfoni di CNRmedia Daria Bonfietti. "E' dal '99 - ha aggiunto - che il giudice Rosario Priore ha concluso, con la sua sentenza ordinanza, sulle cause dicendo che il DC9 è stato abbattuto all'interno di un episodio di guerra aerea. Nessun altro, nessun giudice, nessun magistrato ha piu rivisto quella sentenza ordinanza e se si sono fatti dei processi è a carico di militari per avere compiuto alto tradimento ma è un'altra cosa. Da quella verità non ci si sposta".

Walter Veltroni ha criticato il sottosegretario Giovanardi per le ultime dichiarazioni su Ustica. "E' davvero gravissimo che Carlo Giovanardi, ministro della Repubblica, continui nella sua incessante azione di depistaggio lungo la strada della completa verità e giustizia per una strage in cui persero la vita 81 persone", ha dichiarato l'esponente della commissione Antimafia in una nota. "Giovanardi non solo oggi ha compiuto un ennesimo atto di inquinamento politico ma lo ha fatto anche dopo aver visitato il Museo della Memoria, luogo che tiene vivo il dolore e il ricordo di quella tragedia, compiendo un gesto che davvero ha il sapore di una inaccettabile provocazione soprattutto nei confronti di tutti i familiari delle vittime", ha insistito. "Ormai è noto che quella notte nei cieli sopra Ustica si svolse un'azione internazionale di guerra - ha spiegato - e sono molti gli attori che dovrebbero contribuire all'accertamento di ogni particolare. In questo senso è necessario che il governo italiano compia tutti i passi utili non solo in sede Nato ma anche nei confronti del governo libico". "La speranza di verità di tutto il Paese era stata del resto pienamente interpretata solo pochi mesi fa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, in occasione del Giorno della Memoria, aveva richiamato per la tragedia di Ustica 'intrecci eversivi e anche intrighi internazionali che non possiamo non richiamare, insieme con opacità di comportamenti da parte di corpi dello Stato, e inefficienze di apparati e di interventi deputati all'accertamento della verità'", ha ricordato. "Di fronte alle parole del Capo dello Stato, credo che Giovanardi dovrebbe come minimo chiedere scusa ai familiari delle vittime di Ustica", ha concluso l'ex segretario del Pd.

[Informazioni tratte da Ansa, La Siciliaweb.it, Affaritaliani.it, Corriere di Bologna.it]

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23 novembre 2010

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